La gestione sarà affidata all’Azienda gardesana servizi: unica centrale, manutenzione e tariffe. Gli obiettivi sono risparmio e salvaguardia delle risorse

Acquedotti, alleanza tra 12 paesi

Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Ver­so il ciclo inte­gra­to delle acque. I sin­daci di dod­i­ci Comu­ni lacus­tri del­la spon­da veronese del Gar­da han­no pre­so l’impegno di affi­dare all’ la ges­tione dei loro acque­dot­ti. «Un risul­ta­to sicu­ra­mente pos­i­ti­vo», affer­ma Vit­tori­no Zanet­ti, pres­i­dente del con­siglio di ammin­is­trazione dell’Azienda che gestisce il col­let­tore fog­nario con­sorziale «con l’obiettivo in prospet­ti­va di arrivare alla cos­ti­tuzione di un ambito ter­ri­to­ri­ale otti­male (Ato) allarga­to all’intero baci­no lacus­tre e come fine una migliore ges­tione ambi­en­tale del lago». Deci­sione in lin­ea con le dis­po­sizioni in mate­ria di risorse idriche che preve­dono come gli usi delle acque siano ind­i­riz­za­ti «al risparmio e al rin­no­vo delle risorse per non pregiu­di­care il pat­ri­mo­nio idri­co, la vivi­bil­ità dell’ambiente, l’agricoltura, la fau­na e la flo­ra acquatiche, i pro­ces­si geo­mor­fo­logi­ci e gli equi­lib­ri idro­logi­ci». Scelta non pri­va di sof­feren­ze eco­nomiche per qualche Comune fon­da­ta sul pre­sup­pos­to comunque che la pro­pri­età degli impianti riman­ga ai Comu­ni. «E il pri­mo pas­so dell’operazione sarà quel­lo di affi­dare a una dit­ta ester­na», dice Zanet­ti «la ril­e­vazione delle instal­lazioni pre­sa, di accu­mu­lo e di dimen­sion­a­men­to di ser­ba­toi e linee addutri­ci con col­lega­men­to di tut­ti gli impianti, tramite rete telem­at­i­ca, a uni­ca cen­trale azien­dale. Un’apposita con­ven­zione fis­serà poi l’attività di ges­tione uni­taria, gli inter­ven­ti di manuten­zione ordi­nar­ia e di manovra per garan­tire, a situ­azione invari­a­ta degli impianti, erogazione di acqua pota­bile ai migliori liv­el­li di effi­cien­za». Nei pas­sag­gi suc­ces­sivi all’Ags saran­no con­fer­i­ti even­tu­ali incar­ichi per miglio­ra­men­to, ampli­a­men­to e sos­ti­tuzione di par­ti di rete da eseguire con finanzi­a­men­ti comu­nali per arrivare grad­ual­mente al trasfer­i­men­to degli impianti e del­la polit­i­ca tar­if­faria alla stes­sa Azien­da. «Fasi tutte comunque vin­co­late», dice il pres­i­dente del con­siglio di ammin­is­trazione «da prossime pre­viste mod­i­fiche nor­ma­tive rispet­to all’assetto azien­dale e al grad­uale pas­sag­gio degli stes­si impianti fog­nari comu­nali a com­ple­ta­men­to del ciclo inte­gra­to pre­vis­to dalle nor­ma­tive di legge». Incon­tri a tam­buro bat­tente, quel­lo dei sin­daci e del con­siglio di ammin­is­trazione dell’Azienda, con fis­sate le linee pro­gram­matiche, sia per rego­la­mentare i rap­por­ti con la con­sorel­la Azien­da spe­ciale (spon­da bres­ciana), nel puntare a un uni­co ente gestore con pari dig­nità tra i Comu­ni, che per agguantare, se pos­si­bile, l’obiettivo di un ambito ter­ri­to­ri­ale otti­male comune a tut­to il Gar­da, nonché per­fezionare i rap­por­ti nel­la ges­tione del depu­ra­tore con­sor­tile di Peschiera. Altra lin­ea gui­da, emer­sa dall’assise degli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci garde­sani, quel­la di seguire nel­la pro­gram­mazione dei lavori le indi­cazioni emerse dal­lo stu­dio effet­tua­to dal Politec­ni­co di Tori­no, questo com­pat­i­bil­mente con quan­to sarà con­venu­to con l’Azienda spe­ciale bres­ciana. «Nel con­tem­po», con­clude Zanet­ti «saran­no pro­mossi con­tat­ti con la Provin­cia di Tren­to al fine di armo­niz­zare le modal­ità di scari­co a lago delle acque depu­rate e in futuro di cooges­tione, assieme al con­sorzio , dell’intera pro­gram­mazione rel­a­ti­va alla sal­va­guardia dell’ambiente lacus­tre». Un con­siglio di ammin­is­trazione deciso a non perdere tem­po tan­to che ha in pro­gram­ma, pri­ma del­la fine del mese di novem­bre, un incon­tro con­giun­to con i ref­er­en­ti del­la spon­da bresci­na, e un con­veg­no tavola roton­da con tec­ni­ci allarga­to al pub­bli­co nel­la pri­ma decade del mese di dicembre.