Allungato il percorso del «lavaggio» con getti d'acqua a pressione, più robusta la barriera verso il lago, niente pompe

Accordo con l’Enel contro le schiume della centrale

26/02/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

L’Enel ha pre­so una deci­sione in mer­i­to alle mis­ure di abbat­ti­men­to delle schi­ume prodotte dal­la cen­trale del Ponale, e l’ha comu­ni­ca­ta uffi­cial­mente nel­la gior­na­ta di ieri al vice Mat­teot­ti ed alla rap­p­re­sen­tan­za rivana. Il prog­et­to pro­pos­to dal­l’ar­chitet­to Dona­ti­ni subisce una mod­i­fi­ca, che in sostan­za con­sente all’Enel di risparmi­are il cos­to di instal­lazione e di manuten­zione delle due pompe pre­viste in orig­ine. Rias­sumen­do: per impedire la fuo­rius­ci­ta nel gol­fo delle mac­chie gial­las­tre si dove­va inter­venire in tre modi: una bar­ri­era più seria di quelle fino­ra poste in opera davan­ti agli scarichi del­la cen­trale; una serie di ugel­li fis­sati sul­la fac­cia infe­ri­ore del­la piattafor­ma che allargherà la passeg­gia­ta lun­go­la­go, capaci di sparare acqua a pres­sione sulle schi­ume dis­sol­ven­dole; un vas­cone cilin­dri­co di 9 metri di diametro in cui le schi­ume residue ven­gono con­vogli­ate dai get­ti d’ac­qua. Le pompe avreb­bero dovu­to spin­gere even­tu­ali residui nelle tubazioni delle acque nere, e quin­di nel depu­ra­tore. L’Enel ha pro­pos­to di allon­tanare d’u­na cinquan­ti­na di metri ver­so sud il vas­cone cilin­dri­co, in modo da rad­doppi­are o trip­li­care il «lavag­gio» con i get­ti d’ac­qua, evi­tan­do così il ricor­so alle pompe. Quel che res­ta, ammes­so che qual­cosa resti, finirà comunque nel vas­cone. La con­tro­pro­pos­ta del­l’Enel è sta­ta accetta­ta dal comune che però ha prete­so un’an­tic­i­pazione del­la fase sper­i­men­tale, già decisa per la pri­mav­era, des­ti­na­ta a ver­i­fi­care l’ef­fi­ca­cia del nuo­vo tipo di bar­ri­era. Mat­teot­ti ha chiesto che tut­to sia in fun­zione entro il Ven­erdì san­to, 18 aprile, per evitare che la pri­ma mas­s­ic­cia onda­ta di tur­isti, atte­si per il ponte di Pasqua, si tro­vi anco­ra a dover fare i con­ti con le mac­chie gial­las­tre gal­leg­gianti. L’au­men­to del­la tem­per­atu­ra pro­dur­rà la pro­lif­er­azione delle micro-alghe nel lago di Ledro con con­seguente frul­la­to nelle tur­bine: bisogn­erà arrestar­lo pri­ma che arrivi al largo.