Quasi 50 chilometri di fiume, dal confine col Trentino al ponte Saval di Verona città, studiati e schedati.

Adige, una risorsa infinita

Di Luca Delpozzo

Quasi 50 chilometri di fiume, dal confine col Trentino al ponte Saval di Verona città, studiati e schedati. Il territorio di dieci Comuni, Brentino Belluno, Dolce, Rivoli, Sant’Ambroglo in Valpolicella, San Pietro in Cariano, Cavaion, Bussolengo, Pastrengo, Pescantina e in parte Verona, indagati dal punto di vista idrologico.geomorfologico, vegetazionale e anche storico culturale. Si tratta del Progetto di valorizzazione ambientale dell’asta superiore dell’Adige, previsto nel Piano territoriale provinciale, e che è attualmente al vaglio dell’amministrazione provinciale. “L’obiettivo principale è quello di collegare in rete tutte le realtà nafuralistiche e architettoniche del territorio per valorizzare l’ambiente e sviluppare un’economia di scala”, spiega l’architetto Anna Braioni, che ne ha curato la realizzazione. L’ambiente dell’Adige negli ultimi anni è stato soggetto a mutamenti ambientali anche negativi, ad esempio l’innalzamento dell’alveo del fiume a causa dell’aumentato deposito di materiale alluvionale ha provocato un intensificarsi delle esondazioni. ” II progetto dovrebbe definire in maniera più esatta sia le zone di valorizzazione paesaggistica, sia garantire la manutenzione del fiume”.Il piano di valorizzazione dell’Adige prevede degli obiettivi specifici, come appunto minimizzare il rischio idraulico nei momenti di massima piena; migliorare la qualità delle acque e delle rive, riducendo l’apporto di materiali inquinanti e sviluppando la capacità autodepurativa del fiume; dare risalto ai caratteri peculiari, come le formazioni moreniche, la piana fluviale e i versanti scoscesi; sviluppare un’economia di scala compatibile con la realtà locale e i valori ambientali del territorio, vale a dire promuovere prodotti agricoli e artigianato di qualità legati alle risorse presenti, incentivare il turismo culturale e del fine settimana, quello rurale e l’ospitalità diffusa.”Questa operazione di sviluppo è basata su una serie di progetti pilota che riguardano i singoli Comuni o anche più Comuni consorziati fra di loro”. Uno di questi, ad esempio, contempla la possibilità di realizzare una pista da roller, uno sport oggi sempre più diffuso, lungo un tratto di cinque chilometri di ferrovia dismessa a Dolce. Altri riguardano il miglioramento della qualità dell’acqua. Ad esempio a Brentino, l’acqua del Rio Molini viene usata per un allevamento ittico. “L’acqua che fuoriesce e viene immessa nell’Adige produce modificazioni biologiche nel fiume. Noi abbiamo previsto di realizzare un invaso e creare una vasca di litodepurazione naturale perché arrivi al fiume pulita e possa servire anche come incubatrice di avanotti per le semine nel fiume stesso”.Anche l’area archeologica esistente a Brentino potrebbe subire cambiamenti, innanzitutto una migliore tabellazione per segnalarla e descriverla. La zona di scavo del sito potrebbe essere aumentata con un leggero scavo sotto il piano stradale. Valorizzata dovrebbe essere anche la Dogana di Rivoli, attualmente in abbandono, e che invece ha una notevole valenza storica, ambientale e paesaggistica. Le pareti della Chiusa di Ceraino sono utilizzate come scuola di roccia. Interventi specifici anche lungo la Valle del Tasso con l’allestimento di percorsi pedonali, ciclabili e per l’equitazione. Il tratto da utilizzare sarebbe quello della ex linea ferroviaria Verona-Caprino. Nella zona di foce del pregno di Fumane sono previsti interventi che diminuiscano il rischio di esondazione in caso di piena, lo stesso dicasi per la foce del pregno di Negrar. Entrambe le zone potrebbero essere anche valorizzate dal punto di vista turistico perché contigue ad antichi mulini.

Antonella Traina

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