Il progetto della Comunità montana coinvolge la Val d’Adige, il Garda, Caprino e il Baldo. Punti di sosta con tavole, panche e pannelli illustrativi in tre lingue

Adesso ci sono nove sentieri in più

28/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Per chi ama il Gar­da, il Bal­do e il suo entroter­ra ci sono ora nove sen­tieri in più da per­cor­rere. Sono sta­ti ricon­trol­lati, rip­uli­ti, sis­temati, val­oriz­za­ti da pun­ti di soste con tav­ole e panche, arric­chi­ti di seg­nalet­i­ca, edi­cole infor­ma­tive sulle carat­ter­is­tiche locali, riparati da corde fisse e para­pet­ti. E per sapere di più su questo reti­co­lo di strade che si sno­da in quo­ta è sta­to anche redat­to un prezioso «lib­ric­ci­no» uffi­cial­mente pre­sen­ta­to a vil­la Nich­eso­la, sede del­la Comu­nità Mon­tana del Bal­do, in local­ità Pla­tano a Capri­no. Nell’aula con­sigliare, gremi­ta di inter­es­sati, era­no pre­sen­ti molti mem­bri del­la Comu­nità impeg­na­ta appun­to nel prog­et­to «Dal­la Val d’Adige al Gar­da e dal­la Pia­nu­ra di Capri­no al Bal­do», che con­siste nel­la val­oriz­zazione di 50 chilometri di sen­tieri. Parec­chi i sin­daci dei Comu­ni del com­pren­so­rio: Gian­fran­co Luc­ch­ese, seg­re­tario nazionale del Cai e pres­i­dente del­la sezione veronese; Ange­lo Pasquali, pres­i­dente del Ctg ; Gian­ni Ben­venu­ti, coor­di­na­tore del Grup­po alpin­isti verone­si; Giuseppe Loren­zi­ni pres­i­dente dell’Ugav; Ren­zo Poli­cante, fun­zionario del set­tore tur­is­mo in Provin­cia; la pro­fes­sores­sa Clau­dia Robiglio, dipar­ti­men­to di Scien­ze Eco­nomiche dell’ di Verona; i fratel­li Ezio e Fran­co Grosso del­la dit­ta Francogrosso.studio di Biel­la, real­iz­za­tori del­la car­tografia e, ovvi­a­mente, Giuseppe Ada­mi ideatore e prog­et­tista dell’opera; Lui­gi Castel­let­ti, pres­i­dente del­la Comu­nità e Euge­nio Cipri­ani, autore del­la neona­ta gui­da. Il nuo­vo lavoro, che pun­ta a val­oriz­zare il ter­ri­to­rio baldense e a far­lo conoscere ad un pub­bli­co sem­pre più vas­to, è sta­to accolto con grande entu­si­as­mo. Ci sono sta­ti solo due «nei»: da un lato il com­men­to di Luc­ch­ese che ha chiesto «da parte del­la Comu­nità Mon­tana una più viva col­lab­o­razione futu­ra con il Cai che in ques­ta azione non è sta­to coin­volto»; dall’altro le note di Ben­venu­ti che ha indi­ca­to la neces­sità di «ren­dere più com­pren­si­bile la seg­nalet­i­ca oriz­zon­tale di molti altri sen­tieri e per­cor­ri­bili quel­li chiusi, più o meno legit­ti­ma­mente, da pri­vati». «Il lavoro si è svolto da feb­braio a otto­bre 2002 ed ha per­me­s­so di sis­temare i sen­tieri del monte Corde­spino, dell’anfiteatro moreni­co, di Cas­tel Pesina, del vajo dell’Orsa, del Pian di Fes­ta, delle Mal­ghe, del val­lone Osan­na, del­la val delle Nog­a­re, del Ven­trar», spie­ga Cipri­ani. «Ora i per­cor­si sono final­mente sta­ti val­oriz­za­ti. Da un pun­to di vista prati­co è sta­ta fat­ta manuten­zione stra­or­di­nar­ia e sono state sis­te­m­ate tav­ole, panche e tabelle didas­caliche; da un pun­to di vista teori­co i pan­nel­li per­me­t­tono al tur­ista atten­to di sostare e pot­er val­utare il sen­tiero anche tem­ati­ca­mente: ci sono, infat­ti, sen­tieri che con­sentono di apprez­zare l’aspetto geo­mor­fo­logi­co del ter­ri­to­rio, sen­tieri stori­ci e sen­tieri delle mal­ghe». E tut­to sta scrit­to in tre lingue (ital­iano, inglese e tedesco) sulle tabelle sis­te­m­ate all’inizio e lun­go la stra­da: numero e nome del sen­tiero, carat­ter­is­tiche, gra­do di dif­fi­coltà, tem­pi di per­cor­ren­za, vie alter­na­tive. In quan­to alla gui­da, che sarà dis­tribui­ta gra­tuita­mente in tut­ti gli hotel del com­pren­so­rio Bal­do garde­sano veronese, è un po’ l’in­tro­duzione alla passeg­gia­ta. Va let­ta anche per scegliere il per­cor­so ed è det­tagli­a­ta, molto più speci­fi­ca delle tav­ole che «devono essere sin­tetiche, leg­gi­bili in un atti­mo di sos­ta, nel tem­po di un respiro», dice Fran­co Grosso. Il lavoro, reso pos­si­bile dal­la Comu­nità Mon­tana del Bal­do e da fon­di europei, è solo un tas­sel­lo di una inizia­ti­va des­ti­na­ta a fare mol­ta stra­da. «E’ l’inizio di un lavoro impor­tante che pun­ta alla val­oriz­zazione del ter­ri­to­rio, cer­can­do dimen­sioni anche eco­nomiche nuove per lim­itare il prob­le­ma dell’abbandono del­la mon­tagna», nota Castel­let­ti. «La Comu­nità si sta adoperan­do per l’ospitalità dif­fusa in fun­zione di questi per­cor­si. Sol­le­citer­e­mo l’apertura di agri­t­ur­is­mi, pun­ti di ris­toro e di accoglien­za nei pun­ti più strate­gi­ci per accogliere anche un nuo­vo tipo di tur­ista non solo diret­to ad alta quo­ta, ma curioso e atten­to pure alla cul­tura. Cercher­e­mo di costru­ire negli anni con­tan­do cer­ta­mente sul sup­por­to e l’aiuto di molti ami­ci, come ad esem­pio quel­li del Cai che già lavo­ra­no costan­te­mente per la manuten­zione ordi­nar­ia dei sen­tieri».

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