Scongiurata l’ipotesi di sfratto. Il Comune si impegna a trovare nuovi locali per l’Asl

Accordo raggiunto: l’Anffas resta dov’è

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Di Luca Delpozzo

Schiari­ta nei rap­por­ti tra Azien­da ospedaliera e di Desen­zano. Così è più lon­tana l’eventualità di uno sfrat­to del­la coop­er­a­ti­va «La Casci­na», che dà lavoro a 38 dipen­den­ti (23 sono dis­abili), dai locali di pro­pri­età dell’Azienda, che comunque non ha mai par­la­to di cac­cia­re via la strut­tura dell’Anffas sit­u­a­ta ai pie­di dell’ospedale «Mon­te­croce»). Il Comune di Desen­zano si è impeg­na­to ad indi­vid­uare al più presto alcu­ni locali da asseg­nare all’Asl di Bres­cia, la quale, a sua vol­ta, liber­erebbe gli spazi occu­pati nel­la scuo­la infer­mieri. Ques­ta mossa con­sen­tirebbe così di pro­cedere all’ampliamento del­la strut­tura di for­mazione dell’azienda ospedaliera, altri­men­ti a ris­chio di non essere accred­i­ta­ta dal­la Regione, e allo stes­so tem­po di man­tenere i locali dove epsli­cano la loro attiv­ità i dis­abili del­la «Casci­na». L’annuncio è sta­to fat­to dal sin­da­co di Desen­zano, Fioren­zo Pien­az­za, che ieri mat­ti­na ha incon­tra­to il pres­i­dente del­l’Anf­fas locale, Gian­fran­co Bertolot­ti, e il diret­tore gen­erale dell’Azienda ospedaliera, Mau­ro Borel­li. «Un col­lo­quio cor­diale e pos­i­ti­vo allo stes­so tem­po — riferisce Pien­az­za — al ter­mine del quale abbi­amo rag­giun­to alcu­ni risul­tati impor­tan­ti da entrambe le par­ti. Ora ci sono tutte le pre­messe per­ché l’Anffas sia sal­va­guarda­to e man­ten­ga la sua pre­sen­za nei locali del­la casci­na. Ovvi­a­mente, l’Azienda ospedaliera e la stes­sa Anf­fas dovran­no rivedere la prece­dente con­ven­zione, ma cre­do che questo sia solo un det­taglio». Il pri­mo cit­tadi­no assi­cu­ra che «l’Amministrazione ha pre­so l’impegno di cer­care una soluzione in tem­pi rapi­di per ospitare gli uffi­ci dell’Asl di Bres­cia. In questo modo ver­ran­no liberati i locali del­la scuo­la infer­mieri. Erava­mo pre­oc­cu­pati, così come l’Anffas e il suo pres­i­dente pro­fes­sor Bertolot­ti, del­la situ­azione venu­tasi a creare. Il dis­cor­so di Borel­li, lo rib­adis­co, è sta­to chiaro». La polem­i­ca era esplosa alla vig­ilia di nel cor­so del­l’ul­ti­mo con­siglio comu­nale del 2003. In aula era rim­balza­ta la voce di una richi­es­ta fat­ta dall’Azienda ospedaliera all’Anffas di lib­er­are entro fine anno i locali occu­pati dal­la coop­er­a­ti­va, che svolge lavori di manun­ten­zione del verde nel­la zona. Una richi­es­ta det­ta­ta, come più tar­di spiegherà la direzione dell’ente san­i­tario, per sod­dis­fare alcune esi­gen­ze indero­ga­bili dell’Azienda: appun­to, il poten­zi­a­men­to del­la scuo­la infer­mieri. In caso con­trario, la Regione, non avrebbe con­ces­so l’accreditamento, cioè il via alle attiv­ità. Dall’aula con­sil­iare, la polem­i­ca si era ben presto este­sa con inevitabili strasci­chi anche di carat­tere politi­co. Un prob­le­ma di non facile soluzione al momen­to in cui si era pre­sen­ta­to, ma invece (e per for­tu­na) è preval­so il buon sen­so di tut­ti i pro­tag­o­nisti, a meno di sor­p­rese clam­orose dell’ultima ora. Il pat­ri­mo­nio comu­nale, da quel che si è appre­so, non dovrebbe ris­er­vare sor­p­rese. I locali insom­ma ver­ran­no trovati. Per i ragazzi del­la coop­er­a­ti­va, che svol­go­no un lavoro utile per la comu­nità ma, soprat­tut­to, per se stes­si, la grande pau­ra è fini­ta. Rimar­ran­no nel­la strut­tura a loro asseg­na­ta da tempo.

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