Studenti di Rosenheim in visita a Lazise per scoprire il mestiere del pescatore

10/04/2019 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Dician­nove stu­dentesse del­la Realschule di Rosen­heim sono ospi­ti del­l’Is­ti­tu­to com­pren­si­vo Fal­cone-Borselli­no e di alcune famiglie del­la sec­on­da media locale nel pro­gram­ma di inter­scam­bio cul­tur­ale fra Lazise e Rosen­heim, la cit­tà bavarese gemel­la­ta da oltre quar­an­t’an­ni con la cit­tad­i­na garde­sana.

Uno dei momen­ti top­i­ci del­la per­ma­nen­za a Lazise delle stu­dentesse tedesche è sta­to l’in­con­tro con il sin­da­co Luca Sebas­tiano ed alcu­ni ammin­is­tra­tori locali alla Dogana Vene­ta per sco­prire sia la civiltà lacisiense che la pro­fes­sione più anti­ca eserci­ta­ta a Lazise, ovvero la pesca.

Dopo la pre­sen­tazione del sin­da­co, dove ha rib­a­di­to la sto­ria di Lazise evi­den­zian­do la pri­mo­gen­i­tu­ra di ” ibero comune” gra­zie al Diplo­ma di Ottone II° nel­la Dieta di Verona, gli stu­den­ti ital­iani e tedeschi han­no incon­tra­to Euge­nio Azza­li e Gino Bara­to che han­no pre­sen­ta­to loro come si vive­va a Lazise pri­ma del­l’avven­to fre­neti­co del tur­is­mo, in par­ti­co­lare di quel­lo tedesco. La pesca era l’at­tiv­ità prin­ci­pale.

A far loro da tradut­tore simul­ta­neo è sta­to Mat­teo Jachuert che è nato a Lazise ed a Lazise vive ed opera.

Azza­li e Bara­to han­no pre­sen­ta­to agli stu­den­ti la bar­ca Nerei­de che da anni fa bel­la mostra all’in­ter­no del­la Dogana Vene­ta.  E’ una bar­ca tipi­ca, mes­sa in acqua dal non­no di Euge­nio Azza­li nel lon­tano 1875 e rap­p­re­sen­ta ormai l’u­ni­ca vera imbar­cazione di tipo veneziano.

Con­tem­po­ranea­mente Gino Bara­to ha pre­sen­ta­to agli stu­den­ti, con dovizia di par­ti­co­lari, le reti, i pesi, le fiocine, gli stru­men­ti oper­a­tivi per la pesca nelle acque del lago. Alcu­ni pezzi sono davvero rari ed ormai introv­abili. Nel con­tem­po sono sta­ti pre­sen­tati dei resti dei pali di palafitte che sono sta­ti rin­venu­ti nelle acque anti­s­tan­ti il por­to vec­chio e che tes­ti­mo­ni­ano la pre­sen­za di vita anco­ra nel­la preis­to­ria lacuale.

E’ un momen­to molto affasci­nante per loro- ha spie­ga­to la pro­fes­sores­sa Gabriele Cil­wa — per­ché le ragazze tedesche non sono mai state sul Gar­da e non han­no mai vis­to tan­ta sto­ria e tan­ta bellez­za. Sono quin­di anni che intrat­te­ni­amo rap­por­ti con la scuo­la di Lazise, ma soprat­tut­to con i ragazzi che fre­quen­tano la scuo­la musi­cale a Rosen­heim. Per loro è la pri­ma vol­ta.”

Si da tre lus­tri siamo in con­tin­uo scam­bio cul­tur­ale con la scuo­la musi­cale — spie­ga la docente di Lazise Lau­ret­ta Donati — e i rap­por­ti sono mer­av­igliosi. Noi sare­mo da loro per 5 giorni dal 2 al 8 dicem­bre prossi­mi. Anche queste stu­dentesse del­la Realschule ci sti­amo rap­por­tan­do molto bene. E’ davvero stu­pen­do avere queste scam­bi cul­tur­ali che ci arric­chis­cono in maniera più che mai sod­dis­facente e che  nos­tri ragazzi amano davvero imple­mentare in con­tin­u­azione. Un seg­no più che mai elo­quente di essere europei.”

 

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