Sul palazzetto dello sport l'ombra di una strana ingerenza

A Riva l’opera, ad Arco il progetto

23/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Si tinge di gial­lo l’ac­cor­do tra le munic­i­pal­ità rivana ed arcense sul­l’at­te­sa real­iz­zazione del palazzet­to del­lo sport del­la Busa. Se all’om­bra del castel­lo, dimen­ti­cate le sec­o­lari visioni cam­paniliste, sono d’ac­cor­do di col­lo­care la futu­ra strut­tura in ter­ra bena­cense, al pos­to del ten­done del­l’area ex Rig­ot­ti, pun­tano invece i pie­di sul­la nom­i­na del prog­et­tista. Sec­on­do i ben infor­mati, in comune ad Arco pre­tendereb­bero di scegliere il pro­fes­sion­ista che dovrà elab­o­rare il mega impianto sportivo.Non è dato di sapere il moti­vo del­l’in­soli­to dik­tat. L’ipote­si più get­to­na­ta da molte per­sone è che l’in­com­pren­si­bile pre­sa di posizione del­l’am­min­is­trazione comu­nale del­la cit­tà del­l’o­li­vo pos­sa rap­p­re­sentare il «clas­si­co asso nel­la man­i­ca». «Se la nos­tra con­get­tura sarà con­fer­ma­ta dai fat­ti, l’i­naspet­ta­to con­dizion­a­men­to, che ha tut­ta l’aria di essere un’im­po­sizione, porterà sicu­ra­mente dei van­tag­gi per la rap­i­da costruzione del palazzet­to del­lo sport — è il com­men­to di questi abi­tan­ti del­la Busa — Vuoi vedere che il prog­et­tista «in pec­tore» dispone di sconosciu­ti canali priv­i­le­giati con la Provin­cia in gra­do di accel­er­are gli indis­pens­abili finanzi­a­men­ti mul­ti­m­il­iar­dari? Il futuro ci dirà se abbi­amo azzec­ca­to o se, invece, abbi­amo fan­tas­ti­ca­to. Con­get­ture a parte, un rapi­do chiari­men­to s’im­pone imme­di­ata­mente per conoscere come stan­no real­mente le cose. Occorre che le giunte comu­nali rivana ed arcense ren­dano imme­di­ata­mente pub­bli­ci i con­torni del­l’in­tera vicen­da». Se la ques­tione sta in questi ter­mi­ni, i sin­daci Cesare Mal­ossi­ni e Rena­to Verone­si han­no una brut­ta «gat­ta da pelare». Per Arco non si trat­ta del­l’u­ni­ca grana sul­la des­ig­nazione del prog­et­tista per un’­opera pub­bli­ca. L’al­tro caso, che anco­ra «scot­ta», riguar­da il restau­ro, ora bloc­ca­to, del­lo stori­co palaz­zo Marchetti.Un pro­to­col­lo d’in­te­sa del­la scor­sa estate, poi annul­la­to, tra l’am­min­is­trazione comu­nale e la pro­pri­età per locazione trenten­nale del­l’ed­i­fi­cio prevede­va che quest’ul­ti­ma nom­i­nasse il pro­fes­sion­ista incar­i­ca­to del­l’am­mod­er­na­men­to. La salatis­si­ma par­cel­la era però a cari­co del­la giun­ta. L’ac­cor­do rimase car­ta strac­cia per la fiera oppo­sizione delle mino­ranze, soprat­tut­to del­la Casa delle Libertà.