Il comparto più colpito è quello del tabacco, dove le prime stime parlano di 5 mila quintali di prodotto secco perso: come dire oltre 3,5 milioni di euro andati in fumo. Intanto la Coldiretti ha messo a punto la procedura per richiedere gli indennizzi. T

Adesso si contano i danni

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Il giorno dopo il nubifra­gio gli uffi­ci delle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria del mon­do agri­co­lo era­no pres­soché vuoti. Tec­ni­ci, ispet­tori, diret­tori, pres­i­den­ti: tut­ti «in gita» sui campi del­la Bas­sa mar­to­riati dal­la gran­dine. Quel­li pre­sen­ti han­no rac­colto le decine e decine di tele­fonate dei pro­pri assis­ti­ti. Obi­et­ti­vo immi­nente: sti­mare il dan­no, val­utare le perdite. E met­tere in atto le prime azioni per sal­vare un’e­cono­mia che è forte, nel nos­tro ter­ri­to­rio. Anzi. Par­lan­do di tabac­co, la coltura prob­a­bil­mente più col­pi­ta nel­la Bas­sa e che da sola for­nisce la metà di tut­to il tabac­co del Vene­to- 20mila ton­nel­late l’an­no in cir­ca 400 aziende- qui esiste «il prodot­to migliore d’Eu­ropa», esporta­to in tut­to il mon­do. Paro­la di asso­ci­azioni. Asso­ci­azioni che provano a tirare le somme. Anzi, sarebbe più cor­ret­to dire che provano a sot­trarre. Le prime stime par­lano di 5.000 quin­tali di prodot­to sec­co per­so a causa del­la grand­i­na­ta di lunedì notte. Con la prece­dente però siamo ormai a 10mila quin­tali di tabac­co «anda­to in fumo» nel­la nos­tra provin­cia. In ter­mi­ni eco­nomi­ci si super­a­no i tre mil­ioni e mez­zo di euro che non arriver­an­no dal­la ven­di­ta. Parte di questi sol­di rien­tr­eran­no gra­zie agli inter­ven­ti delle assi­cu­razioni. Ma sem­pre che le com­pag­nie riconoscano i dan­ni per intero. «L’u­ni­ca for­tu­na, se così si può chia­mare», riferisce Euge­nio For­ca­to, diret­tore veronese del­l’as­so­ci­azione pro­dut­tori di tabac­co del Vene­to, «è che la gran­dine ha col­pi­to zone cir­co­scritte: Cerea, San­guinet­to, Casa­le­one, i Comu­ni dove si è abbat­tuta. Ma dove è cadu­ta ha dan­neg­gia­to al 100 per cen­to il prodot­to». Nel­la sede , tabac­chicoltori asso­ciati veneti, di Oppeano, stes­so ritor­nel­lo: ieri si è mes­sa in moto l’as­sis­ten­za ai colti­va­tori per aiu­tar­li nelle richi­este di ris­arci­men­ti del dan­no alle com­pag­nie di assi­cu­razione. Diver­sa la pro­ce­du­ra d’in­ter­ven­to alla . L’as­so­ci­azione ieri mat­ti­na ha fat­to par­tire note infor­ma­tive nei Comu­ni del­la Bas­sa col­pi­ti dal mal­tem­po per­ché inoltri­no subito la richi­es­ta di avere sosteg­no dal fon­do nazionale di sol­i­da­ri­età per dan­ni ai sem­i­na­tivi, mais, soja, e agli orti­coli. «La richi­es­ta del fon­do», spie­ga Cesare Mag­a­li­ni, capo area Ambi­ente e ter­ri­to­rio del­la Coldiret­ti di Verona, «pas­sa all’Is­pet­tora­to agrario del­la Regione. Abbi­amo avu­to ras­si­cu­razioni che, ter­mi­nati i sopral­lu­oghi sul Gar­da, gli ispet­tori region­ali saran­no nelle aziende del Bas­so veronese per sti­mare il dan­no. Si avrà dirit­to al fon­do se si supera il 35 per cen­to del prodot­to per­du­to. Riten­go che le istanze per il fon­do, che saran­no indi­vid­u­ali, si pos­sano pre­sentare già questo autun­no». Per l’e­largizione di fon­di- «ma si trat­terà di poca cosa», mette le mani avan­ti Mag­a­li­ni- occor­rerà aspettare l’inizio del 2004. Questi i tem­pi e le mis­ure. Come si vede riparare ai dan­ni del cli­ma sta diven­tan­do uno dei nuovi impeg­ni eco­nomi­ci che, ad ogni liv­el­lo, fan­no riflet­tere: si con­ta che ogni anno grand­i­nate, sic­c­ità, gelo, allu­vioni, costi­no al mon­do agri­co­lo 1.500 mil­ioni di euro in Italia. Pro­prio a Verona, a feb­braio di quest’an­no, si è par­la­to, in un con­veg­no nazionale orga­niz­za­to dal­la Coldiret­ti, di «Vari­azioni cli­matiche e impat­to sull’agricoltura».

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