Rimane lo stato d’allarme sul lago: a Peschiera il livello è ancora attestato oltre un metro e mezzo sopra il limite normale

Acqua alta, Mantova non ha colpe

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Di Luca Delpozzo

Rimane molto alto il liv­el­lo delle acque del lago di Gar­da. Ieri mat­ti­na era attes­ta­to a quo­ta 172 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera. Soltan­to due cen­timetri in meno rispet­to alla quo­ta di mas­si­ma rag­giun­ta mart­edì scor­so e questo nonos­tante il con­sis­tente deflus­so man­tenu­to alla por­ta­ta di 190 metri cubi-sec­on­do. Res­ta per­tan­to lo sta­to di allarme, soprat­tut­to dopo che è sta­ta annun­ci­a­to l’ar­ri­vo di una nuo­va per­tur­bazione con pre­viste con­sis­ten­ti piogge anche nel­la zona del baci­no embrif­ero Sar­ca-Gar­da. Sal­go­no nel con­tem­po le proteste degli abi­tan­ti e oper­a­tori eco­nomi­ci pre­oc­cu­pati di una situ­azione ritenu­ta insosteni­bile con prob­a­bil­ità di aggravar­si ulte­ri­or­mente con il man­i­fes­tar­si di for­ti ven­ti locali e preved­i­bili lagheg­giate. Nel­la recente riu­nione svoltasi in prefet­tura la situ­azione è sta­ta mes­sa a fuo­co dai sin­daci dei Comu­ni lacus­tri che han­no chiesto lo sta­to di calamità. «Trat­te­nen­do il più pos­si­bile le acque» — ha det­to il sin­da­co di Lazise Luca Sebas­tiano — «il baci­no del Gar­da con­tribuisce in maniera notev­ole alla sal­va­guardia delle gente che risiede lun­go le sponde del Po e del­l’Adi­ge. Atten­zione che riten­go gius­ta con­sid­er­a­to che non esistono rischi ma solo dis­a­gi per le popo­lazioni del Gar­da. Dis­a­gi e dan­ni che però devono esser­ci gius­ta­mente riconosciu­ti nel­la loro entità». «Durante la riu­nione in prefet­tura», inter­viene Aris­tide Avanzi­ni asses­sore ai lavori pub­bli­ci di Bar­dolino, «i Comu­ni del­la spon­da veronese han­no fat­to fronte uni­co. E’ sta­to chiesto alla Giun­ta regionale di inoltrare al Gov­er­no la doman­da di sta­to di calamità. Un modo per con­sen­tire alle ammin­is­trazioni garde­sane di decidere su even­tu­ali spese stra­or­di­nar­ie, urgen­ti e nec­es­sarie sen­za per questo essere sot­to­poste ai nor­mali pas­sag­gi burocratici».

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