Il Consiglio di Stato sblocca il Piano regolatore generale. Ribaltata la sentenza del Tar di Brescia: «Procedura regolare»

Accolto il ricorso presentato dall’Amministrazione

17/12/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Con­trari­a­mente a quan­to sostenu­to dall’ordinanza del Tar di Bres­cia, il piano rego­la­tore di Lona­to, sul­la base del quale sono state rilas­ci­ate le con­ces­sioni edilizie impug­nate in pri­mo gra­do, non è suscettibile di dis­ap­pli­cazione nel giudizio ammin­is­tra­ti­vo». La sen­ten­za con la quale la ses­ta sezione del Con­siglio di Sta­to ha accolto l’appello del comune di Lona­to e respin­to di con­seguen­za il ricor­so di una res­i­dente di Maguz­zano e di Legam­bi­ente del­la Lom­bar­dia, di fat­to resti­tu­isce inte­gro il Prg approva­to dal­la pas­sa­ta giun­ta leghista e anco­ra oggi in vig­ore in atte­sa di quel­lo nuo­vo, promes­so dall’amministrazione ulivista. Tira­no un sospiro di sol­lie­vo, dunque, gli amin­is­tra­tori attuali, gli impre­sari edili e le centi­na­ia tra cit­ta­di­ni e aziende che, nel frat­tem­po, han­no in cor­so il rilas­cio di licen­ze o, in altri casi, ottenu­to autor­iz­zazioni a costru­ire. Se anche i giu­di­ci del Con­siglio di Sta­to avessero accolto le tesi dei legali di Legam­bi­ente e del­la pro­pri­etaria di una vil­la a Maguz­zano (che con­tes­ta­vano sei licen­ze rilas­ci­ate per costru­ire vil­lette a Maguz­zano), recepite in pri­mo gra­do dal Tar bres­ciano, per Lona­to avrebbe sig­ni­fi­ca­to un rib­al­tone urban­is­ti­co di pro­porzioni dis­as­trose. I giu­di­ci di via Mal­ta ave­vano osser­va­to che lo stru­men­to urban­is­ti­co, per il quale di era svilup­pa­to un brac­cio di fer­ro tra la giun­ta leghista gui­da­ta dall’allora sin­da­co Man­lio Man­to­vani e dal Regione per l’applicazione del famoso prin­ci­pio del «silen­zio-assen­so», era da con­sid­er­ar­si come inesistente per la dichiara­ta incos­ti­tuzion­al­ità, sac­nci­ta dal­la Supre­ma Corte, dei decreti legge isti­tu­iti. In con­seguen­za di tale pro­nun­ci­a­men­to, e cioè che ilPrg era da riten­er­si «fan­tas­ma», sareb­bero sta­ti dichiarate nulle tutte le con­ces­sioni e le autor­iz­zazioni edilizie rilas­ci­ate o in cor­so di rilas­cio. Si pen­si soltan­to alle imp­rese arti­giane, ai molti cit­ta­di­ni che han­no fino­ra edi­fi­ca­to, anche in pre­sen­za di even­tu­ali vari­anti. Di parere oppos­to, invece, i legali del Comune, gli avvo­cati Inno­cen­zo Gor­lani e Clau­dio Chi­o­la, e quel­li dell’impresa Gili­oli di Desen­zano, Gior­gio Alloc­ca e Gian­fran­co Fontana, che evi­den­te­mente han­no con­vin­to i giu­di­ci romani.