Il Comune entro l’estate sarà in grado di dare stabilità alla rete, costo oltre 300mila euro. Dopo anni di ricerche trovata nuova sorgente per l’acquedotto

A Canevoi è sgorgata l’acqua

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

L’acqua è sgor­ga­ta in abbon­dan­za dal poz­zo di local­ità Canevoi. La pro­va di por­ta­ta del poz­zo, svoltasi nei giorni scor­si, ha dato un risul­ta­to impor­tante per il paese: sette litri di acqua al sec­on­do, 600 metri cubi d’acqua al giorno. «Il nuo­vo poz­zo», spie­ga il sin­da­co Adri­ano Peretti, «darà sta­bil­ità all’erogazione dell’intero sis­tema, assi­cu­ran­do acqua a suf­fi­cien­za per la comu­nità». «È fon­da­men­tale poiché il ser­ba­toio di Pine­ta Sper­ane, che serve la zona sud del paese, è ali­men­ta­to dal ser­ba­toio La Pora, che serve la zona nord del paese. Nel ser­ba­toio del­la Pora con­verge anche l’acqua pesca­ta dal lago e quel­la prove­niente dalle sor­gen­ti di Bergo­la e di Cam­pi­ona di Fer­rara. D’estate qualche vol­ta suc­cede che non c’è acqua a suf­fi­cien­za, per­ché viene pesca­ta più a monte. Con il poz­zo di Canevoi, invece, non ci saran­no più prob­le­mi». La scop­er­ta del­la fal­da acquifera è opera del geol­o­go Fran­co Gan­di­ni, che nel feb­braio del 2004, su manda­to dell’amministrazione, ha dato il via alla triv­el­lazione del ter­ri­to­rio tra il dos­so Croce e il Monte Belpo, sul ver­sante del Monte che scende ver­so Cas­tion di Coster­mano. Fu allo­ra che si ebbe la pro­va dell’esistenza dell’acquifero prove­niente dal mas­s­ic­cio del Bal­do, incon­t­a­m­i­na­to sot­to il pro­fi­lo organolet­ti­co. Il Comune di San Zeno ha cer­ca­to l’acqua per 20 anni e ha fat­to eseguire 14 per­forazioni pri­ma di trovare l’acqua a Canevoi, rag­giun­ta gra­zie alle ricerche e all’intuito di Gan­di­ni. «Dopo la triv­el­lazione che ha riv­e­la­to il pun­to dove rag­giun­gere la fal­da acquifera», spie­ga il sin­da­co, «Il Comune ha dato incar­i­co alla dit­ta Loy­a­cono di eseguire i lavori di costruzione del poz­zo. Dal­la super­fi­cie, sit­u­a­ta ad alti­tu­dine 603 metri, si è sca­v­a­to fino alla pro­fon­dità di 500 metri. È sta­ta mes­sa la cam­i­cia al poz­zo per evitare infil­trazioni di ter­ra e mate­ri­ale e sul fon­do è sta­to mes­so un fil­tro. È sta­to sta­bi­liz­za­to il poz­zo ed è sta­to cal­co­la­to che l’acqua lo riem­pie fino a 200 metri dal­la super­fi­cie. La pro­va di por­ta­ta dei giorni scor­si, real­iz­za­ta con una pom­pa cala­ta nel poz­zo a 400 metri di pro­fon­dità, ha espul­so sette litri d’acqua al sec­on­do». «Il pre­lie­vo è anda­to avan­ti per alcune ore», sot­to­lin­ea Peretti, «e ha dimostra­to che il liv­el­lo d’acqua inter­no al poz­zo è rimas­to invari­a­to. Ora bisogna com­pletare i lavori, con la costruzione di un ser­ba­toio e di una pom­pa per portare l’acqua dai 603 metri di alti­tu­dine ai 710 del ser­ba­toio di local­ità Pine­ta Sper­ane, dove ver­rà por­ta­ta l’acqua aspi­ra­ta dal poz­zo, per essere immes­sa nel­la rete dell’acquedotto. Bisogn­erà portare anche l’energia elet­tri­ca, spe­ri­amo quin­di di ren­dere tut­to oper­a­ti­vo per l’estate prossi­ma». La real­iz­zazione del poz­zo è costa­ta 88mila euro, altri 250 mila servi­ran­no a com­pletare l’opera.

Parole chiave: