Stagione balneare al via. Spiagge affollate per il gran caldo, ma situazione differenziata sui laghi. La «maglia nera» per due lidi a Padenghe e due a Peschiera

Acque gardesane in buona salute

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Il pri­mo aut­en­ti­co fine set­ti­mana con sole e tem­per­a­ture estive ha fat­to reg­is­trare sui laghi bres­ciani un immag­in­abile assalto alle spi­agge. Per i gestori degli sta­bil­i­men­ti bal­n­eari un sospiro di sol­lie­vo dopo un mag­gio e un inizio di giug­no pres­soc­chè dis­as­trosi a causa del mal­tem­po, che ave­va tenu­to lon­tani i tur­isti. In crisi era fini­ta anche la cat­e­go­ria dei noleg­gia­tori di moto­scafi, con i mag­giori pic­chi nel mese di mag­gio. I bag­nan­ti han­no, inoltre, trova­to una piacev­ole sor­pre­sa, che per­al­tro è una costante da almeno da alcu­ni anni a ques­ta parte: un miglio­ra­men­to del­la qual­ità delle acque bal­ne­abili. Scon­ta­to che quelle di Sirmione lo fos­sero da un pez­zo (pro­prio saba­to scor­so la Fed­er­azione Euro­pea per l’Am­bi­ente ha con­seg­na­to uffi­cial­mente la agli ammin­is­tra­tori comu­nali), i tur­isti han­no mostra­to di gradire una con­dizione di mag­gior sicurez­za delle acque dei tre laghi bres­ciani, ad eccezione di quelle del Sebi­no dove la situ­azione non è, purtrop­po, delle migliori. Pro­prio su questo tema l’asses­sore provin­ciale al Tur­is­mo, , ha con­fer­ma­to che «la Provin­cia sta seri­amente pren­den­do in esame un piano di risana­men­to del lago di Iseo, per por­tar­lo agli stes­si liv­el­li di quel­lo di Gar­da». E per arrivare ai sig­ni­fica­tivi tra­guar­di bena­cen­si si dovrà inve­stire nel poten­zi­a­men­to del sis­tema di depu­razione e nel com­ple­ta­men­to di quel­lo fog­nario, sen­za perdere d’oc­chio i cor­si d’ac­qua attra­ver­so i quali, spes­so, finis­cono a lago sostanze inquinan­ti di ogni genere. Benis­si­mo stan­no, invece, il Gar­da e l’Eridio (in rego­la tutte le 17 local­ità mon­i­torate), con pochissime eccezioni per il pri­mo. Ricapi­tolan­do, sul lago di Iseo abbi­amo 7 spi­agge (su un totale di 17) non bal­ne­abili men­tre una spi­ag­gia (quel­la del cam­po sporti­vo di Marone) è preclusa ai bag­nan­ti. Si trat­ta di un divi­eto tas­sati­vo e sen­za pos­si­bil­ità di appel­lo, almeno per il momen­to, in quan­to, come spie­gano all’Asl di Bres­cia, «il divi­eto è scat­ta­to sul­la base del­la val­u­tazione degli esi­ti analiti­ci del­la prece­dente sta­gione 2001». Le altre, invece, potran­no ridi­ventare bal­ne­abili qualo­ra il prossi­mo check-up dovesse risultare favorev­ole. Stes­so dis­cor­so vale per le spi­agge del Gar­da dove, sec­on­do il bol­let­ti­no del­la , ce ne sono quat­tro precluse alla bal­neazione: a Padenghe (local­ità S.Giulia e Por­to) e a Peschiera, sul­la spon­da veronese (lun­go­la­go Garibal­di e local­ità Palaz­zo 2). Infine, una sola spi­ag­gia, a S. Francesco (Desen­zano) è indi­ca­ta come «non bal­ne­abile». Da notare che sul Gar­da sono ben 125 i pun­ti con­trol­lati dalle Asl di Bres­cia, Verona e Tren­to. Altra novità piacev­ole trova­ta dai bag­nan­ti è sta­ta l’ec­cezionale tem­per­atu­ra del­l’ac­qua: qua­si 25 gra­di, men­tre quel­la ester­na ha sfio­ra­to i 30. Miglio­ra, inoltre, grad­ual­mente la situ­azione delle due spi­agge di Salò, sulle quali fino alla scor­sa sta­gione sem­bra­va si fos­se abbat­tuta una maledi­zione. Infat­ti, per diver­si anni, il cartel­lo di divi­eto ai bag­ni era prati­ca­mente fis­so. Evi­den­te­mente, anche il Comune di Salò è rius­ci­to a real­iz­zare degli inter­ven­ti che s ono risul­tati deci­sivi. E’ doveroso, infine, com­piere un con­fron­to tra i para­metri sta­bil­i­ti dalle nos­tre norme san­i­tarie con quel­li esisten­ti nei Pae­si europei, per com­pren­dere meglio gli stan­dard di sicurez­za entro i quali pos­sono muover­si i bag­nan­ti nelle nos­tre acque lacus­tri. Per esem­pio, in Italia il para­metro fis­sato per i col­ifor­mi totali ogni 100 mil­li­l­itri è di 2000 (in Europa 10.000), per quel­li fecali è di 100 (in Europa 2.000), per gli strep­to­coc­chi fecali è di 100 (in Europa non ci sono lim­i­ti).