Guerra dichiarata ai pennuti: troppo numerosi cigni, oche e anatre

Acqua del lago sporca e Gamba propone la soluzione

22/08/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
p.t.

«Ghe pen­si mi» dice­va un famoso per­son­ag­gio in uno dei carosel­li più noti degli anni ses­san­ta, ma, in sin­te­si, è anche quel­lo che il Coor­di­na­men­to degli impren­di­tori del bas­so Sar­ca man­da a dire al comune di Riva, offren­dosi di risol­vere i prob­le­mi derivan­ti dal­l’e­sor­bi­tante numero di pen­nu­ti pre­sen­ti nelle acque del lago. Centi­na­ia di cig­ni, ana­tre e oche che, in questi giorni, ven­gono addi­tati come prin­ci­pali respon­s­abili del­l’in­quina­men­to delle acque ril­e­va­to dalle autorità san­i­tarie. «La situ­azione è ormai insosteni­bile — spie­ga Fran­co Gam­ba, pres­i­dente del­l’U­nione Com­mer­cio Tur­is­mo e del coor­di­na­men­to impren­di­tori, Fran­co Gam­ba — e occorre fare qual­cosa subito, pri­ma che sia trop­po tar­di. L’ac­qua nei pres­si delle spi­agge rivane e tor­bolane è in con­dizioni ter­ri­bili: piume, ster­co e seg­ni poco grade­voli del­la pre­sen­za degli uccel­li. All’am­min­is­trazione, che ben si è mossa nel pre­venire i gavet­toni in spi­ag­gia, chiedi­amo di fare altret­tan­to con­tro chi nutre i pen­nu­ti. Multe, multe salate a chi, nonos­tante ormai da anni sia vieta­to far­lo, si osti­na a dar da man­gia­re agli uccel­li. Una provo­cazione: chi tira i gavet­toni paga una mul­ta di 800 mila lire? Fac­ciamo pagare un mil­ione e sei­cen­tomi­la a chi dis­tribuisce pane alle ana­tre. Inten­di­amo­ci — con­tin­ua Gam­ba — io amo gli ani­mali e mi piace anche osser­var­li, ma la situ­azione è gravis­si­ma sia dal pun­to di vista esteti­co che da quel­lo, sicu­ra­mente più impor­tante, igien­i­co. Chi fa il bag­no, oltre a dover fare i con­ti con ana­tre e cig­ni che nuotano a pochi cen­timetri dal­la pro­pria tes­ta, rischia di uscire dal­l’ac­qua com­ple­ta­mente insoz­za­to. È nec­es­sario tute­lare la salute dei tur­isti, insom­ma, ma soprat­tut­to quel­la dei rivani che fre­quen­tano abit­ual­mente le spi­agge e, per questo moti­vo, ci offri­amo di com­piere a nos­tre spese la pulizia del lago, affi­dan­do il com­pi­to a ditte spe­cial­iz­zate. Le pos­si­bil­ità sono due: cat­turare gli uccel­li e trasferir­li in zone più adat­te ad accoglier­li o pro­cedere all’ab­bat­ti­men­to di una parte di loro. So che quest’ul­ti­ma ipote­si non farà piacere a qual­cuno e anche io stes­so preferirei evi­tar­la, ma la situ­azione è tale che non si può ter­giver­sare oltre. Nes­suna polem­i­ca o crit­i­ca con­tro il comune, sia chiaro, ma sem­plice­mente l’of­fer­ta di col­lab­o­razione: in 48 ore siamo sicuri di risol­vere il prob­le­ma. D’al­tra parte — con­clude Gam­ba — è inutile spendere centi­na­ia di mil­ioni per la pro­mozione tur­is­ti­ca e, poi, non risol­vere un prob­le­ma sim­i­le. Un prob­le­ma che rap­p­re­sen­ta sen­za dub­bio una mac­chia per l’im­mag­ine del­la zona.

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