È la seconda struttura di questo tipo nel basso Sarca: i turisti potranno scaricare i liquami e rifornirsi d'acqua. In corso i lavori per attrezzare l'area dell'uliveto ex Turazza

A Torbole nasce un’«oasi» per camper

28/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Sono anche loro tur­isti a tut­ti gli effet­ti, ma non sem­pre i “camperi­sti” ven­gono accolti a brac­cia aperte nelle local­ità in cui tran­si­tano. Al di là delle dis­qui­sizioni sul loro “peso” eco­nom­i­co, ques­ta cat­e­go­ria è spes­so al cen­tro di polemiche per i male­odor­an­ti liqua­mi (fogna, per inten­der­ci) che ven­gono indis­crim­i­nata­mente scar­i­cati nelle aree di sos­ta. Per evitare che questo acca­da, a Tor­bole, sta per essere attrez­za­ta un’area dove i ser­ba­toi dei san­i­tari potran­no essere svuo­tati sen­za creare dan­no alcuno all’am­bi­ente e ai nasi del­la gente. Si trat­ta del­la sec­on­da strut­tura di questo tipo in tut­to il bas­so Sarca.Le ruspe sono entrate in azione qualche set­ti­mana fa nel­l’ulive­to ex Turaz­za, accan­to al parcheg­gio di Vil­la Cian, a pochi metri dal lun­go­la­go, e han­no atti­ra­to la pre­oc­cu­pa­ta atten­zione di qualche res­i­dente. «Non c’è alcun moti­vo di allarmis­mo — spie­ga Alessan­dro Povoli, noto impren­di­tore rivano a cui fa capo la soci­età che sta real­iz­zan­do la strut­tura — anche per­ché dal pun­to di vista esteti­co non cam­bierà asso­lu­ta­mente nul­la. In ques­ta pri­ma fase si stan­no por­tan­do a ter­mine lavori di manuten­zione stra­or­di­nar­ia rego­lar­mente autor­iz­za­ti dal comune. Si è già provve­du­to al recu­pero di alcu­ni antichi man­u­fat­ti all’in­ter­no del­l’area e, attual­mente, sono in cor­so gli scavi per la col­lo­cazione del­la rete fog­nar­ia. Si trat­ta di opere che ver­ran­no con­cluse in cir­ca un mese. Poi, in un sec­on­do tem­po, provved­er­e­mo alla creazione delle piaz­zole». Alla fine, gli 11 mila metri qua­drati di splen­di­do ulive­to saran­no pron­ti per accogliere i parcheg­gi “tem­po­ranei” dei camper. Per l’area di Tor­bole, infat­ti, vale lo stes­so dis­cor­so di quel­la più pic­co­la di Can­eve, attrez­za­ta dal comune di Arco e aper­ta da poco più di un anno: i car­a­van potran­no rimanere per poco tem­po, quel­lo nec­es­sario a svuotare i ser­ba­toi dei san­i­tari e fare riforn­i­men­to di acqua pota­bile. E poi, via di nuo­vo con la pic­co­la casa su ruote. Un tur­is­mo itin­er­ante e indipen­dente che ormai, anche in Italia, sta rac­coglien­do sem­pre più con­sen­si. Si trat­ta di un’au­t­en­ti­ca filosofia, di un modo diver­so di pen­sare la vacan­za. Niente “lac­ci”, niente preno­tazioni in alber­go (e questo a molti oper­a­tori non piace affat­to), niente pro­gram­mi pre­de­fin­i­ti: il camperi­sta fa la spe­sa, car­i­ca il camper e parte, seguen­do un itin­er­ario appe­na abboz­za­to sul­la carti­na. Se i luoghi piac­ciono si fer­ma, altri­men­ti pros­egue per la meta suc­ces­si­va. In pae­si come la Ger­ma­nia o la Fran­cia, i camperi­sti sono un vero e pro­prio eserci­to e le aree come quel­la che sta per essere com­ple­ta­ta tra gli ulivi tor­bolani sono tan­tis­sime.