Il presidente Zanetti dell’Azienda gardesana servizi chiede ai Comuni più collaborazione. Sversamenti in calo, spariscono le spiagge chiuse alla balneazione

Acqua, il collettore sta meglio

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

L’Azienda Garde­sana Servizi — ente gestore del col­let­tore del­la spon­da veronese del e, insieme al Con­sorzio Gar­da Uno, del depu­ra­tore con­sor­tile di Peschiera del Gar­da — guar­da con ottimis­mo al futuro, «sul­la base delle prog­et­tazioni in essere e ancor di più dei risul­tati già con­se­gui­ti», dice il pres­i­dente Vit­tori­no Zanet­ti. «Il col­let­tore real­iz­za­to in orig­ine era insuf­fi­ciente e obso­le­to, ad esem­pio per la tipolo­gia dei mate­ri­ali uti­liz­za­ti che oggi sareb­bero cer­ta­mente diver­si; ma non è mai sta­to pieno di buchi o in una situ­azione così dev­as­ta­ta da far pen­sare all’impossibilità di apportare dei cor­ret­tivi. Ed è ciò che è sta­to fat­to in questi anni, uti­liz­zan­do anche tec­nolo­gie decisa­mente inno­v­a­tive, che ci han­no con­sen­ti­to di arrivare ad un risana­men­to del­la strut­tura con con­seguen­ti gran­di van­tag­gi ges­tion­ali». «Gli inter­ven­ti fat­ti», come il rad­doppio del trat­to che va da Pun­ta San Vig­ilio a Cisano e la mes­sa in fun­zione di quel­lo tra le local­ità Per­golana e Piop­pi, «uni­ta­mente all’obiettivo pri­mario che è quel­lo del poten­zi­a­men­to del depu­ra­tore con­sor­tile, con­tribuiran­no sicu­ra­mente a ridurre anco­ra il prob­le­ma degli sver­sa­men­ti, che pure si è già notevol­mente ridi­men­sion­a­to: non è un caso, infat­ti, che sulle nos­tre spi­agge non siano sta­ti pre­si provved­i­men­ti di divi­eto di bal­neazione, a tes­ti­mo­ni­an­za del­la qual­ità delle acque», spie­ga l’ingegner Pao­lo Varot­to, diret­tore gen­erale dell’ sino alla recente nom­i­na di Alber­to Ardieli. Una qual­ità prog­et­tuale sup­por­t­a­ta da quel­la rel­a­ti­va alla stes­sa attiv­ità, che viene for­ni­ta dall’impianto gra­zie al sis­tema di tele­con­trol­lo, attra­ver­so il quale le emer­gen­ze ven­gono gestite qua­si in via pre­ven­ti­va. «In questi ulti­mi due anni non vi è sta­ta una seg­nalazione da parte degli uten­ti; il che sig­nifi­ca che siamo rius­ci­ti ad inter­venire pri­ma che ci fos­se la percezione del prob­le­ma». Un trend pos­i­ti­vo che dura da tre anni e che è frut­to di un’accurata pro­gram­mazione. Ma quali sono, allo­ra, gli osta­coli che restano da super­are? «Il prob­le­ma prin­ci­pale res­ta, sen­za dub­bio, quel­lo del­la sep­a­razione tra le acque nere e le acque bianche», sot­to­lin­ea Zanet­ti, «e purtrop­po sono assai poche le reti fog­nar­ie dei Comu­ni pre­dis­poste per questo; inoltre gli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci non han­no l’abitudine di inter­pel­lar­ci in sede di approvazione delle urban­iz­zazioni: eppure l’incremento di migli­a­ia di uten­ze del­la zona lago ha inevitabil­mente qualche inci­den­za anche sull’attività del nos­tro impianto, così come sul depu­ra­tore con­sor­tile e via dicen­do. L’ideale sarebbe pen­sare pri­ma a garan­tire i servizi e soltan­to poi a costru­ire». «Ma di questi aspet­ti si par­la, invece, sola­mente in occa­sione di fat­ti di cronaca mag­a­ri spi­acevoli; solo allo­ra i riflet­tori si accen­dono su di noi nonos­tante la nos­tra attiv­ità sia, cre­do, una tra quelle mag­gior­mente mon­i­torate dagli enti pre­posti, a com­in­cia­re dall’Arpav, con la quale col­la­bo­ri­amo rego­lar­mente». «Noi sti­amo lavo­ran­do, e da tem­po, per adeguare alle esi­gen­ze attuali il sis­tema di col­let­ta­men­to del­la spon­da veronese, analoga­mente a quan­to si sta facen­do per il depu­ra­tore con­sor­tile e, in genere, per i sis­te­mi di ges­tione delle acque, vera grande sfi­da del futuro. Per quan­to riguar­da il Gar­da», con­clude il pres­i­dente dell’Ags, «pen­so che un ulte­ri­ore pas­so in avan­ti potrà venire solo dal­la ges­tione uni­taria di questo ambito, attra­ver­so un’unica autorità di bacino».

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