Vini e olio di qualità: il «rinascimento» dell’enogastronomia bresciana è già realtà

Accademia della Cucina a Lonato

Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

Il rinasci­men­to dell’enogastronomia bres­ciana è una realtà ormai inconfutabile, e la sua forza sta nel­la capac­ità di difend­ere la tradizione e di val­oriz­zare il pas­sato: ne è con­vin­to Alessan­dro Redael­li De Zinis, pres­i­dente del­la del­egazione Alto-Man­to­vano e Gar­da Bres­ciano dell’Accademia del­la Cuci­na Ital­iana, che ha riu­ni­to i suoi del­e­gati alla Spia d’Italia di Lona­to per il con­sue­to appun­ta­men­to augu­rale e di bilan­cio di fine anno. Alla ser­a­ta han­no parte­ci­pa­to numerosi ospi­ti di rilie­vo, tra i quali Mau­r­izio Ban­zo­la, pres­i­dente dell’Apt di Bres­cia, Alber­to Pancera, pres­i­dente dell’Ente Vini Bres­ciani, e Gio­van­ni Treroto­la, diret­tore dell’Unione Provin­ciale Agri­coltori di Bres­cia: tut­ti d’accordo nel dec­retare il 2001 come un anno deci­si­vo per l’affermazione di Bres­cia nell’olimpo delle geografie nazion­ali del buon vivere. L’hanno capi­to anche i tur­isti, che sec­on­do Ban­zo­la con­sid­er­a­no ormai l’enogastronomia come una com­po­nente fon­da­men­tale del­la nos­tra offer­ta tur­is­ti­ca: e l’agricoltura, sec­on­do Treroto­la, risponde a questi fer­men­ti aggior­nan­do il tiro del­la pro­duzione alle esi­gen­ze di un mer­ca­to sem­pre più esi­gente. Insom­ma, meno quan­tità e più qual­ità: da qui i risul­tati sem­pre più ele­vati ottenu­ti in cam­po vitivini­co­lo, ma anche da tante altre pro­duzioni tipiche, così come da una ris­torazione che, anche sec­on­do il «ter­mometro» dell’Accademia, sta conoscen­do una nuo­va pri­mav­era soprat­tut­to nell’area garde­sana. «La nos­tra del­egazione, che è com­pos­ta da ven­ti acca­d­e­mi­ci, copre una zona che va da Goito a Limone — ha spie­ga­to Redael­li De Zinis -. E dalle vis­ite ai ris­toran­ti che abbi­amo effet­tua­to durante l’anno pos­si­amo dire che la cresci­ta è innega­bile: abbi­amo seg­nala­to al pub­bli­co una quar­an­ti­na di inseg­ne sec­on­do noi di grande pre­gio, indi­ca­tri­ci di un’offerta che conosce indub­bi incre­men­ti qual­i­ta­tivi ogni anno». Durante la ser­a­ta gli acca­d­e­mi­ci garde­sani han­no asseg­na­to il pre­mio «Dino Vil­lani»: un riconosci­men­to esclu­si­vo con­ces­so dal­la sezione nazionale, che ne attribuisce non più di una deci­na all’anno ad aziende agroal­i­men­ta­ri di nic­chia, che si carat­ter­iz­zano per pro­duzioni arti­gianali di altissi­ma qual­ità, carat­ter­iz­zate dal­la rig­orosa esclu­sione di con­ser­van­ti di qualunque tipo. Il pre­mio del­la del­egazione garde­sana è anda­to all’azienda Le Tameri­ci di Man­to­va, spe­cial­iz­za­ta nel­la pro­duzione arti­gianale di par­ti­co­lari mostarde e marmel­late, che sono state ogget­to di accosta­men­ti e degus­tazioni anche durante la serata.