A 101 anni il “marinaio per sempre” ha lasciato “per sempre” la sua comunità

15/04/2018 in Attualità
A Lazise
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Di Sergio Bazerla

Ha cessato per sempre di scrivere il suo ” Diario di Bordo”il “marinaio per sempre” Alberto Tommasi. Aveva 101 anni e fino all’ultimo ha vergato con le sue mani quel diario di bordo che quotidianamente aveva imparato a scrivere quando era entrato volontario nella Regia Marina Militare con il grado di Sottocapo Carpentiere. Lascia due figli: Corrado e Maria Grazia. Era il più anziano marinaio, meglio il veterano della sezione dei Marinai d’Italia di Lazise ed era nato a La Spezia il 10 febbraio 1917. Si era arruolato a soli 19 anni nella Regia Marina Militare, avendolo chiesto personalmente di passare nella marina militare in quanto era stato arruolato nelle truppe di terra, ma lui , fino all’otto settembre 1943 quando scappò e rimase nascosto in casa per oltre tre mesi.

Nel 1944 fece un concorso nelle ferrovie dello Stato e divenne ferroviere ma la guerra incombeva ancora.

Per un sabotaggio alla locomotiva, in quel di Legnago, probabilmente ad opera dei partigiani locali, vide la morte in faccia perchè venne messo subito al muro da parte dei tedeschi convinti fosse stato lui uno degli artefici, ma intervenne il capo deposito della stazione convivendo il plotone a desistere nella fucilazione.

“Per noi è una grave perdita – spiega il presidente dei marinai d’Italia di Lazise Giovanni Olivetti – perchè era l’ultimo reduce ancora in vita. Era lucidissimo e non mancava mai ai nostri incontri. Mi ha raccontato che ha scorato più volte Sua maestà il Re quando si trasferiva da un porto all’altro del Tirreno, scortati dalle navi Libeccio, Grecale e Scirocco. Costruiva – continua Olivetti – modellini di nave. Costruì anche la sua nave, dover era stato imbarcato per oltre 28 mesi. E il modellino lo fece a pezzi e se lo rimontò nella sua abitazione, tanto era affezionato a quella nave. Sposò la sua ” madrina di guerra”, Anna Colla che le diede tre figli, due ancora viventi. Un libro vivente per noi. Ci mancherà davvero la sua amabilità e la sua lucida memoria.”

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