Stasera in sala consiliare il primo degli incontri della Comunità del Garda, prossimo appuntamento il 5 dicembre. Interverranno il rettore di Ca’ Foscari Pier Francesco Ghetti e il poeta Franco Loi

«Acqua», meditazione tra poesia e cultura

21/11/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Quale pos­to migliore per par­lare d’acqua, del­la cit­tad­i­na che ha dato il pro­prio nome al più grande dei laghi ital­iani? Oggi a Gar­da si par­la pro­prio di acqua. Ma atten­zione: non di liv­el­li del lago, di irrigazione, di acque­dot­ti o di inquina­men­to. Si dis­cute del con­cet­to cul­tur­ale, qua­si filosofi­co, dell’esistenza liq­ui­da. E a trat­tarne sono il mag­nifi­co ret­tore dell’ Cà Fos­cari di Venezia, Pier Francesco Gheti, e il poeta Fran­co Loi. Il pri­mo, introdot­to dal pres­i­dente del­la , , trat­terà di «Acque libere, acque pri­gion­iere», l’altro, inter­vis­ta­to dal gior­nal­ista Erman­no Paccagni­ni del Cor­riere del­la Sera , si sof­fer­merà sul­la «Pro­fon­dità dell’acqua». L’appuntamento è per le ore 20.30, nel­la sala con­sil­iare del munici­pio, sul lun­go­la­go. A pro­porre quest’inconsueto, sti­molante incon­tro è la Comu­nità del Gar­da che, in occa­sione dell’anno inter­nazionale dell’acqua, sot­to l’egida dell’Onu e in col­lab­o­razione con i Comu­ni di Gar­da, Salò, Desen­zano e Riva, con la Comu­nità mon­tana del Par­co dell’Alto Gar­da Bres­ciano e con l’, ha vara­to il prog­et­to inti­to­la­to, man­co a far­lo appos­ta, «Acqua», una serie di occa­sioni di rif­les­sione «a tu per tu con i pro­tag­o­nisti del­la scien­za, del­la teolo­gia, del­la cul­tura e del dirit­to», con il coor­di­na­men­to di Car­la Tono­li. Si com­in­cia ques­ta sera a Gar­da e si chi­ude il 10 feb­braio a Riva, con la pre­sen­za del­lo scrit­tore Clau­dio Magris. Di tem­atiche idriche è cer­ta­mente esper­to il pro­fes­sor Ghet­ti, pre­sente alla ses­sione garde­sana di oggi. Elet­to quest’anno ret­tore di Cà Fos­cari, è sta­to diret­tore del dipar­ti­men­to di scien­ze ambi­en­tali del­la stes­sa uni­ver­sità e ha inseg­na­to ecolo­gia appli­ca­ta, val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale, anal­isi dei sis­te­mi eco­logi­ci ed ecolo­gia delle acque interne. Ha diret­to prog­et­ti del Cnr sug­li indi­ca­tori bio­logi­ci di qual­ità dei fiu­mi ital­iani, ha lavo­ra­to ad esa­mi qual­i­ta­tivi sui cor­si d’acqua tedeschi ed ingle­si. Per la Fon­dazione Agnel­li ha redat­to due preziosi man­u­ali sul­la dife­sa delle coste e dei fiu­mi. Il Gar­da lo conosce molto bene, tant’è che è sta­to pro­tag­o­nista del­la mis­sione Pic­card, final­iz­za­ta allo stu­dio dei fon­dali lacus­tri. Anche Fran­co Loi è uomo d’acqua, almeno per le orig­i­ni: è nato in riva al mare, a Gen­o­va, da una famiglia sar­da. Vive però a , cit­tà di cui ha adot­ta­to il dialet­to, e delle lingue locali in è sta­to a lun­go fau­tore sulle colonne dell’inserto let­ter­ario del Sole 24 ore . Il suo lin­guag­gio poet­i­co nasce pro­prio da una con­tin­ua, appas­sion­a­ta fusione di ele­men­ti lin­guis­ti­ci ger­gali e dialet­tali, spes­so prove­ni­en­ti dall’esperienza con­tad­i­na, tal­vol­ta rein­ven­tati, a servizio dell’espressività dei ver­si. Dopo le rac­colte I cart e Poe­sie d’amore , si è affer­ma­to soprat­tut­to con Stròlegh (la pre­fazione era di Fran­co For­ti­ni), usci­to nel 1975 per Ein­au­di, la casa editrice che ha ora in preparazione un’antologia del­la sua pro­duzione poet­i­ca. Le sue poe­sie sono state tradotte in Ger­ma­nia, Fran­cia, Spagna, Olan­da, Gre­cia, Irlan­da, Rus­sia, Sta­ti Uniti.