1912 Per il paesaggio e la civiltà..

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Di Redazione
Osvaldo Pippa

Non occor­rono molte parole per ricor­dare la martel­lante, con­tin­ua (e ben­e­meri­ta) azione in cor­so da decen­ni per incen­ti­vare la dife­sa e la con­ser­vazione delle bellezze nat­u­rali e dei mon­u­men­ti.

Proposi­ti che si ril­e­vano con quo­tid­i­ani arti­coli por­tati or su riv­iste, or su gior­nali, dalle varie e dif­fuse asso­ci­azioni ambi­en­tali e cul­tur­ali che a volte riguardano anche il .

Ciò det­to, è sor­pren­dente risco­prire che le sen­si­bil­ità per la dife­sa del “bel­lo, del­l’artis­ti­co, e del­lo splen­dore del­la natu­ra” era­no già sen­tite e man­i­fes­tate ben oltre un sec­o­lo fa, e pro­prio in una sede di spes­sore min­is­te­ri­ale. È la riv­ista men­sile del dicem­bre 1912 – edi­ta dal Tour­ing Club Ital­iano – che ripor­ta il prog­et­to di legge del quale si era fat­to sosten­i­tore l’al­lo­ra Diret­tore Gen­erale del­l’Is­ti­tu­to Nazionale Artis­ti­co di Roma — pro­fes­sor Giuseppe Castel­li — des­ti­na­to a sta­tuire nel­la del­i­ca­ta mate­ria del­la dife­sa del pae­sag­gio por­ta­ta pro­prio in ambito par­la­mentare.

E supera ogni pre­am­bo­lo — ed è più pre­cisa ed elo­quente — la pre­sen­tazione di alcune delle belle immag­i­ni di luoghi famosi spar­si per la peniso­la, che il pro­fes­sor Castel­li ha seg­nala­to all’opin­ione pub­bli­ca tramite la sud­det­ta riv­ista men­sile del TCI, onde ottenere dal Gov­er­no una adegua­ta rispos­ta leg­isla­ti­va in mate­ria di dife­sa del­l’am­bi­ente e del pae­sag­gio.

L’ar­go­men­to viene ripor­ta­to in queste pagine per­chè e curioso notare che tra i luoghi indi­vid­uati dal pro­fes­sor Castel­li (che in Italia era­no da difend­ere) risul­ta anche una ben nota eccel­len­za garde­sana denom­i­na­ta “Pun­ta di S.Vigilio” sit­u­a­ta sul­la spon­da veronese del lago di Gar­da.

A quan­to si legge, la bel­la e panoram­i­ca emi­nen­za garde­sana era “rov­ina­ta” per la costruzione nelle vic­i­nanze di un alber­go.

In con­clu­sione, per meglio definire l’ar­go­men­to, è più inter­es­sante ed oppor­tuno che il let­tore pren­da visione delle poche fotografie qui riprodotte, scelte tra le quindi­ci apparse allo­ra a corre­do del moti­va­to arti­co­lo pub­bli­ca­to sul­la men­zion­a­ta riv­ista del TCI, che fan­no coro­na alla bel­la foto del­la “pun­ta garde­sana”. È cer­to una rara car­toli­na d’e­poca impreziosi­ta dal­la sen­si­bil­ità del­l’au­tore che ha volu­to viva­ciz­zare l’im­mag­ine fotografi­ca coin­vol­gen­do la figu­ra di un bar­caio­lo.

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