La commissione tecnica regionale ha approvato la variante generale al Prg, ma con qualcosa in sospeso. Torna in Consiglio la decisione sull’edilizia: economico popolare o convenzionata?

Adesso chi vuole si può fare la piscina

15/06/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

È in vig­ore già da alcune set­ti­mane la vari­ante al piano rego­la­tore gen­erale. La regione ha dato il via lib­era al Prg delib­er­a­to nel dicem­bre del 2001 dal Con­siglio comu­nale e trasmes­so a Venezia, dopo la dis­cus­sione delle 139 osser­vazioni, nel giug­no del 2002. «Il piano prevede alcu­ni mod­esti ampli­a­men­ti degli edi­fi­ci esisten­ti nei vil­lag­gi tur­is­ti­ci e del 20 per cen­to in zona di com­ple­ta­men­to per le abitazioni sta­bil­mente abi­tate infe­ri­ori ai 600 metri cubi sull’intero ter­ri­to­rio», spie­ga il sin­da­co Arman­do Fer­rari, «a tut­ti viene data l’opportunità di costru­ire piscine». Tre sono i pun­ti anco­ra aper­ti per i quali il comune potrà avan­zare con­tro-deduzioni a Venezia. In par­ti­co­lare, la com­mis­sione tec­ni­ca regionale ha boc­cia­to la nor­ma­ti­va che con­sente di asseg­nare duemi­la metri cubi a tut­ti i fab­bri­cati in zona rurale non più uti­liz­za­ti per l’agricoltura. È nec­es­sario invece, come nel caso dell’osservazione rel­a­ti­va all’allevamento dismes­so di 12mila metri cubi del­la soci­età Le Sore srl, che «ven­ga val­u­ta­ta in sede di con­trod­e­duzioni una sche­datu­ra che definis­ca l’ubicazione dei volu­mi ritenu­ti ammis­si­bili». In mer­i­to poi alle aree di espan­sione res­i­den­ziale, la com­mis­sione «riv­ela l’eccezionalità del caso pro­pos­to dal Comune, dove tutte le zone sono des­ti­nate ad edilizia res­i­den­ziale pub­bli­ca (Erp) ad eccezione dei novemi­la metri cubi ad edilizia pri­va­ta che sorg­er­an­no in zona Moli­ni». Sem­pli­f­i­can­do, se l’intenzione del Comune è di costru­ire le case per i bar­do­line­si a prezzi van­tag­giosi, l’invito è di «assoggettare tutte le aree a Piano par­ti­co­lareg­gia­to, sen­za tut­tavia sta­bilire a liv­el­lo di Prg il tipo di edilizia, con­ven­zion­a­ta o eco­nom­i­ca popo­lare». Un pun­to, questo, caro alle mino­ranze con­sil­iari. «La Regione riconosce quan­to da noi seg­nala­to con­tro legge come la nor­ma che prevede­va l’esclusività del­la dirit­to alla costruzione ris­er­va­to alle coop­er­a­tive», affer­ma Pietro Meschi di Bar­dolino oltre il 2000. «Le aree in ques­tione ora devono tornare in Con­siglio comu­nale e ci auguri­amo che il grup­po di mag­gio­ran­za preve­da il piano d’edilizia eco­nom­i­ca popo­lare, uni­ca scelta che garan­tisce le case ai bar­do­line­si». L’opposizione con­tes­ta «l’apertura fat­ta per le aree San Colom­bano trasfor­ma­ta in zona agri­co­la E1 la cui super­fi­cie con­corre all’edificazione di case agri­cole. «Una vari­ante al prg», con­clude Meschi, «che risolve il prob­le­ma di qualche potente ma non dei bar­do­line­si». Ulti­mo pun­to, infine, al quale il Comune è chiam­a­to ad una con­trod­e­duzione, è rel­a­ti­vo a un’area verde in local­ità Cam­pag­no­la. I pro­pri­etari chiedono un’espansione edilizia men­tre in munici­pio si opta per las­cia­re imma­co­la­ta la zona reiteran­do il vin­co­lo prece­dente.