L’assemblea Ato ha affidato il servizio per la zona del Garda al consorzio Garda Uno. Il programma prevede l’80% degli interventi entro il 2020

Acque e depurazione, si va

15/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

La rior­ga­niz­zazione del servizio idri­co inte­gra­to dell’Ato ha reg­is­tra­to una tap­pa deci­si­va. Negli ulti­mi mesi, il Comi­ta­to ristret­to e la seg­rete­ria tec­ni­ca han­no per­fezion­a­to i doc­u­men­ti che ave­vano scel­to di ripar­tire l’Ato in tre aree omo­ge­nee (i tre baci­ni del Gar­da, del Mel­la-Chiese — con la cit­tà, la pia­nu­ra cen­trale, la Valle Sab­bia e la Valle Trompia — e dell’Oglio, com­pren­dente la Fran­ci­a­cor­ta, la pia­nu­ra ovest, il Sebi­no e la Valle Camon­i­ca) e di scegliere le forme ges­tion­ali più idonee. Il lavoro si è con­cretiz­za­to nel­la redazione defin­i­ti­va del Piano d’Ambito, approva­to dall’assemblea. Rap­p­re­sen­ta lo stru­men­to che gui­da la real­iz­zazione degli inves­ti­men­ti nei prossi­mi anni al fine di ren­dere il servizio di acque­dot­to, fog­natu­ra e effi­ciente, effi­cace e omo­ge­neo sull’intero ter­ri­to­rio provin­ciale. Il Piano d’Ambito sin­te­tiz­za lo sta­to di fat­to delle infra­strut­ture, iden­ti­f­i­can­do le prin­ci­pali crit­ic­ità e indi­vid­uan­do modal­ità e tem­pi per porvi rime­dio. Le crit­ic­ità, come è noto, sono in larga misura pre­sen­ti nel set­tore fog­natu­ra e depu­razione, dove si evi­den­zia la neces­sità di inter­venire per esten­dere la rete fog­nar­ia a tut­ta la popo­lazione res­i­dente, poten­ziare ed adeguare gli impianti di depu­razione esisten­ti, com­pletare i gran­di sche­mi di col­let­ta­men­to. Ma anche per gli acque­dot­ti occorre razion­al­iz­zare le reti esisten­ti, favoren­do le inter­con­nes­sioni e amplian­do i ser­ba­toi di com­pen­so; risol­vere i prob­le­mi di qual­ità legati alla pre­sen­za di sostanze non in lin­ea con i val­ori pre­visti dal­la nor­ma­ti­va. Il pro­gram­ma degli inter­ven­ti con­tenu­to nel Piano d’Ambito è ambizioso. Al tredices­i­mo anno (nel 2020) si prevede la real­iz­zazione dell’80 per cen­to, 550 mil­ioni di euro, del monte com­p­lessi­vo dell’investimento, sti­ma­to in più di 700 mil­ioni di euro. E al 25° anno, nel 2032, la qua­si total­ità dell’investimento risul­terà eco­nomi­ca­mente ammor­tiz­za­ta. Con­sente di prevedere uno svilup­po tar­if­fario nel tem­po che rimar­rà al di sot­to del­la media nazionale. Per­me­tte, inoltre, di adottare le oppor­tune e nec­es­sarie com­pen­sazioni tra le diverse zone, par­ti­co­lar­mente in favore dei ter­ri­tori mon­tani. Con­sente infine di sgravare i Comu­ni del deb­ito annuale per le opere già real­iz­zate. L’assemblea ha provve­du­to ad affi­dare l’area omo­ge­nea garde­sana a , soci­età intera­mente pub­bli­ca parte­ci­pa­ta dai Comu­ni, che già gestisce l’impianto di depu­razione per la spon­da bres­ciana e veronese. Le delibere sono state approvate da cir­ca 130 Comu­ni, con nes­sun voto con­trario e con il 70 per cen­to dei voti cor­rispon­den­ti ai 206 Comu­ni e alla Provin­cia. «Desidero esprimere grat­i­tu­dine ver­so tut­ti i sin­daci che han­no con­vin­tamene approva­to il prog­et­to — ha det­to il pres­i­dente del­la Provin­cia e del­la Con­feren­za d’Ambito Alber­to Cav­al­li — e ver­so i com­po­nen­ti del Comi­ta­to ristret­to, rap­p­re­sen­tan­ti di aree geogra­fiche ma anche di scelte politiche diverse, che han­no oper­a­to con grande impeg­no e sin­to­nia al servizio del­la comu­nità bresciana».

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