A Lazise il “Palo della Cuccagna”

24/07/2019 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Il “Con­te” Francesco Zeitler con uno scat­to ful­mi­neo spaz­za via tut­to il gras­so dal palo del­la cuccagna e con­quista la bandie­ri­na rossa inchio­da­ta al ver­tice del palo pos­to oriz­zon­tal­mente sul pelo del­l’ac­qua del Por­to Vec­chio.  Un boa­to con urla ed applausi da parte del foltissi­mo pub­bli­co assiepa­to lun­go la banchi­na del­la darse­na lacisiense salu­ta la vit­to­ria del rione di Por­ta Can­signo­rio ben iden­ti­fi­ca­to dal col­ore gial­lo delle numero­sis­sime bandiere che han­no col­orato tut­to il cen­tro stori­co di Lazise in occa­sione di questo even­to sporti­vo-fol­cror­is­ti­co inser­i­to nei fes­teggia­men­ti del­la tradizionale “ter­sa de Lujo”.

La com­pe­tizione, diret­ta come da tradizione dal “vecio d’es­pe­rien­za”, Gio­van­ni Jake Olivet­ti quale giu­dice di gara, ha vis­to con­frontar­si ven­ti uomi­ni e quest’an­no eccezional­mente anche due cor­ag­giose fem­min­uc­ce, Car­men Onis­to e Sara Rossi nel ten­ta­ti­vo di con­quistare la mit­i­ca bandie­ri­na rossa. Per loro un grande tifo da parte del pub­bli­co e tan­ti applausi per il loro cor­ag­gioso ten­ta­ti­vo che anche ques­ta vol­ta ha vis­to sul podio i favoriti dai pronos­ti­ci: Francesco Zaitler e Gio­van­ni Col­li. Al pri­mo è anda­to il tro­feo dei Mari­nai d’I­talia, al sec­on­do, vinci­tore del­la sec­on­da bandie­ri­na rossa, con il col­ore azzur­ro di Por­ta San Zeno, una cop­pa offer­ta dagli spon­sor del­la man­i­fes­tazione. Non sono rius­ci­ti nel­l’im­pre­sa Fabio Degani, Mar­co Righi e Mat­tia Bar­bazeni e Mar­co Sig­noret­to, dati favoriti aven­do in pas­sato con­quis­ta­to il tro­feo del Palo del­la Cuccagna del Cade­non.

A Diego Salzani è sta­to asseg­na­to dal­la giuria il tro­feo alla memo­ria di Lele Verone­si per la miglior maschera aven­do imper­son­i­fi­ca­to Neil Arm­strong con tuta e scafan­dro bian­co che anziché passeg­gia­re sul­la luna si tuffa nelle acque del por­to. Un pic­co­lo con­cor­so “a lat­ere” del­la con­quista del­la cuccagna dove i con­cor­ren­ti si pre­sen­tano al pub­bli­co mascherati ed in goffe posizioni pro­prio per cer­care di con­quistare il pub­bli­co pri­ma del­la pro­va ago­nis­ti­ca.

La sfi­da del­la 84^ edi­zione del Palo del­la Cuccagna del Cade­non è sta­ta aper­ta dal­l’Im­per­a­tore Ottone II° accom­pa­g­na­to dal­la Regi­na Ade­laide e giun­to in por­to su una lus­su­osa imbar­cazione.

E’ sta­to un con­fron­to sporti­vo di rilie­vo con con­cor­ren­ti molto preparati — ha sot­to­lin­eato il sin­da­co Luca Sebas­tiano al momen­to del­la con­seg­na dei tro­fei- ed ha vin­to sicu­ra­mente il migliore. Uno spet­ta­co­lo che ogni anno si rin­no­va e por­ta un gran­dis­si­mo pub­bli­co a Lazise. E di questo siamo grati a quan­to han­no scel­to Lazise ed agli orga­niz­za­tori di questo strepi­toso even­to.”

Ter­sa del Lujo”

La “ter­sa de Lujo” è una fes­ta anti­ca che ha luo­go in diver­si altri pae­si del­l’area garde­sana e mon­te­bal­d­ina.  Affon­da le radi­ci soprat­tut­to nel­la civiltà con­tad­i­na che nel­l’area garde­sana sta ormai per­den­dosi per las­cia­re il pas­so a man­i­fes­tazioni di carat­tere pret­ta­mente tur­is­ti­co e legate mag­gior­mente all’in­trat­ten­i­men­to. A Lazise, Cavaion e Capri­no e pochi altri comu­ni, restano anco­ra in pie­di per inizia­ti­va di appas­sion­ati alle antiche tradizioni.

A Lazise, fino agli anni set­tan­ta, alla “ter­sa de Lujo” si rin­no­va­va l’an­ti­ca tradizione del­la fiera del bes­ti­ame ed era tradizione per gli “orig­i­nari” con­sumare un piat­to povero ma anti­co e stra­or­di­nario: una scodel­la di bro­do bol­lente con le trippe.  Ed era pro­prio la piaz­za l’area dep­u­ta­ta a ques­ta degus­tazione con tan­to de “parol de trippe” dove la degus­tazione era aper­ta a tut­ti.

Tradizione rispet­ta­ta ormai sola­mente in qualche famiglia  o da qualche cuo­co nos­tal­gi­co come è accadu­to quest’an­no all’Ho­tel da Rober­to, dove Rober­to

Cam­pag­nari si è rim­boc­ca­to le maniche ed ha prepara­to le trippe per alcu­ni ami­ci ed esti­ma­tori pro­prio per non perdere la tradizione. “Cose d’al­tri tem­pi, ormai — affer­ma Cam­pag­nari — ma che non vogliamo vadano per­dute del tut­to. Gus­to e tradizione assieme che ci ripor­tano agli anni duri e dif­fi­cili di Lazise dove il tur­is­mo non sape­va­mo nem­meno cosa fos­se.”

(Foto Ama­to)

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