SARANNO CONTATTATI 2600 PAZIENTI PER SAPERE COM’È ANDATA LA LORO DEGENZA NEI NOSTRI OSPEDALI. GOGLIONI: “QUESTA RICERCA CONOSCITIVA PONE L’ASSISTITO AL CENTRO DELL’ATTENZIONE”

A dicembre una ricerca telefonica dell’A.O.D.

Di Luca Delpozzo

Nel prossi­mo mese di dicem­bre, oper­a­tori azien­dali apposi­ta­mente preparati, inter­vis­ter­an­no cir­ca 2600 pazi­en­ti dimes­si, per com­pren­dere, dal loro pun­to di vista, com’è anda­ta la loro degen­za. Un’iniziativa inter­es­sante che ci spie­ga la Dr. Rossel­la Goglioni, Respon­s­abile dell’Unità Oper­a­ti­va Azien­dale di For­mazione ed Aggior­na­men­to. “Uno degli obi­et­tivi che il Diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li ha sem­pre mes­so nei prim­is­si­mi posti del­la sua polit­i­ca azien­dale – spie­ga la Goglioni -, è il miglio­ra­men­to del liv­el­lo qual­i­ta­ti­vo del­la degen­za dei nos­tri pazi­en­ti nei Pre­si­di Ospedalieri”E per fare questo avete pen­sato a quest’iniziativa. Come si svolgerà?“L’iniziativa avver­rà tramite delle inter­viste tele­foniche che saran­no con­dotte da nos­tri oper­a­tori apposi­ta­mente preparati. Le domande, che sono rac­colte in un ques­tionario pre­dis­pos­to apposi­ta­mente per la ricer­ca, saran­no for­mu­late al paziente nel pieno rispet­to del­la Privacy”.Perché fate quest’indagine e per­ché su un cam­pi­one di 2600 persone?“Partiamo dal cam­pi­one: duemi­la­se­i­cen­to per­sone cor­rispon­dono al 10% dei degen­ti dimes­si (anno 2004) dai repar­ti indi­vid­uati per la ricer­ca; ques­ta per­centuale risul­ta sig­ni­fica­ti­va per rac­cogliere dati utili all’obiettivo. Il sig­ni­fi­ca­to di quest’indagine, infat­ti, ha come obi­et­ti­vo prin­ci­pale quel­lo di com­pren­dere la degen­za dal pun­to di vista del paziente, dal suo arri­vo nel nos­tro ospedale sino al momen­to del­la sua dimis­sione. Le domande che por­re­mo all’intervistato, ci per­me­t­ter­an­no di pren­dere in con­sid­er­azione le crit­ic­ità, ril­e­vate dal paziente stes­so, nelle tre fasi (accettazione, degen­za e dimis­sione) e, ci per­me­t­ter­an­no di pre­dis­porre inter­ven­ti ori­en­tati al miglio­ra­men­to delle nos­tre prestazioni”. Quest’indagine è una inizia­ti­va una-tan­tum o la ripeterete anche in futuro?“E’ nos­tra inten­zione sud­di­videre le inter­viste in due ril­e­vazioni annu­ali. Cre­di­amo che la peri­od­ic­ità di quest’indagine sia un aspet­to molto impor­tante, in gra­do di fornire un quadro rap­p­re­sen­ta­ti­vo dei bisog­ni dell’utenza del­la nos­tra Azienda”.Quali dif­fi­coltà ha incon­tra­to nel prog­ettare la ricerca?“L’iniziativa, nel suo insieme, può sem­brare molto sem­plice, invece ha richiesto un’organizzazione pen­sa­ta in tut­ti i suoi moltepli­ci aspet­ti. Gra­zie alla col­lab­o­razione dei tre Diret­tori di Presidio,Gianpaolo Bra­gan­ti­ni per Desenzano/Lonato, Lucio Dalfi­ni per Gavardo/Salò e Michele Corset­ti per Manerbio/Leno, le innega­bili dif­fi­coltà orga­niz­za­tive sono state super­ate. Un gra­zie va a tut­to il per­son­ale dei repar­ti, che col­la­bor­erà nell’informare il paziente, sot­to­lin­e­an­do l’importanza di ques­ta inizia­ti­va”. “Ques­ta indagine – sot­to­lin­ea il Diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li — è final­iz­za­ta a miglio­rare il liv­el­lo qual­i­ta­ti­vo dei servizi d’assistenza ero­gati nei nos­tri ospedali, man­te­nen­do il paziente al cen­tro del­la nos­tra attiv­ità san­i­taria. Il paziente stes­so, con le sue risposte, ci potrà fornire indi­cazioni utili per miglio­rare le prestazioni ero­gate. “Dar voce al paziente”è una nuo­va espe­rien­za che, diven­terà una con­sue­tu­dine per l’AOD”.