In occasione dell'inaugurazione ufficiale del 250° anno dell'Accademia roveretana degli Agiati era presente oltre a personalità di spicco della città, il sottosegretario dell'Università, dottor Luciano Guerzoni.

250 anni per l’Accademia degli Agiati

02/03/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

In occa­sione del­l’in­au­gu­razione uffi­ciale del 250° anno del­l’Ac­cad­e­mia rovere­tana degli Agiati era pre­sente oltre a per­son­al­ità di spic­co del­la cit­tà, il sot­toseg­re­tario del­l’, dot­tor Luciano Guer­zoni e il ret­tore del­l’U­ni­ver­sità di Tren­to, Mas­si­mo Egidi.“Ogni inves­ti­men­to in cul­tura — ha esor­di­to il sot­toseg­re­tario — è prezioso, più di qualunque altro soprat­tut­to per i gio­vani”. Ha poi sot­to­lin­eato come l’at­tiv­ità del­l’Ac­cad­e­mia nel tem­po sia tes­ti­mo­ni­an­za di “una cul­tura che si è costru­i­ta attra­ver­so la con­ver­gen­za di mille riv­o­li, cioè dal con­tat­to con tante e diver­sifi­cate realtà. La cul­tura è lin­guag­gio uni­ver­sale di uman­ità che si voglia riconoscere come tale. L’Eu­ropa ci sarà solo attra­ver­so la cultura”.Il ret­tore Egi­di che non si è lim­i­ta­to all’e­s­po­sizione del­l’in­ter­ven­to sul tema che gli era sta­to asseg­na­to “L’U­ni­ver­sità e le sfide del futuro”. “Volen­do par­lare delle isti­tuzioni del sapere — ha com­in­ci­a­to il Ret­tore — appare chiaro che l’U­ni­ver­sità è una, non le rap­p­re­sen­ta tutte. Il suo ruo­lo è dunque lim­i­ta­to e allo­ra bisognerebbe chieder­si quale ruo­lo ha oggi”. Da qui il ret­tore è pas­sato ad anal­iz­zare breve­mente lo svilup­po del­l’u­ni­ver­sità nel tem­po, sot­to­lin­e­an­do come la dif­fu­sione del sapere sia sem­pre sta­ta dif­fi­cile. “L’uo­mo era sem­pre com­bat­tuto tra par­lare di una sua scop­er­ta, e per­ciò di pot­er­si arric­chire con ques­ta, o di ten­er­la per sé, onde evitare che qual­cuno gliela copi­asse. Nell’800, all’u­ni­ver­sità impone l’idea che sia il dial­o­go che la conoscen­za sono cose molto impor­tan­ti. Se il sapere non cir­co­la non si pos­sono arric­chire quin­di svilup­pare e dunque evolver­si”. Ques­ta ered­ità è giun­ta fino a noi e questo è il ruo­lo che deve avere l’u­ni­ver­sità. “La capac­ità di essere crit­i­ci, di met­ter­si in dis­cus­sione questi sono ele­men­ti essen­ziali. Quan­do nelle isti­tuzioni del sapere si per­dono questi ruoli, l’im­pov­er­i­men­to non avviene solo nel­la cul­tura, è glob­ale”. Il ret­tore Egi­di ha poi con­clu­so il suo inter­ven­to insis­ten­do su ciò che fa cul­tura. “La cul­tura non può esistere se non c’è un liv­el­lo di capac­ità di dial­o­go inter­nazionale. L’U­ni­ver­sità è un ponte, una rete per man­tenere alti rap­por­ti con il resto del­la comu­nità sci­en­tifi­ca inter­nazionale. Il pas­sag­gio a inno­vazione e inven­zione richiede un com­p­lesso rap­por­to, non di spe­cial­iz­zazione”. Insom­ma il futuro è nelle plu­ral­ità delle conoscen­ze, nelle capac­ità di saper­si sem­pre met­tere in dis­cus­sione, nelle con­sapev­olez­za che sono la costante for­mazione e aggior­na­men­to sono il futuro. “D’al­tronde non potremo aspettar­ci altro da una soci­età fon­da­ta sul sapere e sul ruo­lo, riconosci­u­to come pri­mario, del cap­i­tale umano”.In quest’oc­ca­sione il dot­tor Pegoret­ti del­la Fon­dazione Cas­sa di Risparmio di Tren­to e Rovere­to ha reso pub­bli­ca l’in­ten­zione di patrocinare l’Ac­cad­e­mia. “E’ un adeguar­si ai tem­po, ad un mon­do dove la conoscen­za sta sem­pre più diven­tan­do ele­men­to di svilup­po di una comunità”.

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