Dal 25 giugno si sale fino a 1900 metri

A Costabella in seggiovia

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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

«Riaprire­mo saba­to 25 giug­no». L’annuncio lo dà l’avvocato Mar­co Bis­ag­no, e prob­a­bil­mente era­no in molti a non credere che lui e i suoi col­lab­o­ra­tori in un anno ce l’avrebbero fat­ta a rimet­tere in fun­zione gli impianti di risali­ta di Pra­da. «La data è quel­la, sal­vo grossi impre­visti», s’affretta a chiarire il pres­i­dente del­la Pra­da-Costa­bel­la, la soci­età che ha real­iz­za­to il rin­no­vo delle strut­ture balden­si, ma dal tono del­la voce si capisce che è scara­manzia: la ragionev­ole aspet­ta­ti­va è che di impre­visti non ce ne siano. Del resto, sin qui sono state bru­ci­ate le tappe. Per­ché mai la mar­cia dovrebbe fer­mar­si al rush finale? «Gli impianti», spie­ga Bis­ag­no, «assumer­an­no il nome uffi­ciale di Pra­da-Monte , dato che con­sen­ti­ran­no di godere appieno le mer­av­iglie di ques­ta mon­tagna, gra­zie a una bidon­via bipos­to e una seg­giovia che, dai mille metri di Pra­da, porter­an­no a quo­ta 1.900. La ges­tione sarà affi­da­ta a un’associazione tem­po­ranea di imp­rese, che ha come pres­i­dente Ennio Peretti». «Il trasporto», aggiunge l’avvocato, con una dichiarazione che potrebbe ess­er ripresa in un futuro depli­ant tur­is­ti­co, «avver­rà fra il blu del Gar­da, che si ammi­ra dall’alto, e l’azzurro del cielo, dalle pra­terie alle vette, fra boschi di fag­gi e castag­ni. Per chi ama la natu­ra e la vita all’aria aper­ta si pre­sen­ter­an­no numerose oppor­tu­nità di sug­ges­tive passeg­giate ed escur­sioni sul­la mostra mon­tagna, che offre uno dei più bei panora­mi del nord Italia: un arco di mon­tagne dalle Pre­alpi all’Adamello. E soprat­tut­to si può godere qua­si per intero del­la vista del lago, col suo carat­ter­is­ti­co pro­fi­lo». L’impegno per arrivare alla ria­per­tu­ra degli impianti di risali­ta di Pra­da, essen­ziali per l’economia del­la zona, è sta­to notev­ole. Non solo finanziari­a­mente. Bis­ag­no ci ha mes­so prati­ca­mente impeg­no a tem­po pieno, sostenu­to dai suoi tre con­siglieri: Cipri­ano Castel­lani, ex sin­da­co di San Zeno e da poco anche pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana, e i due rap­p­re­sen­tan­ti di Bren­zone, Lui­gi Gira­mon­ti e Car­lo Verone­si. Il tut­to in una soci­età, la Pra­da-Costa­bel­la, pro­pri­etaria degli impianti ma strut­tural­mente ridot­ta all’osso: niente dipen­den­ti, per non pesare sui costi. «L’obiettivo», dice il pres­i­dente del­la Pra­da-Costa­bel­la, «abbi­amo potu­to con­seguir­lo gra­zie al con­trib­u­to eco­nom­i­co del­la Regione, del­la Provin­cia e del­la Cam­era di com­mer­cio di Verona e con il sosteg­no, non solo finanziario, delle ammin­is­trazioni comu­nali di San Zeno di Mon­tagna e Bren­zone, entrambe tito­lari del 50 per cen­to del­la Pra­da-Costa­bel­la. Il nos­tro pro­gram­ma prevede­va tre fasi: pri­ma l’acquisto degli impianti, poi l’affidamento degli appalti per ammod­ernare la strut­tura e infine la con­seg­na del­la ges­tione a terzi. Com’è facile immag­inare, abbi­amo trova­to non poche dif­fi­coltà di real­iz­zazione, anche per i tem­pi record che ci erava­mo dati, vis­to che vol­e­va­mo aprire pri­ma del­la sta­gione esti­va. Ma ora siamo giun­ti in via di ulti­mazione di un’opera che arric­chisce il com­pren­so­rio, in par­ti­co­lare sot­to il pro­fi­lo turistico».

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