Proteste, anche clamorose. Gli amministratori locali promettono che non esiteranno a ricorrere a iniziative pesanti

45 bis: proteste dei sindaci

Di Luca Delpozzo

Proteste, anche clam­orose. Gli ammin­is­tra­tori locali promet­tono che non esit­er­an­no a ricor­rere a inizia­tive pesan­ti. «Pen­si­amo a cortei e man­i­fes­tazioni — fan­no sapere — ma non esclu­di­amo nul­la, da ral­len­ta­men­ti provo­cati dal pro­l­unga­men­to dei tem­pi ai semafori, a veri e pro­pri bloc­chi del traf­fi­co». Una sola moti­vazione, purtrop­po sem­pre la soli­ta: i ritar­di nel­la con­clu­sione dei lavori sul­la 45bis. «Nat­u­ral­mente, ci auguri­amo di non dover giun­gere a met­tere in prat­i­ca quan­to annun­ci­a­to — con­tin­u­ano gli ammin­is­tra­tori — anche per­ché siamo ben con­sci che a pagare dazio sarebbe, una vol­ta di più, l’utenza, già così grave­mente penal­iz­za­ta da una situ­azione che diven­ta sem­pre meno sosteni­bile. Se tut­tavia sare­mo costret­ti dal­la situ­azione, non ci lim­iter­e­mo alle parole». Il fat­to è che i giorni pas­sano, e, men­tre il ter­mine a suo tem­po annun­ci­a­to dall’Anas per la chiusura dei cantieri — la fine di giug­no — si avvic­i­na, crescono le per­p­lessità sul rispet­to delle sca­den­ze. Per fare il pun­to sul­lo sta­to delle cose, si è tenu­to in Bro­let­to un incon­tro che ha vis­to pre­sen­ti l’assessore provin­ciale ai Lavori pub­bli­ci Paroli­ni, i pres­i­den­ti delle Comu­nità mon­tane e i sin­daci del­la zona. Nel cor­so dell’incontro, è sta­ta espres­sa «unanime pre­oc­cu­pazione per l’andamento dei lavori che — nonos­tante la ver­bale dichiarazione del capoc­om­par­ti­men­to Anas all’assessore provin­ciale, per l’apertura nei due sen­si di mar­cia del­la stra­da entro i pri­mi giorni di luglio — appaiono allo sta­to dei fat­ti in palese ritar­do rispet­to a tale ottimisti­ca ipote­si». A fronte dell’«insostenibile sta­to di dis­a­gio che le comu­nità locali con­tin­u­ano a sop­portare per la pesante situ­azione via­bilis­ti­ca», tut­ti d’accordo, gli ammin­is­tra­tori pre­sen­ti, nel richiedere all’Anas «un urgente sopral­lu­o­go in cantiere, da effet­tuar­si comunque entro la prossi­ma set­ti­mana, di pre­sa d’atto dell’avanzamento delle opere, in rap­por­to all’effettiva pos­si­bil­ità di aper­tu­ra in tem­pi celeri sia del­la Statale che dell’Interconnessione dei Tormi­ni», aper­tu­ra che dovrà comunque avvenire entro 60 giorni. I con­ti, cal­en­dario alla mano, sono presto fat­ti: l’ultimatum di Provin­cia, Comu­nità mon­tane e Comu­ni scadrà impro­ro­ga­bil­mente il 2 luglio. L’Anas è avver­ti­ta. Non si atten­derà, comunque, quel­la data per far­si sen­tire. Garanzie pre­cise sono pretese da subito: «In assen­za di assi­cu­razioni rese in for­ma uffi­ciale da parte dell’Anas cir­ca il rispet­to dei tem­pi — affer­ma il comu­ni­ca­to redat­to al ter­mine dell’incontro — i pres­i­den­ti delle Comu­nità mon­tane e i sin­daci han­no man­i­fes­ta­to la volon­tà di intrapren­dere azioni di clam­orosa protes­ta». Di quale tenore, già riferiva­mo pri­ma. «Mai come oggi — con­cor­dano gli ammin­is­tra­tori locali — siamo sta­ti così uni­ti e fer­mi nei nos­tri inten­ti, così deter­mi­nati ad agire, assumen­do­ci se indis­pens­abile respon­s­abil­ità ril­e­van­ti. Si sap­pia insom­ma che nes­suno, al momen­to oppor­tuno, si tir­erà indi­etro». E non si accetterà alcu­na scusa: anche per­ché non sarà più pos­si­bile addurre pretesti, nep­pure di ordine finanziario. I sol­di ci sono: e, qualo­ra servisse, Paroli­ni ha rib­a­di­to «la disponi­bil­ità del­la Provin­cia ad antic­i­pare all’Anas le somme even­tual­mente nec­es­sarie per favorire la con­clu­sione delle opere nei ter­mi­ni». (giu.)