A ferragosto all’«Acquafresca» la competizione più strampalata del lago

A vela con pianoforti, biciclette e altre invenzioni

11/08/2000 in Manifestazioni
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Scoc­ca l’o­ra del­la Rega­ta paz­za. Tor­na a fer­ragos­to la com­pe­tizione più stram­pala­ta del , una man­i­fes­tazione giun­ta ormai alla ses­ta edi­zione. In gara, nel­lo spec­chio d’ac­qua anti­s­tante il cen­tro nau­ti­co Acquafres­ca, «imbar­cazioni» costru­ite con i mate­ri­ali più dis­parati, ma rig­orosa­mente rici­clati e non nau­ti­ci. Non potran­no parte­ci­pare i natan­ti a motore, ma solo mezzi con propul­sione a vela o remi. Ovvi­a­mente non quel­li tradizion­ali. L’oc­ca­sione quin­di per far volare l’ingeg­no e sco­prire mezzi di for­tu­na in gra­do di tenere a gal­la lo scafo e per­cor­rere i 300 metri di per­cor­so lin­eare che divi­dono il pun­to di parten­za, la spi­agget­ta a sud del cen­tro nau­ti­co, all’estrem­ità oppos­ta del­la sede di Acquafres­ca. Un trat­to breve ma ric­co d’in­si­die per barche che nul­la han­no a spar­tire con il mon­do del­l’ac­qua. Come le zat­tere di tap­par­elle, i cati­ni o gli arma­di a remi, sen­za dimen­ti­care i bidoni a vela o le barche di tubi. Sono solo alcu­ni dei mezzi visti alla rega­ta paz­za, nata da un’idea di quei mat­tac­chioni del­la polisporti­va Fior d’O­li­vo che han­no saputo con arguzia ritagliar­si uno spazio tut­to loro nel­l’am­bito delle regate veliche del più grande lago d’I­talia. Un’idea che riscuote sem­pre mag­gior con­sen­si, vis­to il cres­cente numero di parte­ci­pan­ti vogliosi di cimen­ta­r­si in una com­pe­tizione dove è indis­pens­abile ingeg­no, iro­nia e tan­ta fur­bizia per rius­cire ad agguantare il suc­ces­so. E non man­cano già gli iscrit­ti. «Abbi­amo rice­vu­to con largo anticipo l’ade­sione di quat­tro equipag­gi», fan­no sapere dal­la base oper­a­ti­va di Acquafres­ca. «C’è atte­sa per ques­ta sfi­da e molti soci del cir­co­lo sono all’­opera per varare in tem­po utile mezzi gal­leg­gianti davvero uni­ci. La gara di fer­ragos­to avrà inizio alle 15, ma le imbar­cazioni parte­ci­pan­ti dovran­no essere esposte nel piaz­za­le del nos­tro cen­tro a par­tire da mez­zo­giorno, per con­sen­tire alla giuria di val­utare l’i­doneità del­lo scafo e sti­lare una pri­ma clas­si­fi­ca per l’elezione del­la bar­ca più orig­i­nale. Nel­la stes­sa gior­na­ta ver­rà dis­pu­ta­ta la rega­ta tra adul­ti impeg­nati a con­frontar­si a bor­do degli , pic­cole imbar­cazioni usate dai bim­bi alle prime armi con la vela». Tor­nan­do alla rega­ta paz­za non sono man­cati in pas­sato esem­pi davvero sin­go­lari. Come non ricor­dare l’im­pre­sa di un velista padovano rius­ci­to nel non facile com­pi­to di met­tere in acqua un pianoforte? Appog­gia­to su camere d’aria lo stru­men­to musi­cale, con al cen­tro una vela raf­fig­u­rante note musi­cali, vagò nel lago per poi andare alla deri­va sul­l’iso­la Trimel­one. Sedu­to alla tastiera, stret­to nel­l’el­e­gante frack, il tim­o­niere a recitare da con­suma­to attore la sua parte. Non meno orig­i­nale la bici acquat­i­ca con­dot­ta dal dodi­cenne Daniele Van­ge­lista. Una Gra­ziel­la bian­ca muni­ta di pale al pos­to delle ruote, messe in movi­men­to azio­nan­do i ped­ali. Manubrio invece in gra­do di direzionare il tim­o­ne for­ma­to da un pez­zo rudi­men­tale di leg­no. A dare equi­lib­rio allo scafo bot­tiglie di plas­ti­ca. È comunque l’ingeg­no a vin­cere nel­la più sgangher­a­ta com­pe­tizione acquat­i­ca. Come quel­lo del tredi­cenne Edoar­do Gob­bi, cam­pi­one in car­i­ca che l’an­no scor­so sco­modò perfi­no Leonar­do da Vin­ci assem­b­lan­do una bar­ca a dir poco incred­i­bile dopo aver let­to un testo ded­i­ca­to al grande ingeg­nere rinasci­men­tale. Alla fine toc­cò a lui la pal­ma del migliore. Par­don, del più… pazzo .

Parole chiave: