I sindaci hanno deciso d’accordo con medici di famiglia e di continuità assistenziale: una sede in più almeno per i mesi estivi. Ora spetta all’Ulss decidere il potenziamento del servizio notturno e festivo

«A Garda serve la guardia medica»

25/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il Comune ha bisog­no di una sede di guardia med­ica, per lo meno durante i mesi di grande afflus­so tur­is­ti­co. È ques­ta la richi­es­ta defin­i­ti­va che i sin­daci del lago han­no for­mu­la­to nell’ultima riu­nione. Tale con­vinzione ver­rà ora ripro­pos­ta in con­feren­za dei sin­daci e sarà il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22, Rena­to Pic­coli, a dover pren­dere la deci­sione se accoglier­la o meno.L’obiettivo dei sin­daci non sem­bra dei più sem­pli­ci, con­sid­er­a­to che il diret­tore gen­erale non ha mai aper­to spi­ragli all’ipotesi di una nuo­va sede. Pic­coli, al con­trario, sul tavo­lo ave­va pos­to l’offerta di un ridis­eg­no ter­ri­to­ri­ale delle nove sedi di Guardia med­ica dell’Ulss 22, con la pos­si­bil­ità di aggre­gare in zona più cen­trale i servizi ora fun­zio­nan­ti a Castel­n­uo­vo e Mal­ce­sine. Con­tro ques­ta ipote­si, in un pri­mo momen­to accol­ta dai sin­daci, si è lev­a­to però lo scu­do difen­si­vo dei medici di con­ti­nu­ità assis­ten­ziale, che di ved­er trasferite le loro sedi di lavoro non ne vogliono nem­meno sen­tir par­lare. Così i sin­daci han­no con­seg­na­to al diret­tore san­i­tario del dis­tret­to uno di Bar­dolino, Gabriele Bez­zan, la richi­es­ta defin­i­ti­va: una guardia med­ica a Gar­da che copra il ter­ri­to­rio del medio lago. Bez­zan ha pre­so atto e ha con­clu­so: «Porterò la pro­pos­ta all’Ulss».Antonio Milanese, coor­di­na­tore delle quat­tro sedi di guardia med­ica del dis­tret­to 1, annun­cia: «I medici di con­ti­nu­ità assis­ten­ziale non inten­dono accettare l’ipotesi di un nuo­vo dis­eg­no geografi­co delle sedi. Se dovesse essere, sare­mo pron­ti a resistere. Rib­a­di­amo la neces­sità del servizio ponen­do l’accento sul fat­to che è la stes­sa Regione che vuole ampli­are i servizi sul ter­ri­to­rio con le Utap (unità ter­ri­to­ri­ali assis­ten­za pri­maria) e con le case del­la salute, prog­et­ti lan­ciati dal min­istro Livia Tur­co. Prog­et­ti per i quali avrà un ruo­lo ril­e­vante la pre­sen­za dei medici di con­ti­nu­ità assis­ten­ziale che col­la­bor­eran­no anche di giorno con i medici di famiglia, fer­mo restando che saran­no i medici di med­i­c­i­na gen­erale i respon­s­abili dell’unità oper­a­ti­va. Quin­di è un con­trosen­so chi­ud­ere delle sedi che presto serviranno».Ivo Pier­obon, rap­p­re­sen­tante dei medici di famiglia dell’Ulss 22, aggiunge: «Final­mente tut­ti i sogget­ti han­no recepi­to l’opportunità di isti­tuire una nuo­va sede di guardia med­ica, venen­do così incon­tro alle esi­gen­ze del­la popo­lazione. Aumentare ques­ta disponi­bil­ità vuol dire risparmi­are anche eco­nomi­ca­mente sug­li acces­si ai pron­to soc­cor­so e quin­di alla fine vuole dire fare anche un inves­ti­men­to». Il dot­tor Milanese pre­cisa inoltre: «Pre­sen­ter­e­mo un prog­et­to insieme ai medici di famiglia, per atti­rare i pazi­en­ti che di soli­to si riv­ol­go­no al pron­to soc­cor­so per i cod­i­ci bianchi. Pro­por­re­mo la con­sulen­za a un cos­to infe­ri­ore a quel­lo del pron­to soc­cor­so e fare­mo una cam­pagna di sen­si­bi­liz­zazione e di infor­mazione»., pres­i­dente del­la con­feren­za dei sin­daci, sot­to­lin­ea un ulte­ri­ore pas­sag­gio: «I sin­daci scriver­an­no un’ osser­vazione al piano socio-san­i­tario regionale 2007–2009 per chiedere che ven­ga riconosci­u­ta ai dis­tret­ti san­i­tari la dif­fer­ente popo­lazione pre­sente sul ter­ri­to­rio durante l’estate. Non ci sono solo le pre­sen­ze tur­is­tiche, che ricor­diamo sono 10 mil­ioni l’anno, di cui tre mil­ioni e mez­zo solo a . Ci sono anche tante sec­onde case, con gente che rimane per due o tre mesi e tut­ti i fine set­ti­mana. Per questo ci deve essere un riconosci­men­to eco­nom­i­co diver­so. Chiedi­amo vengano ingag­giati quat­tro medici per gestire una nuo­va sede a Gar­da, per com­pen­sare i costi degli acces­si al pron­to soccorso».Poi Chin­car­i­ni con­clude con una frec­cia appun­ti­ta: «Anco­ra una vol­ta sono i sin­daci che si devono occu­pare di cose che non sono di loro com­pe­ten­za, quan­do invece la legge regionale asseg­na ad altri questi com­pi­ti, con com­pen­si ric­ca­mente elargiti».

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