Il sindaco: «Chiunque interverrà in quell’area dovrà tenere conto delle decisioni del Comune».
Borgo Secolo, dalla Difesa al Demanio: il ricovero dei mezzi è in forse

A rischio la protezione civile

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Il Comune attende di sapere da Roma se i grup­pi locali di e Croce rossa potran­no con­tin­uare a uti­liz­zare uno dei capan­noni dell’area di Bor­go Sec­o­lo per il riparo dei pro­pri mezzi.Incertezza non di poco conto.«Il prob­le­ma, se così si può definire, è una con­seguen­za del trasfer­i­men­to del pat­ri­mo­nio mil­itare a quel­lo del­lo Sta­to, cioè dal­la Dife­sa all’Agenzia del Demanio», spie­ga il sin­da­co . «L’op­er­azione si svilup­pa in quat­tro tranche e si con­clud­erà a luglio del 2008; nel pri­mo bloc­co di immo­bili sbloc­cati con il decre­to del 28 feb­braio scor­so rien­tra­no anche le nos­tre caserme Roc­ca e XXX Mag­gio, Forte Ardi­et­ti e l’area denom­i­na­ta “Mag­a­zz­i­no Bor­go Sec­o­lo”, sit­u­a­ta a ridos­so del cen­tro stori­co su cui insistono alcu­ni capan­noni uti­liz­za­ti a suo tem­po dai militari».In uno di questi sta­bili Pro­tezione civile e Croce rossa ten­gono i rispet­tivi mezzi sia di ter­ra che acquati­ci. E sono state le due asso­ci­azioni a rice­vere, pochi giorni fa, la pre­oc­cu­pante notizia di dover sgomber­are l’area entro la fine di mag­gio. Prob­le­ma piut­tosto com­p­lesso. «Questi due grup­pi non han­no un rego­lare con­trat­to di affit­to; ma chi­unque inter­ver­rà a Bor­go Sec­o­lo dovrà ten­er con­to del­la volon­tà del Comune che ha iden­ti­fi­ca­to quel­la sede come idonea ad ospitare mezzi fon­da­men­tali per l’attività di asso­ci­azioni così mer­i­to­rie», sot­to­lin­ea il sindaco.Il quale annun­cia anche di essere in atte­sa di una rispos­ta sul prob­le­ma dal­l’A­gen­zia del Demanio. L’area di Bor­go Sec­o­lo ha una super­fi­cie di cir­ca 23.000 metri qua­drati; lo stru­men­to urban­is­ti­co vigente attribuisce un indice ter­ri­to­ri­ale edi­fi­ca­to­rio di 1,2 metri cubi per metro quadro per una poten­ziale cubatu­ra com­p­lessi­va di 28.000 metri.«Dunque un val­ore con­sis­tente anche in ragione del­la posizione imme­di­ata­mente a ridos­so dei Bas­tioni del­la fortez­za del cen­tro stori­co», pre­cisa il sin­da­co. «Il trasfer­i­men­to al Demanio non dovrebbe met­tere in dis­cus­sione l’attuale des­ti­nazione ma anzi, cos­ti­tuire garanzia di pro­tezione e di cura dell’area che a dif­feren­za degli altri immo­bili ogget­to del trasfer­i­men­to non è vin­co­la­ta. Ciò la rende sicu­ra­mente molto appetibile ma, ripeto, la nos­tra richi­es­ta è che qualunque deci­sione pre­sa rispet­ti la volon­tà dell’amministrazione e le esi­gen­ze dei due grup­pi di volon­tari che negli anni han­no sem­pre for­ni­to uno stra­or­di­nario appor­to alla sicurez­za del­la nos­tra comunità».Peschiera ha dato comunque al Demanio la piena disponi­bil­ità a con­tribuire alla stesura del Piano uni­tario di val­oriz­zazione degli immo­bili che l’Agenzia pren­derà in cari­co così come pre­vis­to dal­la legge finanziaria del 2007. Una prog­et­tual­ità, fino ad ora attua­ta solo dal comune di Bologna, che prevede il coin­vol­gi­men­to di diver­si sogget­ti pub­bli­ci a com­in­cia­re dal­l’ente locale.«Le strut­ture in ques­tione sono parte pre­pon­der­ante del pat­ri­mo­nio architet­ton­i­co e stori­co di Peschiera che non a caso è sta­ta riconosci­u­ta cit­tà d’arte. Ci sono per­sone, come l’onorevole Giampao­lo Fogliar­di che ho incon­tra­to di recente, pronte a pro­muo­vere e sostenere la pos­si­bil­ità, con­di­visa da ques­ta ammin­is­trazione, di farne una cit­tadel­la uni­ver­si­taria». «Siamo dunque pron­ti a con­frontar­ci per lavo­rare allo svilup­po del nos­tro paese; ma non inten­di­amo com­piere questo per­cor­so — mette in chiaro — pri­van­do Pro­tezione civile e Croce rossa degli spazi di cui han­no bisog­no per con­tin­uare a lavo­rare per il bene del­la comu­nità».