32a edizione della Stagione Teatrale del Teatro Sociale di Castiglione delle Stiviere

Di Redazione

La Sta­gione del Teatro Sociale di Cas­tiglione delle Stiviere taglia il trentadues­i­mo tra­guar­do dall’inaugurazione del­la sua attiv­ità avvenu­ta nel lon­tano 1990. Una pro­gram­mazione sem­pre ad altissi­mo liv­el­lo, che ogni anno pro­pone artisti e attori di fama inter­nazionale; un “fil rouge”, quel­lo del­la caratu­ra notev­ole degli spet­ta­coli, pre­sente in ter­mi­ni con­sis­ten­ti anche nel­la Sta­gione 2022/23.

I pri­mi due spet­tåa­coli saran­no ded­i­cati ad attori del nos­tro pro­lifi­co ter­ri­to­rio ric­co di stra­or­di­nari tal­en­ti; il comi­co bres­ciano Vin­cen­zo Reg­is con il suo ulti­mo spet­ta­co­lo “Chi la ride la vince” e I Mez­za­li­ra con la regia del­lo scrit­tore e attore man­to­vano Raf­faele Latagliata.

Si chi­ud­erà l’anno con lo spet­ta­co­lo “La cor­sa dietro il ven­to” col quale abbi­amo volu­to ricor­dare i cinquant’anni dal­la morte di Dino Buz­za­ti, uno dei più gran­di scrit­tori del Nove­cen­to ital­iano. Il cele­bre attore Gioele Dix, ispi­ran­dosi a per­son­ag­gi e atmos­fere buz­za­tiane, par­lerà (anche) di sé, dei suoi gusti, delle sue inqui­etu­di­ni, delle sue comiche insof­feren­ze, con l’ironia e il gus­to del paradosso.

Inizier­e­mo l’anno nuo­vo con “La Vedo­va alle­gra”, la regi­na delle operette; un cap­ola­voro di gen­uina ispi­razione i cui pro­tag­o­nisti sono coin­volti in un vor­ti­coso e diver­tente scam­bio di cop­pie, promesse, sospet­ti e riv­e­lazioni. Un para­piglia che, come è nat­u­rale in un’operetta, al ter­mine si ricom­por­rà nel più clas­si­co dei lieto fine.

Lel­la Cos­ta e Elia Schilton, gui­dati dal­la regia di Ser­e­na Sini­gaglia saran­no pro­tag­o­nisti di “Le nos­tre ani­me di notte”, mis­uran­dosi con le parole del roman­zo di Kent Harouf, sicu­ra­mente uno dei più tal­en­tu­osi scrit­tori di let­ter­atu­ra amer­i­cana con­tem­po­ranea. Una sto­ria di amorosa ami­cizia, che invi­ta cias­cuno di noi a godere del­la bellez­za di pic­coli gesti quotidiani.

Con “Delit­to di via dell’Orsina” assis­ter­e­mo ad uno degli atti uni­ci più conosciu­ti di un gigante del­la dram­matur­gia come Eugène-Marin Labiche. Uno spet­ta­co­lo leg­gero e diver­tente, una rif­les­sione sull’assurdità del­la vita in una messin­sce­na orches­tra­ta da Andrée Ruth Shammah di grande impat­to ed ele­gan­za che gode delle magis­trali inter­pre­tazioni di Mas­si­mo Dap­por­to e Antonel­lo Fassari.

Seguirà “Tes­ti­mone d’accusa” una delle più belle comme­die di Agatha Christie, mai rap­p­re­sen­ta­ta in Italia, ma nota al grande pub­bli­co anche gra­zie all’indimenticabile film con Mar­lene Diet­rich e Tyron Pow­er, per la regia di Bil­ly Wilder. In sce­na 12 attori e 6 giu­rati scelti tra il pub­bli­co pri­ma del­lo spet­ta­co­lo. Un cast d’eccezione, Vanes­sa Grav­ina e Giulio Cor­so, con Gior­gio Fer­rara nel ruo­lo del giu­dice, gui­dati da Gep­py Glei­je­ses lo ren­dono uno spet­ta­co­lo imperdibile.

Si con­clud­erà la sta­gione con l’opera più rap­p­re­sen­ta­ta al mon­do “Car­men”. Il cap­ola­voro di Georges Bizet, con­sid­er­a­ta opera nazionale francese, trascende ogni dis­tinzione di genere in un mec­ca­n­is­mo teatrale per­fet­to, con situ­azioni che incar­nano con­flit­ti pro­fon­di e uni­ver­sali, toc­can­do i ver­ti­ci più alti del­la dram­matic­ità. Una pro­duzione maestosa e impo­nente allesti­ta in pri­ma asso­lu­ta nel nos­tro bel­lis­si­mo Teatro Sociale.

Oggi cogliamo la sfi­da del­la riparten­za dopo tre anni di pan­demia, di incertezze e dif­fi­coltà. Ritor­ni­amo fiduciosi e innamorati del Teatro, per­ché come disse il famoso attore e reg­ista Mario Scac­cia “Se il Teatro non ci fos­se sta­to, lo avrei inven­ta­to io per sopravvivere”.

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