Mario Malossini spiega perchè Palacongressi e turismo hanno fatto un vero affare IL DOPO SUMMIT

«Adesso raccoglieremo frutti d’oro per anni»

10/09/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

«Bisognerebbe met­ter­si negli uffi­ci del­la Pala­con­gres­si in una qual­si­asi gior­na­ta di rou­tine e vedere come sia com­p­lesso muover­si nel mer­ca­to dei con­veg­ni, delle fiere e dei meet­ing. C’è una con­cor­ren­za incred­i­bile e tut­ti sgomi­tano per met­tere in cam­po le migliori cre­den­ziali. In ques­ta situ­azione, essere rius­ci­ti a portare a Riva un even­to di spes­sore mon­di­ale, nat­u­ral­mente offren­do anche il sup­por­to di un ter­ri­to­rio ric­co di offerte, diven­ta non solo moti­vo di orgoglio, ma soprat­tut­to coscien­za di aver svolto al meglio la «mis­sion» di col­lo­care sul mer­ca­to le nos­tre infra­strut­ture tur­is­tiche. Pos­so garan­tire che l’or­ga­niz­zazione a Riva del Sum­mit dei min­istri europei avrà, e per anni, ricadute di eccezionale importanza».Sono parole di Mario Mal­ossi­ni, deus ex machi­na del ver­tice europeo di Riva, che non vuole dare (e potrebbe far­lo, con le elezioni provin­ciali ormai alle porte) nes­sun taglio politi­co all’avven­i­men­to rivano del sec­o­lo: e nem­meno ha l’aria di chi vuole toglier­si qualche sas­soli­no dal­la scarpa. Ma che tut­tavia accetta di buon gra­do di par­lare del­l’ar­go­men­to del giorno negli ambi­en­ti eco­nomi­ci e tur­is­ti­ci del­la cit­tà. Argo­men­to che è il seguente: che effet­to avrà su Riva, sul Bas­so Sar­ca e quin­di sul Trenti­no, questo week-end di rib­al­ta internazionale?«Ora — sin­te­tiz­za Mal­ossi­ni con un esem­pio effi­cace — potremo pre­sentar­ci sul mer­ca­to dei con­gres­si e delle fiere come «quel­li che han­no fat­to il Ver­tice». Non è una scioc­chez­za, per­chè un con­to è avere nel­la valiget­ta dei depli­ant gener­i­ci e delle assi­cu­razioni (per­al­tro vere) di buona orga­niz­zazione, un altro con­to è una brochure (l’ab­bi­amo già com­mis­sion­a­ta a degli esper­ti) dove il Palaz­zo dei Con­gres­si è fisi­ca­mente «occu­pa­to» da 28 min­istri europei, da Pro­di, da Solana e da tut­to l’en­tourage che ci sta intorno. Essere rius­ci­ti a com­piere questo salto di qual­ità e a gestir­lo in maniera inap­punt­abile, equiv­ale ad una patente di effi­ca­cia e di seri­età, che ci porter­e­mo appres­so per anni. E’ come aver arric­chi­to il cur­ricu­lum di Riva cit­tà con­gres­suale di una pres­ti­giosa medaglia. Ques­ta medaglia darà frut­ti impor­tan­ti nel breve e nel lun­go peri­o­do. Sono anni che par­liamo di poten­zi­a­men­to del­l’of­fer­ta tur­is­ti­ca, di desta­gion­al­iz­zazione e di qual­i­fi­cazione. Con il Sum­mit abbi­amo por­ta­to acqua cristal­li­na su tut­ti i tre fronti».Malossini, nat­u­ral­mente, par­la in questo caso come con­sulente del­la Pala­con­gres­si, quin­di come pro­fes­sion­ista del­la «ven­di­ta» e del­la «pro­mozione» del set­tore even­ti e meet­ing. E’ sod­dis­fat­to del lavoro suo e del­la soci­età Pala­con­gres­si, dove — e tiene a rimar­car­lo — sia i pres­i­den­ti (pri­ma Zon­ti­ni e poi Bertoli­ni), sia i con­siglieri, sia il diret­tore De Mozzi, si sono subito but­tati nel­l’im­pre­sa con cor­ag­gio, deter­mi­nazione e lungimi­ran­za. Ma è anche ovvio che, forte del suo pas­sato di «asses­sore del­la far­fal­la trenti­na», Mal­ossi­ni non può dimen­ti­care l’im­pat­to pro­mozionale com­p­lessi­vo (quin­di oltre la «strut­tura Pala­con­gres­si») del Sum­mit dei Ministri.«L’organizzazione del Ver­tice — spie­ga — è nata lo scor­so dicem­bre e per qualche mese il prob­le­ma del Forum Alter­na­ti­vo non esiste­va pro­prio. Ma cre­do che anche su questo ver­sante sia sta­ta data una pro­va di grande matu­rità com­p­lessi­va del­la cit­tà di Riva e del Trenti­no. Cer­to, per due giorni le cat­e­gorie eco­nomiche han­no avu­to qualche dis­a­gio. Ma è un prez­zo che sarà ampia­mente ricom­pen­sato dal decol­lo tur­is­ti­co del­la local­ità e del­la provin­cia (che sono ritor­nate su sce­nari di pri­ma fas­cia, quel­li di cui si ave­va tan­ta nos­tal­gia dopo l’archivi­azione delle Vele d’Oro) e dal­l’in­dot­to che ne seguirà inevitabile a tut­ti i livelli».Per tenere alto quel­lo che Mal­ossi­ni definisce «il tono del­la noto­ri­età» di Riva del Gar­da e del Trenti­no, s’è per­al­tro lavo­ra­to non solo sulle strut­ture (restau­ro del palaz­zo, sis­temazione del lun­go­la­go, del­la Fraglia, ecc.), ma anche in altri non trascur­abili det­tagli. Ad esem­pio i vini, pre­sen­tati ai min­istri d’Eu­ropa (vin­cen­do le resisten­ze di ditte già «spon­sor» del semes­tre europeo del­l’I­talia), in chi­ave esclu­si­va­mente trenti­na. «Il tut­to — con­clude Mal­ossi­ni — con un bilan­cio eco­nom­i­co atti­vo per la Pala­con­gres­si, che non ha regala­to nul­la». Come dire: se questo non è un affare, dite­mi voi cos’è…