Tra i firmatari dell’intesa raggiunta al termine d’un anno di incontri anche il rivano Vincenzo Ceschini in rappreseza della Comunità del Garda, interessata a difendere le ragioni dell’economia turistica

Accordo sui prelievi di acqua dal lago Trovato un equilibrio fra le esigenze di Enel, Edison, Consorzi irrigui

24/02/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

L’eccezionale abbon­dan­za d’acqua nel Gar­da ha con­sen­ti­to agli enti inter­es­sati all’utilizzo del­la risor­sa idri­ca di con­clud­ere sen­za gli affan­ni d’una pos­si­bile emer­gen­za un accor­do sui pre­lievi. L’idrometro di Peschiera seg­na­va ieri 131 cen­timetri sopra lo zero con un pre­lie­vo di 70 metri cubi al sec­on­do. A metà feb­braio il lago ave­va toc­ca­to i 137, peri­colosa­mente vici­ni a quei 140 che rap­p­re­sen­tano, sec­on­do la nor­ma­ti­va vigente, il mas­si­mo inva­so nel peri­o­do pri­maver­ile. Nei due ulti­mi anni, tan­to per un con­fron­to, al 26 feb­braio il Gar­da era a quo­ta 68 nel 2007 ed a 73 nel 2008, pur essendo i pre­lievi molto bassi, sui 15 metri cubi al sec­on­do. Allo­ra era nec­es­sario far tesoro dell’acqua in vista del­la sete esti­va delle cam­pagne del man­to­vano, che nei suc­ces­sivi mesi di agos­to ave­va impos­to una disce­sa fino ad 8 cen­timetri, al di sot­to del min­i­mo con­sen­ti­to dalle dis­po­sizioni: ma le esi­gen­ze dell’agricultura ven­gono pri­ma di tut­to il resto, ambi­ente e tur­is­mo. Enel, Edi­son, agen­zia inter­re­gionale del Po e con­sorzi irrigui e di bonifi­ca, ossia tut­ti i fruitori dell’acqua del Gar­da, oltre alle cen­trali elet­triche, devono assi­cu­rare l’irrigazione di cir­ca cen­tomi­la ettari, la metà colti­vati a mais ed un 20% a pra­to: col­ture che richiedono gran­di quan­tità di acqua. In atte­sa che ven­ga poten­zi­a­to il sis­tema del­la microir­rigazione (che ora inter­es­sa lo 0,5% del ter­ri­to­rio, men­tre qua­si il 70% è ad asper­sione ed il 20% a scor­ri­men­to super­fi­ciale), i sogget­ti inter­es­sati han­no rag­giun­to, attra­ver­so un’analisi pre­cisa degli usi e delle disponi­bil­ità, un equi­lib­rio capace di sod­dis­fare, nei lim­i­ti del pos­si­bile, le moltepli­ci e con­trap­poste esi­gen­ze d’una risor­sa che è sem­pre più sfrut­ta­ta. L’accordo ‑siglato anche da Vin­cen­zo Ces­chi­ni per la - per il 2009 è facile, per­chè quest’anno l’eccezionale abbon­dan­za di neve in quo­ta prospet­ta sem­mai il peri­co­lo oppos­to, d’un liv­el­lo ecces­si­vo. Infat­ti già a feb­braio, quan­do non è anco­ra inizia­to il dis­ge­lo in quo­ta, il lago sfio­ra i 140 cen­timetri sopra lo zero, che gli stu­di degli esper­ti han­no indi­ca­to come liv­el­lo mas­si­mo da rag­giun­gere tra aprile e mag­gio. Le esi­gen­ze del­la cam­pagna, val­utabili sul­la base dei pre­lievi degli ulti­mi anni in cir­ca 300 mil­ioni di metri cubi, com­por­tano un abbas­sa­men­to intorno agli 80 cen­timetri del liv­el­lo dal momen­to che ogni cen­timetro equiv­ale a 3,7 mil­ioni di metri cubi. Se ad agos­to il lago dovesse scen­dere a quo­ta 60, sarebbe comunque nelle con­dizioni del­la pri­mav­era 2008, pri­ma che com­in­ci­asse il grosso dei pre­lievi.

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