Se dopo 4 mesi di disgaggio non ci sarà sicurezza, non resterà che rassegnarsi

A giugno sentenza capitale sulla Gardesana

20/01/2001 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

La mas­si­ma con­ces­sione che la giun­ta provin­ciale trenti­na s’è sen­ti­ta in gra­do di fare alle pre­oc­cu­pazioni di Limone (con­di­vise in bloc­co anche dai rivani) in mer­i­to alla Garde­sana, con­siste nel­l’aspettare il prossi­mo giug­no per pren­dere la deci­sione ulti­ma, quel­la che sta­bilirà se, pri­ma di avere la gal­le­ria fino allo Sper­one, sarà anco­ra con­sen­ti­to a qualche mez­zo civile di avven­tu­rar­si sot­to gli stra­pi­om­bi scarsa­mente con­sis­ten­ti delle pen­di­ci del­la Roc­chet­ta nel trat­to fra Riva e Sperone.L’operazione, annun­ci­a­ta ieri dal­l’asses­sore Casagran­da assis­ti­to dal­l’ingeg­n­er De Col, si arti­co­la in alcu­ni pas­sag­gi. Si com­in­cia, appe­na lo con­sen­ti­ran­no i tem­pi tec­ni­ci degli appalti effet­tuati con pro­ce­du­ra di som­ma urgen­za, con due inter­ven­ti coor­di­nati. Pri­mo: un dis­gag­gio estrema­mente deciso delle pen­di­ci del monte, uti­liz­zan­do la per­izia del­l’ingeg­n­er Castel­li che ha indi­vid­u­a­to una serie di pun­ti crit­i­ci. Tan­to per fare un esem­pio, il mas­so d’u­na venti­na di metri cubi che pen­co­la in equi­lib­rio insta­bile esat­ta­mente a fian­co del pun­to dove s’è stac­ca­ta l’ul­ti­ma frana, ver­rà fat­to saltare e pre­cip­itare di sot­to. La stes­sa sorte attende decine di casi analoghi. In con­tem­po­ranea par­tirà dal­la lo sca­vo d’un tun­nel per­pen­di­co­lare alla futu­ra asta Riva-Ponale. La parten­za è sta­ta indi­vid­u­a­ta a metà gius­ta dei 1200 metri del­la prog­et­ta­ta gal­le­ria fino allo Sper­one, all’al­tez­za del­la gal­le­ria in roc­cia nat­u­rale bat­tez­za­ta Psiche, poco a sud delle due ultime para­mas­si costru­ite l’an­no scor­so. Questo tun­nel, che entr­erà drit­to in roc­cia per 150 metri, servirà a diver­si scopi. Pri­ma di tut­to con­sen­tirà di com­in­cia­re in quat­tro pun­ti a scav­are il futuro tun­nel Riva-Sper­one, con evi­dente van­tag­gio per i tem­pi di ese­cuzione: da Riva e da Sper­one, ma anche da metà gal­le­ria ver­so nord e ver­so sud. In sec­on­do luo­go ver­rà for­ni­ta una cam­pi­onatu­ra cred­i­bile dei suc­ces­sivi strati di roc­cia che la gal­le­ria prin­ci­pale si tro­verà ad attra­ver­sare. Infine, e la cosa riguar­da il dis­gag­gio, le molte esplo­sioni nel­la gal­le­ria bas­sa, daran­no una serie di scrol­loni all’in­tera sopras­tante parete, in modo da smuo­vere even­tu­ali mas­si peri­colan­ti od insta­bili. Quan­do tut­ta ques­ta pri­ma fase di inter­ven­ti (dis­gag­gi sul­la parete e costruzione dei 150 metri di gal­le­ria «di servizio»: 7–8 mil­iar­di di spe­sa) sarà com­ple­ta­ta, sarà arriva­to giug­no. In quel momen­to i due esper­ti, l’ingeg­n­er Castel­li di parte trenti­na ed il tec­ni­co scel­to dal­la provin­cia di Bres­cia, potran­no dire se ci saran­no le con­dizioni min­i­mali di sicurez­za per con­sen­tire il tran­si­to, sia pure lim­i­ta­to ad alcune ore del­la gior­na­ta. A giug­no, ossia fra quat­tro-cinque mesi, i due tec­ni­ci avran­no davan­ti un quadro con­sid­erevol­mente muta­to. Se nem­meno dopo quat­tro mesi di dis­gag­gi e rip­uli­ture del­la parete, ques­ta sicurez­za sarà acquisi­ta, non resterà che rassegnarsi.

Parole chiave: