Quasi 50 chilometri di fiume, dal confine col Trentino al ponte Saval di Verona città, studiati e schedati.

Adige, una risorsa infinita

Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

Qua­si 50 chilometri di fiume, dal con­fine col Trenti­no al ponte Saval di Verona cit­tà, stu­diati e sche­dati. Il ter­ri­to­rio di dieci Comu­ni, Brenti­no Bel­luno, Dolce, Riv­o­li, San­t’Am­brog­lo in Valpo­li­cel­la, San Pietro in Car­i­ano, Cavaion, Bus­solen­go, Pas­tren­go, Pes­cant­i­na e in parte Verona, inda­gati dal pun­to di vista idrologico.geomorfologico, veg­e­tazionale e anche stori­co cul­tur­ale. Si trat­ta del Prog­et­to di val­oriz­zazione ambi­en­tale del­l’as­ta supe­ri­ore del­l’Adi­ge, pre­vis­to nel Piano ter­ri­to­ri­ale provin­ciale, e che è attual­mente al vaglio del­l’am­min­is­trazione provin­ciale. “L’o­bi­et­ti­vo prin­ci­pale è quel­lo di col­le­gare in rete tutte le realtà nafu­ral­is­tiche e architet­toniche del ter­ri­to­rio per val­oriz­zare l’am­bi­ente e svilup­pare un’e­cono­mia di scala”, spie­ga l’ar­chitet­to Anna Braioni, che ne ha cura­to la real­iz­zazione. L’am­bi­ente del­l’Adi­ge negli ulti­mi anni è sta­to sogget­to a muta­men­ti ambi­en­tali anche neg­a­tivi, ad esem­pio l’in­nalza­men­to del­l’alveo del fiume a causa del­l’au­men­ta­to depos­i­to di mate­ri­ale allu­vionale ha provo­ca­to un inten­si­fi­car­si delle eson­dazioni. ” II prog­et­to dovrebbe definire in maniera più esat­ta sia le zone di val­oriz­zazione pae­sag­gis­ti­ca, sia garan­tire la manuten­zione del fiume”.Il piano di val­oriz­zazione del­l’Adi­ge prevede degli obi­et­tivi speci­fi­ci, come appun­to min­i­miz­zare il ris­chio idrauli­co nei momen­ti di mas­si­ma piena; miglio­rare la qual­ità delle acque e delle rive, riducen­do l’ap­por­to di mate­ri­ali inquinan­ti e svilup­pan­do la capac­ità autodepu­ra­ti­va del fiume; dare risalto ai carat­teri pecu­liari, come le for­mazioni moreniche, la piana flu­viale e i ver­san­ti scosce­si; svilup­pare un’e­cono­mia di scala com­pat­i­bile con la realtà locale e i val­ori ambi­en­tali del ter­ri­to­rio, vale a dire pro­muo­vere prodot­ti agri­coli e arti­giana­to di qual­ità legati alle risorse pre­sen­ti, incen­ti­vare il tur­is­mo cul­tur­ale e del fine set­ti­mana, quel­lo rurale e l’ospi­tal­ità diffusa.“Questa oper­azione di svilup­po è basa­ta su una serie di prog­et­ti pilota che riguardano i sin­goli Comu­ni o anche più Comu­ni con­sorziati fra di loro”. Uno di questi, ad esem­pio, con­tem­pla la pos­si­bil­ità di real­iz­zare una pista da roller, uno sport oggi sem­pre più dif­fu­so, lun­go un trat­to di cinque chilometri di fer­rovia dismes­sa a Dolce. Altri riguardano il miglio­ra­men­to del­la qual­ità del­l’ac­qua. Ad esem­pio a Brenti­no, l’ac­qua del Rio Moli­ni viene usa­ta per un all­e­va­men­to itti­co. “L’ac­qua che fuori­esce e viene immes­sa nel­l’Adi­ge pro­duce mod­i­fi­cazioni bio­logiche nel fiume. Noi abbi­amo pre­vis­to di real­iz­zare un inva­so e creare una vas­ca di litodepu­razione nat­u­rale per­ché arrivi al fiume puli­ta e pos­sa servire anche come incu­ba­trice di avan­ot­ti per le sem­i­ne nel fiume stesso”.Anche l’area arche­o­log­i­ca esistente a Brenti­no potrebbe subire cam­bi­a­men­ti, innanz­i­tut­to una migliore tabel­lazione per seg­nalar­la e descriver­la. La zona di sca­vo del sito potrebbe essere aumen­ta­ta con un leg­gero sca­vo sot­to il piano stradale. Val­oriz­za­ta dovrebbe essere anche la Dogana di Riv­o­li, attual­mente in abban­dono, e che invece ha una notev­ole valen­za stor­i­ca, ambi­en­tale e pae­sag­gis­ti­ca. Le pareti del­la Chiusa di Ceraino sono uti­liz­zate come scuo­la di roc­cia. Inter­ven­ti speci­fi­ci anche lun­go la Valle del Tas­so con l’alles­ti­men­to di per­cor­si pedonali, cicla­bili e per l’e­quitazione. Il trat­to da uti­liz­zare sarebbe quel­lo del­la ex lin­ea fer­roviaria Verona-Capri­no. Nel­la zona di foce del preg­no di Fumane sono pre­visti inter­ven­ti che diminuis­cano il ris­chio di eson­dazione in caso di piena, lo stes­so dicasi per la foce del preg­no di Negrar. Entrambe le zone potreb­bero essere anche val­oriz­zate dal pun­to di vista tur­is­ti­co per­ché con­tigue ad antichi muli­ni.