Si è conclusa positivamente la giornata del monitoraggio in 65 diversi punti sul Garda. Ampi consensi anche dall’Ente del turismo tedesco. L’Agenzia regionale chiede l’ampliamento del depuratore di Peschiera

Acque del lago, il sì dei tecnici

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Lo sta­to di salute delle acque del lago è otti­mo: lo dicono i risul­tati dei pre­lievi peri­od­i­ci effet­tuati dall’Arpav di Verona. Di questi esi­ti pos­i­tivi ne ben­e­fi­ciano le local­ità del­la riv­iera veronese garde­sana, tutte aperte alla bal­neazione. Una con­dizione più che sod­dis­facente alla quale ha con­tribuito anche il poten­zi­a­men­to dell’impianto di col­let­ta­men­to sub­lacuale e il by-pass, entra­to in fun­zione nel 2005, che con­voglia nel Min­cio gli scarichi in emer­gen­za, quel­li che il depu­ra­tore di Peschiera non riesce a proces­sare. E’ questo il quadro emer­so ieri dal­la gior­na­ta di mon­i­tor­ag­gio delle acque di bal­neazione del lago ese­gui­ta dall’Agenzia regionale per la pre­ven­zione e pro­tezione ambi­en­tale del Vene­to che presto aprirà una sede dis­tac­ca­ta del suo «Uffi­cio ». «Sono un grande esti­ma­tore di quest’area, e mi fa par­ti­co­lar­mente piacere rice­vere, sul mio tavo­lo, report quo­tid­i­ani dei miei tec­ni­ci che indi­cano una situ­azione più che buona: un dato che é la migliore rispos­ta pos­si­bile ai fini dell’economia tur­is­ti­ca», sot­to­lin­ea Andrea Dra­go, diret­tore gen­erale dell’Arpav. «E’ altret­tan­to chiaro, però, che a questo si è arrivati anche gra­zie al miglio­ra­men­to dell’impianto di col­let­ta­men­to e alla real­iz­zazione del by-pass che scar­i­ca diret­ta­mente nel Min­cio. Oggi pos­si­amo dire che nel­la zona veronese si scar­i­ca cir­ca il 10% di quel­lo che si scar­i­ca­va nel 2003. Ma ques­ta non può essere la soluzione che garan­tisce la qual­ità dell’acqua del Gar­da: occorre portare a ter­mine quan­to pri­ma l’ampliamento del depu­ra­tore di Peschiera». La salute del lago di Gar­da viene mon­i­tora­ta dai tec­ni­ci dell’Arpav di Verona con serie diverse di esa­mi. E anche quest’anno la situ­azione sem­bra più che buona per la salute di tur­isti e res­i­den­ti. «Per la bal­neazione, la sta­gione delle cam­pi­ona­ture inizia il pri­mo di aprile e ter­mi­na il 30 set­tem­bre», spie­ga Gior­gio Franzi­ni, biol­o­go respon­s­abile dell’Ufficio lago di Gar­da del dipar­ti­men­to Arpav Verona. «Dob­bi­amo effet­tuare un min­i­mo di dod­i­ci pre­lievi, cosid­det­ti routi­nari, che soli­ta­mente sono due per ogni mese. I pun­ti di cam­pi­ona­men­to sono 65, tra Peschiera e Mal­ce­sine, tut­ti indi­vid­uati dal­la Regione». Per eseguire questi test i tec­ni­ci escono con un’imbarcazione e prel­e­vano una sor­ta di «bot­tiglia» di acqua trenta cen­timetri sot­to il pelo dell’acqua. Il liq­ui­do prel­e­va­to viene invi­a­to in lab­o­ra­to­rio per la con­ta dei micror­gan­is­mi even­tual­mente pre­sen­ti (col­ifor­mi fecali, col­ifor­mi totali, strep­to­coc­chi fecali, escherichia coli). Un’altra parte del­la stru­men­tazione uti­liz­za­ta dall’Arpav serve, invece, per la mis­urazione sul pos­to di altri para­metri: la tem­per­atu­ra dell’acqua, dell’aria, l’ossigeno dis­ci­olto il Ph (acid­ità) dell’acqua. «Questi dati ven­gono inser­i­ti in un apposi­ti mod­uli e insieme ai risul­tati del lab­o­ra­to­rio inviati alla nos­tra sede di Pado­va e quin­di in regione. Da qui partono per il min­is­tero del­la Salute», spie­ga anco­ra Franzi­ni. L’eventuale pre­sen­za di para­metri fuori dal­la nor­ma viene seg­nala­ta ai Comu­ni di per­ti­nen­za che fan­no scattare i divi­eti di bal­neazione e una serie di con­trol­li sup­ple­tivi da parte dell’Arpav. La bal­neazione viene ripristi­na­ta con due pre­lievi routi­nari con­sec­u­tivi con esi­to nor­male. Oltre alla bal­neazione, l’Arpav esegue, lun­go tut­to l’arco dell’anno, mon­i­tor­ag­gi per la cosid­det­ta «sorveg­lian­za algale e lim­no­log­i­ca». «Anche in questo caso abbi­amo reg­is­tra­to risul­tati pos­i­tivi: i liv­el­li, anche se in aumen­to, sono nel­la nor­ma», dice Franzi­ni, «e nel­la parte veronese del Gar­da non ci sono state fior­i­t­ure pre­oc­cu­pan­ti come era, invece, accadu­to in anni prece­den­ti». Un quadro sod­dis­facente, dunque, che ha rice­vu­to i con­sen­si anche dall’Ente del tur­is­mo tedesco. «Da qualche tem­po, a fine sta­gione, arri­va per iscrit­to un doc­u­men­to di apprez­za­men­to non solo per la qual­ità delle acque del lago», con­fer­ma Attilio Tac­coni, diret­tore di Arpav Verona, «ma anche per la rig­orosità dei nos­tri meto­di di con­trol­lo. Per noi tec­ni­ci un riconosci­men­to importante».

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