Ingegneri fotografano l’Aril È il primo passo per salvarlo

A Cassone sopralluogo sul fiume del Magistrato alle acque

06/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Zeno Martini

Mart­edì scor­so, quat­tro ingeg­neri inviati dal Mag­is­tra­to alle Acque di Venezia, han­no con­dot­to un atten­to sopral­lu­o­go sul fiume Aril di Cas­sone a segui­to delle richi­este del Comi­ta­to di frazione apparse ven­erdì 16 feb­braio su L’Are­na nel­l’ar­ti­co­lo inti­to­la­to «Salvi­amo il fiume Aril». I tec­ni­ci han­no con­dot­to un atten­to esame del­lo sta­to del let­to del fiume e han­no scat­ta­to numerose foto da varie ango­la­ture del­la fonte e da diverse posizioni lun­go il cor­so d’ac­qua. Ricor­diamo che l’Ar­il è il fiume più cor­to del mon­do mis­uran­do dal­la sor­gente alla foce qual­cosa come 175 metri. Ogget­to delle richi­este degli abi­tan­ti di Cas­sone sono le con­dut­ture del vec­chio acque­dot­to dismes­so che ser­vi­va d’ac­qua la frazione di Cas­sone fino alla costruzione dell’ acque­dot­to comu­nale. Il fiume, aut­en­ti­ca attrazione tur­is­ti­ca del­l’al­to lago- dato il suo pri­ma­to da guinness‑, mostra infat­ti ai tur­isti un indeg­no spet­ta­co­lo con queste tuba­ture arrug­gi­nite che, sostenevano i cas­sone­si nell’articolo «fan­no del fiume una fogna a cielo aper­to». Altri due motivi d’at­trazione legati al fiume, sono il par­ti­co­lare che viene real­iz­za­to sul­l’ac­qua dal comi­ta­to stes­so nel peri­o­do natal­izio e le trote che risal­go­no dal lago e che qui trovano un ambi­ente ide­ale per la ripro­duzione. Gli abi­tan­ti del­la frazione han­no espres­so la loro sod­dis­fazione saputo del sopral­lu­o­go del Mag­is­tra­to alle acque: «Gli ingeg­neri han­no promes­so che torner­an­no durante il peri­o­do di sec­ca», dice Luca Brighen­ti tito­lare del­l’ho­tel che sorge pro­prio sul­l’Ar­il a Cas­sone e che ha potu­to osser­vare i quat­tro durante l’is­pezione. Un seg­no di inter­es­sa­men­to da parte del­l’au­torità pre­pos­ta, che fa ben sper­are per una val­oriz­zazione (oppure per una riqual­i­fi­cazione) del­la sin­go­lare bellez­za naturale.

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