Ospite un volontario impegnato in Ruanda. Casella: «Si può far molto per quei bimbi sfortunati»

Adozioni a distanza un appello ai lonatesi

15/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Lonato

È ospite in questi giorni a Lona­to in casa di ami­ci il respon­s­abile del­la Con­gregazione de la Croix Glo­rieuse che opera in Ruan­da, per ridare sper­an­za e sosteg­no ai tan­ti bam­bi­ni orfani. Jean Bap­tiste, questo il suo nome, è impeg­na­to in un tour ital­iano con le asso­ci­azioni che in vario modo lo sosten­gono attra­ver­so vari prog­et­ti di adozione a dis­tan­za. A Lona­to, del resto, c’è un ami­co di vec­chia data, Gio­van­ni Casel­la, ex por­talet­tere in pen­sione, che da quat­tro anni fa la spo­la con il Ruan­da come volon­tario: un tes­ti­mone diret­to del­la trag­i­ca situ­azione di Kigali, la cap­i­tale di questo mar­to­ri­a­to paese africano. Qui la con­gregazione ha dato vita a molte cosid­dette case-famiglia del­la Croix dove ven­gono ospi­tati e assis­ti­ti i ragazzi orfani di entram­bi i gen­i­tori. «Anche a grande dis­tan­za — spie­ga Gio­van­ni Casel­la — si può far molto per questi sfor­tu­nati bam­bi­ni, gra­zie ai prog­et­ti di adozione por­tati avan­ti in Italia dall’associazione “Il granel­lo di senape”. La col­lab­o­razione con la con­gregazione è molto stret­ta. Tutte le quote rac­colte ven­gono gestite in autono­mia diret­ta­mente sul pos­to, a sec­on­da delle neces­sità…». Due volte all’anno i respon­s­abili dell’associazione si recano in Ruan­da per effet­tuare i dovu­ti con­trol­li. «Il granel­lo di senape» è nato nel 1988 come grup­po di ami­ci decisi a sostenere l’azione del suo fonda­tore, don Giu­liano, che parti­va per l’Africa nelle mis­sioni di don Ori­one. Questo pic­co­lo grup­po è cresci­u­to rap­i­da­mente tan­to che nel 1995 è divenu­to «Asso­ci­azione per la sol­i­da­ri­età e la pace inter­nazionale» rego­lar­mente iscrit­ta nell’albo regionale. Tut­ti pos­sono col­lab­o­rare sceglien­do il piano di adozione: com­ple­to, sco­las­ti­co e parte­ci­pa­ti­vo. A gen­naio Gio­van­ni Casel­la ripar­tirà nuo­va­mente: lavor­erà alcu­ni mesi per un’altra mis­sione di Kigali. Se qual­cuno pen­sa di poter­lo aiutare per ridare una vita dig­ni­tosa a questi orfani può con­tat­tar­lo e avere tutte le ulte­ri­ori nec­es­sarie informazioni.