Partiranno a metà 2005 i lavori di sistemazione dell’acquedotto che rifornisce anche Vaccarolo. L’amministrazione interverrà sulla viabilità delle due frazioni

A nuovo il pozzo di S. Pietro

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Quel­lo che più sta a cuore alla gente di San Pietro e Vac­caro­lo, due fra le più antiche frazioni di Desen­zano, è sicu­ra­mente la qual­ità del­l’ac­qua pota­bile. Per­ché negli ulti­mi anni il poz­zo dei due paesi­ni ha fat­to davvero le bizze, las­cian­dosi dietro polemiche e dis­a­gi. Sen­za con­tare i rubi­net­ti a sec­co per diver­so tem­po. Un acque­dot­to che, stan­do alle promesse fat­te dal­la Giun­ta rap­p­re­sen­ta­ta all’in­con­tro pub­bli­co nel locale «Don Car­los» dal­lo stes­so sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za e dagli asses­sori Mau­ro Guer­ra e Rodol­fo Bertoni, dovrebbe essere sis­tem­ato una vol­ta per tutte a par­tire dal­la sec­on­da metà del prossi­mo anno. E per la sis­temazione com­p­lessi­va­mente occor­erran­no poco più di 280 mila euro. Il prog­et­to, han­no det­to gli ammin­is­tra­tori comu­nali al pub­bli­co pre­sente, riguar­da lo spur­go delle tuba­ture e la sos­ti­tuzione del­la «cam­i­cia» del poz­zo, che si pre­sume sia la causa degli alti val­ori di fer­ro riscon­trati in pas­sato. Ma a San Pietro e Vac­caro­lo, il Comune ha in pro­gram­ma altri inter­ven­ti, anche se non imme­diati. Il più vis­i­bile di questi è quel­lo sul­la , pre­vis­to però solo nel 2007, che porterà da cinque a sette metri la car­reg­gia­ta del­l’at­tuale stra­da comu­nale che col­le­ga Desen­zano alle due frazioni. L’in­ves­ti­men­to si aggi­ra sul mil­ione e 100 mila euro, dis­tribuiti in più anni. Ad essere inter­es­sato sarà il trat­to com­pre­so tra «La Rossa» e Vac­caro­lo, quel­lo cioè più stret­to e tor­tu­oso, teatro di numerosi inci­den­ti e di uscite di stra­da. Nell’incontro gli abi­tan­ti han­no chiesto ai tre ammin­is­tra­tori di risol­vere alcu­ni prob­le­mi che, a dire il vero, risal­go­no a parec­chio tem­po fa. Uno è quel­lo del­la quo­ta dei tombi­ni, il cui liv­el­lo è infe­ri­ore rispet­to a quel­lo stradale a causa delle pas­sate asfal­tature. Allo­ra, cosa suc­cede? Che quan­do piove si pro­ducono vaste dis­tese d’ac­qua e a farne le spese sono i pedoni o chi cir­co­la su due ruote. L’al­tro riguar­da lo spandi­men­to e la per­ma­nen­za sul ter­reno, pri­ma del­la lavo­razione, dei fanghi fer­til­iz­zan­ti (pur rego­lar­mente approva­to dal­la Provin­cia ), che è causa di cat­tivi odori e con­seguen­ti dis­a­gi. Le ripetute sol­lecitazioni del­l’uf­fi­cio Ecolo­gia del Comune a Regione e Provin­cia non han­no, però, prodot­to effet­ti. Adesso l’Arpa e l’Asl dovreb­bero eseguire dei caro­tag­gi per ver­i­fi­care se la con­cen­trazione dei fanghi nel ter­reno sia con­forme ai para­metri di legge. Tra le lamentele (ma non è la pri­ma vol­ta) c’è anche quel­la riv­ol­ta con­tro il canile. Sec­on­do alcu­ni abi­tan­ti del­la zona, dal canile di San Pietro arrivereb­bero chi­as­so e dis­tur­bo provo­cati dai ripetu­ti latrati dei cir­ca 200 ospi­ti a quat­tro zampe, specie quan­do è estate. Alcu­ni abi­tan­ti han­no, quin­di, chiesto la posa di bar­riere antiru­more, ma la rispos­ta è sta­ta neg­a­ti­va, per­ché ritenu­ta né effi­cace, né com­pat­i­bile con il ter­ri­to­rio. Sarà, piut­tosto, val­u­ta­ta la pos­si­bil­ità di piantu­mare il prossi­mo anno alcu­ni filari di alberi attorno al perimetro del canile e di abbat­tere il rumore alla fonte tramite lavori di insonoriz­zazione del­la strut­tura dei box. Per altri inter­ven­ti in pro­gram­ma nel piano delle opere pub­bliche bisogn­erà inveve atten­dere per via del­la caren­za di fon­di dal­lo Stato.