In Consiglio comunale si è analizzata la situazione: per ora il pericolo è scongiurato. Nuovo serbatorio in zona Montecucco e i pozzi sono potenziati

Acqua, ai ripari per l’estate

24/04/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

di Nel­l’ul­ti­ma sedu­ta del con­siglio comu­nale di Gar­done Riv­iera si è par­la­to delle scarse pre­cip­i­tazioni inver­nali e del ris­chio di una nuo­va crisi idrica.Il vicesin­da­co di Gar­done Riv­iera, Euge­nio Mus­ciot­to, ha spie­ga­to che, a dif­feren­za del pas­sato, non esistono per ora grossi prob­le­mi, anche se la situ­azione va con­tin­u­a­mente mon­i­tora­ta e tenu­ta d’oc­chio, sen­za abbas­sare la guardia.Gli inter­rog­a­tivi sono sta­ti soll­e­vati dal­la mino­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del­la Casa delle lib­ertà. «Ricor­dan­do l’e­mer­gen­za che ha col­pi­to Gar­done Riv­iera nel­l’es­tate 2003 — ha chiesto il capogrup­po Ste­fano Vis­con­ti -, arrecan­do gravi dis­a­gi sia alla popo­lazione che ai tur­isti, vor­rem­mo conoscere i provved­i­men­ti pre­si per garan­tire un adegua­to riforn­i­men­to d’acqua, in vista del­l’im­mi­nente sta­gione esti­va, e le soluzioni pre­viste per ovviare a even­tu­ali situ­azioni di crisi».Musciotto ha ricorda­to che «il cir­co­lo idri­co inte­gra­to non è più di com­pe­ten­za dei Comu­ni, ma del­la Provin­cia, attra­ver­so l’A­to e, quin­di, i sub-ambiti (sul lago, il Con­sorzio , ndr), i quali devono garan­tire l’ap­provvi­gion­a­men­to di tutte le local­ità. Comunque sul­la base delle espe­rien­ze pas­sate abbi­amo già sol­lecita­to, dal mese di dicem­bre, l’ente gestore a con­trol­lare atten­ta­mente le por­tate. La fine dei lavori sul nuo­vo ser­ba­toio, in local­ità Mon­te­cuc­co, e il rifaci­men­to di alcune trat­te critiche dovreb­bero essere suf­fi­ci­en­ti. Ma se con­tin­ua la scar­sità di pre­cip­i­tazioni, la situ­azione potrebbe cam­biare. D’in­ver­no le sor­gen­ti ser­vivano (da sole) a tut­to il fab­bisog­no del paese. In questi mesi le abbi­amo dovute inte­grare con i pozzi, come se fos­si­mo in giugno».«Ora peschi­amo a 60 metri di pro­fon­dità — aggiunge l’asses­sore ai lavori pub­bli­ci, Ippoli­to Zani­ni -. E il numero delle pompe è aumen­ta­to da una a sei. Abbi­amo una disponi­bil­ità di 100 litri al sec­on­do. Il mas­si­mo del­la richi­es­ta, d’es­tate, nelle ore di pun­ta, è di 95 litri. Il peri­co­lo è cos­ti­tu­ito dal­l’ab­bas­sa­men­to del­la fal­da acquifera».In Munici­pio assi­cu­ra­no che la dram­mat­i­ca estate 2003 non si dovrebbe più riv­i­vere. Allo­ra la sic­c­ità e le alte tem­per­a­ture (almeno un’ot­tan­ti­na le gior­nate con più di 30°, il doppio rispet­to alla media), con un’altissi­ma evap­o­razione e un notev­ole aumen­to dei con­su­mi pro capite, provo­carono l’e­sauri­men­to delle fonti nei mesi di agos­to e set­tem­bre. La por­ta­ta delle sor­gen­ti scese da 40–50 litri al sec­on­do (144–180 metri cubi all’o­ra) ad appe­na 10–14 lt., e il poz­zo delle Gere, a S.Michele, sca­v­a­to nel ’73, in gra­do di dare 20–25 lt., dovette «fare gli straordinari».La pun­ta di mas­si­ma neces­sità (tra le ore 12 e le 13, e nel tar­do pomerig­gio), sem­pre aggi­ratasi sui 47 litri, ebbe un’im­pen­na­ta fino a 71. Ma in segui­to al con­tin­uo aumen­to dei con­su­mi la fal­da com­in­ciò ad abbas­sar­si, cre­an­do prob­le­mi di pescag­gio alle pompe, nel poz­zo leg­ger­mente inclinato.Gli ammin­is­tra­tori comu­nali furono costret­ti a ricor­rere alla dit­ta Medegh­i­ni, ai , ai Vig­ili del fuo­co di e ad altri grup­pi per l’ap­provvi­gion­a­men­to con auto­bot­ti. La di Tren­to fornì un pota­bi­liz­za­tore, in modo da prel­e­vare acqua anche dal lago.Negli anni seguen­ti si è per­fo­ra­to un altro poz­zo in local­ità Gere, a una trenti­na di metri da quel­lo esistente, sino a una pro­fon­dità di 60 metri: pesca nel­l’alveo del tor­rente Bar­bara­no e ha dato buoni risul­tati di por­ta­ta. Altri pozzi sono sta­ti sca­v­ati di fronte al cin­e­ma Cas­inò (nel­la val­let­ta delle Fraole, che rac­coglie tut­ti i flus­si dal monte) e nel­la valle del Ceri­o­lo, tra Mon­te­cuc­co e Tres­ni­co. Lì c’è acqua in super­fi­cie, tan­to da scor­rere nel­l’u­ni­co rio non asciutto.La ril­e­vante costruzione di con­do­mi­ni, col notev­ole aumen­to di con­su­mi, è sta­ta sot­to­va­l­u­ta­ta da tut­ti, al pari del­l’ir­rigazione dei gia­r­di­ni, che dovreb­bero rifornir­si in maniera autono­ma o usufruire del­l’ac­qua del Gar­da, non di quel­la pota­bile. Per il futuro rimane val­i­da l’idea di una rete alter­na­ti­va: col­lo­care cioè una pre­sa a lago, in gra­do di servire Toscolano Mader­no, Gar­done Riv­iera e Salò nei momen­ti di mag­giore dif­fi­coltà, come già suc­cede a S.Felice, Maner­ba, Moni­ga e Desenzano.