Va in scena il Palio: esperti a confronto per dare un voto al miglior Groppello

A Villa Avanzi

24/09/2002 in Enogastronomia
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Di Luca Delpozzo

Domani 25 otto­bre, a Vil­la Avanzi di Polpe­nazze, si svol­gerà il «Palio del Grop­pel­lo», orga­niz­za­to dal­la Con­fra­ter­ni­ta, pre­siedu­ta da Camil­lo Chi­mi­ni (vice Enzo Del­lea, seg­re­tario Gio­van­ni Avanzi, tesoriere Pietro Cav­agni­ni, cer­i­moniere Gian­ni Beduzzi). Il mese scor­so, all’Enote­ca di Maner­ba, una com­mis­sione com­pos­ta da Cor­ra­do Cug­nasco, Cesare Fer­rari, Ful­vio San­ti­ni, Giuseppe Piot­ti, tut­ti enolo­gi, Ren­zo D’At­toma, mae­stro di can­ti­na, e Ippoli­to Zani­ni, ha degus­ta­to una venti­na di cam­pi­oni pre­sen­tati dai pro­dut­tori garde­sani. Il pre­lie­vo e la selezione sono avvenu­ti sot­to il con­trol­lo del­l’Ente vini bres­ciano, guida­to da Emilio Alber­to Pancera. Dopo assag­gi e dis­cus­sioni appro­fon­dite, la com­mis­sione ha scel­to i tre migliori, che saran­no por­tati in tavola domani, a Vil­la Avanzi, sen­za etichet­ta, in for­ma anon­i­ma. Toc­cherà a tut­ti i soci del­la Con­fra­ter­ni­ta, riu­ni­ti per la tradizionale cena d’au­tun­no, indi­care il numero 1, che accom­pa­g­n­erà riu­nioni e appun­ta­men­ti per un anno intero. La can­ti­na vincitrice ricev­erà un’or­di­nazione di migli­a­ia e migli­a­ia di bot­tiglie. Il «Gar­da Clas­si­co Grop­pel­lo» proviene dal vit­ig­no che por­ta il suo stes­so nome, nel­la misura di almeno l’85%. E’ un rosso bril­lante, pro­fu­mo lieve­mente frut­ta­to, sapore asciut­to. Si accos­ta con le carni rosse, gli arrosti, i salu­mi e i for­mag­gi. Va gus­ta­to a una tem­per­atu­ra di cir­ca 18°. Fres­co, leg­ger­mente spezi­a­to, vel­lu­ta­to, gen­tile, sapi­do, con una gradazione di almeno 11°. La ris­er­va, invece, supera i 12°, e sente di spezie dol­ci: è roton­da, con even­tuale sapore di leg­no. La resa mas­si­ma di uva deve essere di 12 ton­nel­late e mez­za per ettaro (10 per il Grop­pel­lo ris­er­va). E’ con­sen­ti­to l’u­so delle indi­cazioni geogra­fiche aggiun­tive: Moni­ga, Raf­fa, Pice­do e Mocasi­na. Le prime citazioni di uve «Grop­pelle» risal­go­no al 1550, da parte del bres­ciano Agosti­no Gal­lo, segui­to da Andrea Bac­ci, medico di papa Sis­to V. A quei tem­pi il vit­ig­no era dif­fu­so pro­prio sulle rive occi­den­tali del Gar­da (Valte­n­e­si). Col pas­sare dei sec­oli, le citazioni sono diven­tate più fre­quen­ti e pre­cise, fino ai trat­tati di Molon (1906), Mar­zot­to (1925) e Dal­mas­so (1937). Di buona vigo­ria e pro­duzione, resiste bene alle malat­tie. Il grap­po­lo è di media grandez­za, cilin­dri­co o cilin­dro­con­i­co, com­pat­to, ser­ra­to, carat­ter­is­ti­ca­mente cur­vo. Gli aci­ni sono sfer­oi­di, un po’ appi­at­ti­ti ver­so il pedi­cel­lo, per la com­pres­sione con i vici­ni. La buc­cia, di media con­sis­ten­za, ha un col­ore blu-nero, uni­forme­mente dis­tribuito. La pol­pa è leg­ger­mente acidu­la, di sapore vaga­mente erbaceo. Il vino è molto col­orato, rosso rubi­no inten­so, talo­ra con orli vio­la­cei. Non di grande cor­po, va bevu­to gio­vane. La Con­fra­ter­ni­ta si pone l’ob­bi­et­ti­vo di sal­vare la tradizione e pre­mi­are la qual­ità.

Valtenesi
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