Al via una serie di incontri con gli stakeholders per entrare nel merito dell’impianto e valutarne possibili miglioramenti, ma anche per spiegare che un depuratore non crea problemi ambientali, bensì li risolve.

Acque Bresciane: rivedremo il progetto alla luce delle prescrizioni Ministeriali

Di Redazione

Dopo che la Cab­i­na di Regia del Min­is­tero ha sanci­to la pos­si­bil­ità di pros­eguire con l’iter tec­ni­co e ammin­is­tra­ti­vo sul prog­et­to del depu­ra­tore, riconoscen­do la valid­ità delle con­sid­er­azioni tec­niche for­nite, Acque Bres­ciane vuole sot­to­lin­eare alcu­ni pun­ti fondamentali.

Abbi­amo let­to sui gior­nali l’esito del­la Cab­i­na di regia di mer­coledì – spie­ga il pres­i­dente Gian­lu­ca Del­bar­ba -. Ora i nos­tri tec­ni­ci avran­no il com­pi­to di val­utare come armo­niz­zare le pre­scrizioni, una vol­ta rese note nel det­taglio, assumen­dole nel prog­et­to defin­i­ti­vo”.

In vista del­la Con­feren­za dei servizi e del­la Val­u­tazione d’impatto ambi­en­tale, in capo alla Provin­cia, Acque Bres­ciane può assumere un ruo­lo più atti­vo nel­la pre­sen­tazione e nell’elaborazione del progetto.

E’ quel­lo che inten­di­amo fare – pros­egue Del­bar­ba – incon­tran­do gli stake­hold­ers, spie­gan­do il prog­et­to nel det­taglio ma soprat­tut­to andan­do a vis­itare alcu­ni nos­tri impianti sim­ili. L’idea del depu­ra­tore come di un impianto inquinante, se può essere com­pre­sa da un pun­to di vista psi­co­logi­co, non regge se si vede con i pro­pri occhi come fun­ziona, quan­ti con­trol­li eseguiamo, l’assenza di odori e sostanze chimiche. Non si trat­ta di un pro­dut­tore di veleni, ma di qual­cosa che li elim­i­na tute­lando l’ambiente”.

Le prossime set­ti­mane servi­ran­no quin­di a val­utare quali mod­i­fiche intro­durre nel prog­et­to defin­i­ti­vo. “Rispet­to il ruo­lo dei sin­daci e le loro pre­oc­cu­pazioni e sono con­sapev­ole che potreb­bero decidere di pros­eguire con altre forme la loro battaglia, ma sarebbe una grande occa­sione spre­ca­ta se si pro­cedesse nel muro con­tro muro, invece di entrare nel mer­i­to di cosa si può cam­biare e come. È emer­so chiara­mente che il sis­tema Chiese ha delle fragilità, sedi­amo­ci attorno a un tavo­lo e affron­ti­amole insieme”, con­clude Delbarba.