Il sindaco: "Una vittoria del buon senso

A Padenghe sul Garda demolito un piano di un’abitazione regolarmente edificato

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Di Luca Delpozzo

Nell’entroterra garde­sano capi­ta, tal­vol­ta, di vedere costruzioni che super­a­no la cubatu­ra loro asseg­na­ta, con­fi­dan­do in qualche sana­to­ria o acco­moda­men­to. Rara­mente si è assis­ti­to alla demolizione delle ecce­den­ze non autor­iz­zate. Mai, cre­di­amo, si è vis­to abbat­tere l’intero piano di un edi­fi­cio costru­ito rego­lar­mente nel rispet­to del­la con­ces­sione. Eppure ques­ta sor­ta di “mira­co­lo” è avvenu­ta: a Padenghe sul Gar­da. Ne sono sta­ti art­efi­ci l’Amministrazione Comu­nale, gui­da­ta da e una soci­età privata.L’intervento riguar­da una costruzione che sorge in cima alla col­li­na sit­u­a­ta dopo il cimitero di Padenghe in direzione Soiano.In breve i fat­ti. Negli anni 90 la soci­età Val­li Spa ora HPA srl acquistò l’intera area denom­i­na­ta pro­pri­età Metel­li, che com­pren­de­va la col­li­na, alla cui som­mità si trova­va la casa padronale a tre piani men­tre nel­la parte sot­tostante era­no col­lo­cati voliere e capan­noni per com­p­lessivi 27.000 mc. Suc­ces­si­va­mente l’acquirente ottenne nel mag­gio 2004 lacon­ces­sione per il recu­pero del­la vil­la di tre piani fuori ter­ra e di altri volu­mi esistenti.Sulla vol­ume­tria dei capan­noni e voliere la trat­ta­ti­va si è pro­trat­ta per anni, da una parte il pri­va­to, inten­zion­a­to a mas­simiz­zare il pro­prio inves­ti­men­to otte­nen­do più mc. pos­si­bili, dall’altra il Comune deter­mi­na­to a far valere il rispet­to del­la legge (pre­vi­sioni e pre­scrizioni del PRG e del PGT), ma soprat­tut­to ad ottenere il ridi­men­sion­a­men­to dell’edificio sul­la col­li­na, il cui impat­to visi­vo era decisa­mente accen­tu­a­to dal­la sua par­ti­co­lare ed evi­dente col­lo­cazione. Per citare alcu­ni numeri la HPA Srl chiede­va di pot­er edi­fi­care ­­­27.000 mc in ville sparse sul­la col­li­na a fronte di una disponi­bil­ità del Comune di mc 15.000 col­lo­cati esat­ta­mente nel­la posizione dei capan­noni dismessi.Dopo cir­ca un anno di dis­cus­sioni l’accordo, sot­to­scrit­to nel feb­braio del 2009 è sta­to il seguente: la HPA ottiene 16.900 mc nell’area dei capan­noni ed in cam­bio si è impeg­na­ta ad abbat­tere un piano dell’immobile già costru­ito ed a con­tribuire con la som­ma di € 600.000,00 alla real­iz­zazione del­la con­tro stra­da di sup­por­to alla rota­to­ria che ver­rà real­iz­za­ta dal­la Provin­cia (con il con­cor­so del Comune), davan­ti al super­me­r­ca­to Sim­ply in direzione Moniga.La vicen­da dimostra che pur nel­la ovvia con­trap­po­sizione degli inter­es­si, se si parte da regole chiare, si com­pren­dono le esi­gen­ze dell’altro e si han­no obi­et­tivi con­creti, il risul­ta­to può sod­dis­fare entram­bi. Il pri­va­to ha forse rin­un­ci­a­to a dei metri cubi, si è sob­bar­ca­to i costi di abbat­ti­men­to del piano, (con una com­pen­sazione però del­la vol­ume­tria elim­i­na­ta) e ver­sa un con­trib­u­to eco­nom­i­co impor­tante, ma chi­ude pos­i­ti­va­mente un’annosa vicen­da che ren­de­va infrut­tu­oso il suo cap­i­tale. Il Comune ha con­ces­so qual­cosa in più di quan­to vol­e­va, ma ha ridot­to l’impatto ambi­en­tale del­la costruzione, ha ottenu­to un aiu­to sig­ni­fica­ti­vo nel perseguire una mag­giore sicurez­za su un per­cor­so stradale a forte crit­ic­ità ed ha sanci­to un prin­ci­pio: si costru­isce nel rispet­to delle regole e pos­si­bil­mente dell’estetica e dell’ambiente. Ha preval­so la rego­la non scrit­ta, ma anche la più effi­cace di tutte, il buon sen­so. Ci è volu­ta tut­ta la tena­cia e la pazien­za di un Sin­da­co don­na, non a caso il pri­mo a Padenghe, per­ché ciò avvenisse.

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