Un’associazione curerà un percorso gastronomico nella zona di produzione del vialone nano protetto da marchio europeo. Statuto approvato da 15 Comuni Stand aperti anche alla Domenica

Adesso c’è una lunga strada del riso

12/02/2002 in Avvenimenti
A Affi
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Di Luca Delpozzo

Iso­la del­la Scala — La «Stra­da del riso», il per­cor­so gas­tro­nom­i­co cul­tur­ale che attra­verserà la zona di pro­duzione del riso vialone nano veronese con il mar­chio europeo dell’identificazione geografi­ca pro­tet­ta, arri­va in vista del tra­guar­do. Si è uffi­cial­mente cos­ti­tui­ta in asso­ci­azione dopo l’approvazione del­lo statu­to da parte di quindi­ci Comu­ni, godrà di finanzi­a­men­ti region­ali e ha un logo, una spi­ga di riso su una casa coloni­ca bian­ca, approva­to dal­la Regione. Ora toc­ca ai Comu­ni che han­no approva­to lo statu­to, trasfor­mare quell’adesione for­male in un impeg­no vero e pro­prio, anche eco­nom­i­co. Iso­la del­la Scala è sta­to il pri­mo a sot­to­scriver­lo, preve­den­do, come Comune con più di diec­im­i­la abi­tan­ti, un impeg­no di spe­sa di tre mil­ioni. L’impegno è sta­to approva­to nell’ultimo Con­siglio comu­nale, dove Luciano Miran­dola respon­s­abile dell’associazione «Luoghi di con­fine» che col­lab­o­ra con la «Stra­da del riso», ha spie­ga­to gli inten­ti del­l’inizia­ti­va. «Da dieci anni lavo­riamo per val­oriz­zare la nos­tra zona, che non è solo neb­bia e zan­zare», ha det­to, «che ha gran­di risorse tur­is­tiche e ambi­en­tali parag­o­nabili a quelle del lago e del­la col­li­na, risorse per ora poten­zial­mente indi­vid­u­ate nel­l’am­bi­ente, nelle ville, nel­la gas­trono­mia. Iso­la del­la Scala è una pic­co­la cap­i­tale del prodot­to riso. La «Stra­da del riso» non è solo una stra­da, ma è un ter­ri­to­rio, nel quale, nel giro di qualche anno si dovrebbe rius­cire a met­tere in pie­di un per­cor­so con pos­si­bil­ità di vis­ite gui­date». Il prog­et­to «Stra­da del riso» è sta­to avvi­a­to nel set­tem­bre scor­so su pro­pos­ta di Angi­oli­no Ron­carà, pres­i­dente del­la sezione riso del­l’U­nione provin­ciale agri­coltori, e da allo­ra ha trova­to l’ap­pog­gio di ammin­is­trazioni comu­nali, pro­dut­tori, ris­tora­tori e asso­ci­azioni a vario tito­lo inter­es­sate. L’associazione cos­ti­tu­itasi non ha fini di lucro e ha per obi­et­ti­vo la tutela del ter­ri­to­rio ad alta vocazione risi­co­la; in quest’ottica si pro­pone di miglio­rare l’offerta tur­is­ti­ca inte­gra­ta del ter­ri­to­rio inter­es­sato con l’adozione di stan­dard qual­i­ta­tivi cui dovran­no adeguar­si e atten­er­si gli asso­ciati; di pro­muo­vere e real­iz­zare diret­ta­mente o in col­lab­o­razione anche con altri organ­is­mi inizia­tive volte alla conoscen­za del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale del ter­ri­to­rio; di real­iz­zare e dif­fondere mate­ri­ale illus­tra­ti­vo di qual­si­asi natu­ra rel­a­ti­vo alla «Stra­da del riso» e di svol­gere ogni altra attiv­ità infor­ma­ti­va utile alla sua tutela e alla sua val­oriz­zazione. Entro il 15 feb­braio dovrà dar­si un rego­la­men­to, un codice di com­por­ta­men­to, che sta­bilirà, per esem­pio, che un ris­tora­tore ader­ente avrà l’obbligo di usare solo il riso tipi­co del­la zona e di avere sem­pre due piat­ti a base di riso da pro­porre; che il logo che con­trad­dis­tingue l’associazione sarà dato, o tolto, a sec­on­da del rispet­to delle regole (chi si com­por­ta bene sarà con­trad­dis­tin­to da una, due, tre spighe); che i pro­dut­tori dovran­no aprire anche alla domeni­ca i loro spac­ci; che ci sarà un con­trol­lo dei prezzi e degli orari, affida­to ad una com­mis­sione di gente esterna.

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