Protestano ancora gli abitanti della Val di Gazo, alle spalle della discoteca Hollywood

Adesso è parcheggio selvaggio sulla strada asfaltata dopo anni

06/09/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Lot­ta al parcheg­gio sel­vag­gio. I res­i­den­ti del­la Val di Gazo, alle spalle del­la dis­cote­ca Hol­ly­wood, sono da anni sul piede di guer­ra. Sul­la stes­sa lunghez­za d’on­da i pro­pri­etari del­la miri­ade di vil­lette, per lo più tur­isti estivi, del vil­lag­gio Bellav­ista. Oltre all’in­ter­minabile e cicli­ca lot­ta con­tro i deci­bel del locale di diver­ti­men­to i cit­ta­di­ni chiedono a gran voce il rispet­to del­la seg­nalet­i­ca pre­sente lun­go la stra­da che dal­l’in­cro­cio con via Mon­tav­o­let­ta sale fino a Ca’ Brusà. Arte­ria pri­va­ta ad uso pub­bli­co recen­te­mente asfal­ta­ta dal Comune dietro l’in­sis­tente inter­es­sa­men­to del Comi­ta­to volon­tario del­la Val di Gazo che rag­grup­pa ben set­tan­ta famiglie. Res­i­den­ti che han­no con­tribuito, non tut­ti a dir il vero, al cinquan­ta per cen­to delle spese sostenute dal Comune (60 mil­ioni) per sis­temare a rego­la d’arte la traf­fi­ca­ta via. «Dopo una lun­ga trat­ta­ti­va con l’Am­min­is­trazione inizia­ta oltre cinque anni fa siamo rius­ci­ti a sis­temare la stra­da ren­den­dola agi­bile e deco­rosa», fa pre­sente a nome del comi­ta­to Gior­gio Palazzi cinquan­tot­tenne res­i­dente al civi­co 29. «Ma non solo, abbi­amo provve­du­to altresì a far posare una canal­iz­zazione pri­ma del­la real­iz­zazione del­l’as­fal­to per per­me­t­tere l’il­lu­mi­nazione del­l’in­tera via al momen­to servi­ta a metà. Se siamo rius­ci­ti in tut­to questo ciò è dovu­to al sen­so di respon­s­abil­ità di 38 famiglie che han­no ver­sato la quo­ta di 900mila lire». Risolto il prob­le­ma stradale rimane ora quel­lo del parcheg­gio sel­vag­gio. «Nel peri­o­do esti­vo il mas­s­ic­cio numero di uten­ti del­la vic­i­na dis­cote­ca provo­ca notevoli dis­a­gi e dis­tur­bi, sbot­ta Ste­fano Cotrozzi venti­nove anni pro­pri­etario di una caset­ta in via Vissinel n. 1. Siamo pri­gion­ieri di auto parcheg­giate in ogni luo­go tan­to che spes­so e volen­tieri diven­ta impos­si­bile tornare a casa». «E pen­sare che lun­go la stra­da sono ben vis­i­bili i cartel­li di divi­eto di sos­ta con tan­to di avvi­so di rimozione. Purtrop­po però qui i vig­ili non ven­gono mai», inter­viene Vin­cen­zo Mar­i­ot­ti abi­tante in via Fani­no 3. «Han­no pau­ra», sostiene la gio­vane Ste­fa­nia Loro di via Vissinel. «Una vol­ta han­no rifer­i­to che da soli non riescono a fron­teggia­re il caos che si crea di notte in zona». «Purtrop­po con la scusa che ques­ta è una stra­da pri­va­ta ad uso pub­bli­co nes­suno si muove», riprende il battagliero Cotrozzi. «La polizia stradale mi ha rispos­to che non può inter­venire, stes­so refrain da parte dei e dei vig­ili del fuo­co. Intan­to noi con­tinuiamo a subire la male­d­u­cazione e l’in­civiltà di molti gio­vani che incu­ran­ti dei dirit­ti dei res­i­den­ti parcheg­giano dove vogliono but­tano bot­tiglie di bir­ra e quan­t’al­tro nei gia­r­di­ni delle nos­tre case. Io lavoro a Vicen­za e ven­go sul Gar­da il fine set­ti­mana per riposar­mi. Non per nul­la i miei gen­i­tori preferiscono restare in cit­tà». «Un modo sem­plice per risol­vere il prob­le­ma alla base ci sarebbe», chiosa Palazzi. «Far rispettare i seg­nali e provvedere alla rimozione delle auto in sos­ta vieta­ta. Ma come abbi­amo già det­to purtrop­po la polizia munic­i­pale qui non viene mai».

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