Sacchi, sacchi, e ancora sacchi di sabbia. Anche Gargnano è in trincea.

A Gargnano il lago è in piazza. I sacchi di sabbia non bastano

19/11/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Franco Mondini

Sac­chi, sac­chi, e anco­ra sac­chi di sab­bia. Anche Gargnano è in trincea. Ma nonos­tante la bar­ri­era sul lun­go­la­go, l’acqua è entra­ta in paese già ieri mat­ti­na presto, spin­ta dal ven­to Pel­er. Sono dovu­ti inter­venire i con le idrovore per svuotare parte del lun­go­la­go Zanardel­li e gli scant­i­nati. L’acqua è fini­ta nel­la sede dei vig­ili urbani e nel bar , men­tre ha risparmi­a­to, gra­zie alle bar­riere e a un muret­to real­iz­za­to in fret­ta e furia, la far­ma­cia, il bar Azzur­ra e il Mirala­go. Anche l’Albergo Gargnano, che si affac­cia sul por­to dal 1901, ha rischi­a­to di finire sot­to. I pro­pri­etari, aiu­tati dagli operai del Comune e dai Volon­tari, han­no eret­to una diga di sac­chi di sab­bia. Ma le onde, nel pri­mo pomerig­gio di ieri, han­no inizia­to a super­are gli sbar­ra­men­ti. In piaz­za Roma, sot­to il por­ti­co del vec­chio Munici­pio, si è lavo­ra­to con pale e sac­chi. Ieri mat­ti­na alle 11 era­no già sta­ti con­sumati 500 quin­tali di sab­bia. Anche i negozianti del­la via prin­ci­pale han­no piaz­za­to bar­riere davan­ti alle porte e chiu­so i vicoli a lago. Alle 15 il ven­to ha inizia­to a sof­fi­are forte. «Spe­ri­amo non ven­ga l’Ander», il ven­to da Sud, com­men­ta­vano alcu­ni, pre­oc­cu­pati, pun­tan­do lo sguar­do ver­so il Monte Piz­zo­co­lo e il spolver­a­to di neve. Com­men­ti legati anche al pas­sato. Attilio Medici ricor­da­va le inon­dazioni del 1950 e del 1961: «Gira­vo per la piaz­za con il san­dolino» (la canoa). Dori­ano Gas­pari, stu­dioso del­la sto­ria del paese, parla­va del Vent de Balì e del­lo smot­ta­men­to del ’73 lun­go la via che por­ta a San Gia­co­mo, «con la famiglia evac­u­a­ta alle 11 di sera». Ricor­di di quan­do il lun­go­la­go, oggi rifat­to, era in pen­den­za e l’acqua deflui­va. Cer­to è che quan­to sta acca­den­do in queste ore a Gargnano ha dell’eccezionale. Si par­la delle for­ti piogge e si pun­ta il dito con­tro chi, ovvi­a­mente per neces­sità, ha aper­to la diga di Valvesti­no e fat­to scol­mare l’Adige nel Gar­da. Comunque, una ses­san­ti­na di per­sone han­no lavo­ra­to tut­to il giorno per cer­care di imbrigliare il lago. Grande lavoro anche per il Comune: il sin­da­co Ros­cia ven­erdì notte ha tenu­to la situ­azione sot­to con­trol­lo. E ieri mat­ti­na era in paese. Impeg­nati che gli asses­sori Fil­ip­pi­ni, Aro­sio, Fes­ta e Masch­er, e il coman­dante dei vig­ili Daniele Ton­in­celli: respon­s­abile anche del­la , è rimas­to sveg­lio per due not­ti di fila. «Non è solo il lago a pre­oc­cu­par­ci — sot­to­lin­ea il coman­dante — ma anche la mon­tagna. Anche ques­ta mat­ti­na sono sta­ti seg­nalati smot­ta­men­ti lun­go la stra­da per Bri­ano, ver­so la Cos­ta e a San Roc­co di Mus­lone. Per for­tu­na la piog­gia dà tregua». Men­tre si guar­da il lago, un’onda supera lo sbar­ra­men­to di sac­chi, e altre fan­no soll­e­vare il pon­tile in leg­no. I tur­isti tedeschi fotografano; i gargnane­si riem­pi­ono i sac­chi di sab­bia. Fran­co Mondini