I presidenti dei consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico hanno brindato al dietrofront dell’Unione europea sui rosé miscelati a Moniga del Garda, la città dove è nato il Chiaretto nel 1896. Vinitaly porta i rosati tradizionali gardesani ai Giochi del Mediterraneo.

A Moniga un brindisi lombardo-veneto per festeggiare il Chiaretto.

27/06/2009 in Fiere
Di Luca Delpozzo

Siamo qui per fes­teggia­re un suc­ces­so”: è con queste parole che Lorel­la Lavo, sin­da­co di Moni­ga del Gar­da, la cit­tad­i­na bres­ciana nel­la quale nel 1896 il sen­a­tore vene­to Pom­peo Mol­men­ti inven­tò la “ricetta” del , ha alza­to il cal­ice ven­erdì sera, durante la cer­i­mo­nia di aper­tu­ra di “Italia in Rosa”, rasseg­na dei vini rosati nazion­ali, insieme con i pres­i­den­ti dei con­sorzi di tutela del Bar­dolino, , e del Gar­da Clas­si­co, , per brindare al dietrofront dell’Unione euro­pea sull’ipotesi di con­sen­tire la pro­duzione di vini di col­ore rosa medi­ante una mis­cela di vini bianchi e rossi. Un prog­et­to, quel­lo comu­ni­tario, con­tro il quale i due con­sorzi garde­sani, che con­di­vi­dono la tradizione del Chiaret­to, han­no fat­to fronte comune, per la pri­ma vol­ta nel­la loro sto­ria, trovan­do imme­di­a­to e con­vin­to sosteg­no da parte del min­istro per le politiche agri­cole, Luca Zaia, e del sot­toseg­re­tario alla pres­i­den­za del con­siglio, Aldo Branch­er, ma anche di centi­na­ia di gior­nal­isti, ammin­is­tra­tori e sem­pli­ci appas­sion­ati che già a fecero sen­tire il loro sosteg­no ai pro­dut­tori riv­ieraschi, sot­to­scriven­do una petizione in dife­sa dei vini rosati tradizion­ali. “I vig­naioli del lago di Gar­da han­no saputo par­lare ad una voce sola per difend­ere la loro sto­ria e la loro tradizione” ha affer­ma­to il pres­i­dente del Gar­da Clas­si­co, Sante Bonomo. “Mi auguro – ha sot­to­lin­eato il pres­i­dente del Bar­dolino, Gior­gio Tom­masi – che ora ques­ta col­lab­o­razione pos­sa con­tin­uare, nell’interesse del mon­do vini­co­lo gardesano”.E già si par­la di una nuo­va inizia­ti­va con­giun­ta dei due con­sorzi riv­ieraschi del Chiaret­to per la prossi­ma Cen­tomigli­avel­i­ca del lago di Garda.Intanto, gra­zie a Vini­taly e Veron­afiere, il Chiaret­to è pro­tag­o­nista anche ai Giochi del Mediter­ra­neo in svol­gi­men­to sino al 5 luglio a Pescara. Come già in occa­sione dei Giochi Olimpi­ci del 2008, anche per questo impor­tante even­to sporti­vo il min­is­tero per le politiche agri­cole ha infat­ti incar­i­ca­to Vini­taly di gestire uno spazio nel­la Busi­ness Lounge di Casa Italia, e fra le 32 etichette in degus­tazione, ben 8 sono quelle riferite ai Chiaret­ti garde­sani, equa­mente divisi fra il Bar­dolino Chiaret­to, preva­len­te­mente ottenu­to dalle uve di Corv­ina veronese, e il Gar­da Clas­si­co Chiaret­to, prove­niente soprat­tut­to dal vit­ig­no Grop­pel­lo. “La scelta di dare risalto ai vini rosati – spie­ga Gio­van­ni Man­to­vani, diret­tore gen­erale di Veron­afiere – è sta­ta fat­ta anche per dimostrare il sosteg­no di Vini­taly a una pro­duzione che in Italia ha una tradizione frut­to di una prat­i­ca eno­log­i­ca di qual­ità, che rischi­a­va di essere svili­ta con l’introduzione nel­la nuo­va ocm del­la pos­si­bil­ità di otten­er­li mescolan­do un bian­co e uno rosso. Ora l’Ue ha fat­to per for­tu­na mar­cia indi­etro, ma res­ta il nos­tro impeg­no a val­oriz­zare una pro­duzione che evi­den­te­mente non è anco­ra ben conosci­u­ta ed apprez­za­ta all’estero”.