Da uno studio delle attività produttive emerge che il 90% delle aziende occupa meno di 5 addetti. Il secondario offre il maggior numero di posti di lavoro

A Castiglione trionfa la micro-impresa

Di Luca Delpozzo
Elia Botturi

Sono 2.193 le attiv­ità pro­dut­tive con sede nel­la cit­tad­i­na del­l’Al­to Man­to­vano, con 8.770 addet­ti. Una realtà impor­tante, con un’ampia dif­fu­sione di microim­p­rese e di servizi. È ciò che emerge dal­la ricer­ca socio-eco­nom­i­ca con­dot­ta dal set­tore Attiv­ità pro­dut­tive del comune. Uno stu­dio appro­fon­di­to che parte dal­la cer­ti­fi­cazione sta­tis­ti­ca del­la situ­azione impren­di­to­ri­ale per fornire spun­ti d’anal­isi all’am­min­is­trazione comu­nale in vista delle scelte future. Tor­nan­do ai dati, a parte le tipolo­gie non clas­sifi­cate (26 attiv­ità con 38 imp­ie­gati), vedi­amo che il set­tore pri­mario, agri­coltura e pesci­coltura, reg­is­tra 270 attiv­ità, pari al 12,31% del totale, men­tre gli addet­ti sono 291, il 3,32% del­la forza lavoro castiglionese.Il sec­on­dario, quel­lo che tradizional­mente si iden­ti­fi­ca con l’in­dus­tria e l’ar­ti­giana­to, con le sue 640 aziende, rap­p­re­sen­ta il 29,18% del­la strut­tura pro­dut­ti­va, e ben il 64,48% degli addet­ti, con 5.655 dipen­den­ti. Il terziario, ossia i servizi, fan­no la parte del leone per quan­to riguar­da il numero di attiv­ità, 1.257 pari al 57,32%, ma han­no meno forza lavoro rispet­to all’in­dus­tria, ossia 2.786 per­sone, il 31,77% del totale.Ciò sig­nifi­ca che il set­tore sec­on­dario è il mag­giore ser­ba­toio di posti di lavoro, men­tre il terziario primeg­gia per quan­tità di imp­rese. Anal­iz­zan­do i dati iner­en­ti le dimen­sioni delle aziende, qua­si il 90% delle 2.193 attiv­ità cas­tiglione­si imp­ie­ga meno di 5 addet­ti. Il 6,6% ha da 6 a 15 dipen­den­ti, il 2,05% da 16 a 39 unità, e così via, fino a riscon­trare che solo 2 indus­trie han­no tra 300 e 499 addet­ti. L’im­pre­sa arti­giana, quin­di, fa la parte del leone, e si con­fer­ma la spina dor­sale del sis­tema pro­dut­ti­vo del­l’al­to Mantovano.«Il fat­to che vi siano così tante microim­p­rese tes­ti­mo­nia la voglia di fare del­la nos­tra gente — sot­to­lin­ea l’asses­sore alle Attiv­ità pro­dut­tive, Rober­to Morat­ti -. È un’ intrapren­den­za dif­fusa, diver­si­fi­ca­ta, che si ritaglia spazi impor­tan­ti sul mer­ca­to, tipi­ca direi di tut­ta la Lom­bar­dia». Il comune da parte sua ha recen­te­mente mes­so a dis­po­sizione delle aziende altri spazi per espan­der­si o insediarsi.«Abbiamo anche con­seg­na­to un ques­tionario per rac­cogliere le esi­gen­ze del futuro — pros­egue Morat­ti -. In questo modo potremo pro­gram­mare la nos­tra azione nel­l’avvenire». Fra i servizi che l’am­min­is­trazione sta preparan­do, lo Sportel­lo uni­co per le imp­rese. «È un bisog­no che le attiv­ità pro­dut­tive sentono — spie­ga l’asses­sore -. Non è un alles­ti­men­to sem­plice, ser­vono numerose con­ven­zioni con vari enti ed è nec­es­sario creare una rete infor­mat­i­ca con gli altri comu­ni. Sti­amo cer­can­do di accedere a dei finanzi­a­men­ti, poi seguire­mo un pro­gram­ma pre­ciso per aprire il servizio al più presto».

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