Finiti i lavori di consolidamento della chiesa di Assenza e di restauro degli affreschi, i più antichi dei quali risalgono al Duecento

Adesso i naviganti possono di nuovo rivolgersi a San Nicolò

31/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

È sta­ta restau­ra­ta con i con­tribu­ti del­la e del­la Fon­dazione Cas­sa di Risparmio la chiesa di San Nicolò all’Assenza di Bren­zone. Nell’edificio sono sta­ti ese­gui­ti lavori di con­sol­i­da­men­to strut­turale e inter­ven­ti di recu­pero e restau­ro degli affres­chi interni. Gli affres­chi che si trovano sulle pareti interne del­la chiesa risal­go­no ad epoche suc­ces­sive. I più pregevoli ritrag­gono un’Ultima cena e sono data­bili sec­on­da metà del ’200. Sul­la parete Nord invece si tro­va una lun­ga teo­ria di san­ti, San­to Ste­fano, San Zeno, San Bar­tolomeo, Sant’Anna, San Belli­no, San Nico­la vesco­vo, patrono del­la chieset­ta, San Mar­ti­no e il povero e altri. Tutte opere che sareb­bero state ese­gui­te nel 1322. una data che è sta­to pos­si­bile accertare con esat­tez­za per­ché riprodot­ta su una delle pareti. Al 1400 risal­go­no invece altre pit­ture che ritrag­gono una Madon­na fra San­ta Cate­ri­na e San Loren­zo. Gli affres­chi era­no già vis­i­bili in prece­den­za e, in questo caso, i tec­ni­ci si sono lim­i­tati alla pulizia e al restau­ro delle opere pit­toriche. Invece ex novo è sta­to por­ta­to alla luce un altro trit­ti­co, col­lo­ca­to di fian­co alla por­ta del cam­panile, che ritrae gli Arcan­geli Michele e Gabriele accan­to a San­ta Lucia e San Bar­tolomeo. La sto­ria del­la chiesa di San Nicolò all’Assenza è piut­tosto com­p­lessa. Il pri­mo doc­u­men­to in cui viene cita­ta una cap­pel­la, eretta nel bor­go di Assen­za o Menaro­lo, risale al 1159. L’edificio viene eret­to per impe­trare la pro­tezione dei nav­i­gan­ti, una con­sue­tu­dine ques­ta dif­fusa anche in altre par­ti del Gar­da. Il ritrova­men­to di alcune lapi­di funer­arie nelle zone intorno alla chieset­ta fan­no pen­sare agli stu­diosi che ques­ta, insieme all’omonimo bor­go, risal­ga ad un peri­o­do anco­ra prece­dente. Nel cor­so dei sec­oli la chiesa viene pro­gres­si­va­mente ampli­a­ta. Viene costru­ito il cam­panile, che ver­rà innalza­to insieme all’edificio intorno al XV sec­o­lo. In con­for­mità con lo stile architet­ton­i­co dell’epoca, ven­gono aggiun­ti alcu­ni ele­men­ti architet­toni­ci goti­ci e il com­p­lesso rag­giunge le dimen­sioni attuali. Nel cor­so dei sec­oli la chiesa, oltre che a subire numerosi rimaneg­gia­men­ti, «pas­sa» anche attra­ver­so numerose mani. Nel 1460 San Nicolò dipende dal­la par­roc­chia di Mal­ce­sine, ma attra­ver­so il Ret­tora­to di San Gio­van­ni di Bren­zone. Il XVI sec­o­lo ne seg­na la deca­den­za. La cap­pel­la ver­sa in sta­to di abban­dono per­ché pri­va di ren­dite pro­prie, come risul­ta da reso­con­ti di vis­ite pas­torali com­piute dal vesco­vo di Verona. Per ovviare al prob­le­ma viene affi­da­ta alla tutela dei nobili Spolveri­ni che pos­seg­gono ville e ter­reni nel ter­ri­to­rio di Assen­za. Dal 1532, con l’erezione a par­roc­chia di San Gio­van­ni Bat­tista di Bren­zone, la chiesa si stac­ca da Mal­ce­sine e diven­ta per­ti­nen­za del­la nuo­va par­roc­chia. Nel 1797 altro cam­bi­a­men­to. Viene costru­i­ta la chiesa di a Castel­lo di Bren­zone e san Nicolò diven­ta per­ti­nen­za di ques­ta par­roc­chia e lo è tuttora.

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