Alle ore 10,30 presso il complesso monumentale di San Martino della Battaglia

4 novembre: verrà ricordato Giuseppe Garibaldi

Di Luca Delpozzo

La Soci­età Solferi­no e San Mar­ti­no, fon­da­ta nel 1870 per tra­man­dare la memo­ria del­la vit­to­riosa sec­on­da guer­ra d’indipendenza del 1859, che ha aper­to la stra­da all’unità dell’Italia, in occa­sione del­la gior­na­ta delle Forze Armate e dell’Unità nazionale e nel bicen­te­nario del­la nasci­ta di Giuseppe Garibal­di ha inte­so ricor­dare l’evento con una orazione uffi­ciale che il Pres­i­dente dell’Ente Dr. Faus­to Fon­dri­eschi ha affida­to all’avv. Alear­do Fario che si ter­rà appun­to il 4 novem­bre a San Mar­ti­no del­la Battaglia dalle ore 10,30. Il peri­o­do che ver­rà ricorda­to è quel­lo che decorre dal 15 aprile 1848 data in cui Giuseppe Garibal­di sal­pa da Mon­te­v­ideo con 63 legionari ed arri­va a Niz­za. Ver­rà quin­di ricor­da­ta la sua parte­ci­pazione alle guerre di indipen­den­za del 1848 del 1859 e 1866. Ricor­dan­do i fat­ti d’armi più impor­tan­ti. Par­ti­co­lare rilie­vo sarà la nar­razione del­la spedi­zione dei mille del 1860 e prece­den­te­mente l’adesione di Garibal­di nel 1849 alla Repub­bli­ca Romana e quin­di alla fine del­la stes­sa la trag­i­ca morte del­la moglie Ani­ta e il “trafuga­men­to” di Garibal­di attra­ver­so Romagna e Toscana. Ver­rà rie­vo­ca­to il peri­o­do in cui Garibal­di rimase in esilio ed il suo ritorno in Italia. Nel ricor­do dell’eroe, l’avv. Fario, Pres­i­dente dell’Istituto di Sto­ria del Risorg­i­men­to di Man­to­va, illus­tr­erà i fat­ti di Aspromonte nei quali Garibal­di fu grave­mente fer­i­to ed infine la battaglia di Men­tana che rap­p­re­sen­ta l’ultimo episo­dio di guer­ra com­bat­tuta da Giuseppe Garibal­di in Italia. Si illus­tr­erà la figu­ra di Garibal­di come gen­erale, come uomo politi­co e come cre­atore del mito che asso­lu­ta­mente assunse in Italia, in Europa e soprat­tut­to in Inghilter­ra di cui si ricorderà il viag­gio che egli svolse nel 1864 riceven­do accoglien­za entu­si­as­ti­ca. Si illus­tr­erà inoltre come Giuseppe Garibal­di abbia cre­ato il suo mito nonos­tante la inca­pac­ità del­lo stes­so a gestire politi­ca­mente la pro­pria fama e dei dis­si­di che ebbe in par­la­men­to con Cavour soprat­tut­to in ordine al prob­le­ma dei Garibal­di­ni dopo la spedi­zione del Mille. Ver­rà ricorda­to Garibal­di anche per i servizi resi alla Fran­cia con­tro i Prus­siani nel 1870 (cam­pagna dei Vos­gi). Sono sem­pre ragioni di uman­ità che lo muovono, non solda­to di mestiere, a fare guerre che mira­no alla dife­sa degli oppres­si a qualunque nazione appartengano, per lib­er­ar­li da qual­si­asi for­ma di tiran­nia mate­ri­ale e spir­i­tuale. Garibal­di però non fu inter­nazion­al­ista né un social­ista nel mod­er­no sig­ni­fi­ca­to politi­co del­la paro­la. Negli ulti­mi anni del­la sua vita si accen­tuò in Garibal­di l’anticlericalismo soprat­tut­to con­tro il pap­a­to ed i preti come risul­ta fra l’altro dal suo tes­ta­men­to politi­co che egli las­ciò come retag­gio ai suoi figli ed ami­ci. Gli stori­ci si sono a lun­go sforza­ti di dis­tinguere fra quan­to di vero e quan­to di inven­ta­to vi fos­se nel­la costruzione del per­son­ag­gio di Garibal­di, di smontare oppure di con­fer­mare la rep­utazione eroica riv­e­lando la ver­ità sui suoi insuc­ces­si mil­i­tari, sug­li errori politi­ci e le sue osses­sioni pri­vate. Sec­on­do Fario, con Garibal­di, immag­ine e realtà era­no effet­ti­va­mente non dis­tin­guibili l’una dall’altra, face­vano entrambe parte di un lun­go proces­so di rap­p­re­sen­tazione polit­i­ca che com­pren­de­va il Sud Amer­i­ca e Capre­ra, le sue battaglie politiche e la sua vita pri­va­ta, e che con­fluì in una memo­ria pub­bli­ca che definì un “epoca”, il Risorg­i­men­to, che si con­cluse con la sua morte (4/06/1882).