L'aeroporto D'Annunzio deve sganciarsi dalla società del Catullo.

Aerei, voglia di autonomia

30/03/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Magda Biglia

L’aero­por­to D’An­nun­zio deve sgan­cia­r­si dal­la soci­età del Cat­ul­lo. E’ questo l’u­ni­co modo, per i sin­da­cati con­fed­er­ali, di inter­rompere la lenta ago­nia che sta por­tan­do alla fine pre­matu­ra la strut­tura bres­ciana penal­iz­za­ta dal­la ges­tione veronese. Can­cel­lati i tre voli quo­tid­i­ani per Roma, sul tabel­lone rimane uni­ca­mente sul­l’in­tera gior­na­ta la des­ti­nazione Lon­dra. Un po’ poco per gius­ti­fi­care l’e­sisten­za di un aero­por­to costa­to agli enti locali, Provin­cia e Cam­era di com­mer­cio, 30 mil­iar­di. La stra­da migliore, dicono i sin­da­cal­isti, sarebbe il ritiro del­la con­ces­sione da parte del min­is­tero con rel­a­ti­va gara inter­nazionale al mag­gior offer­ente, ma ci si accon­tenterebbe anche di una ges­tione mista Bres­cia-Verona in cui però ci sia un peso sig­ni­fica­ti­vo del nos­tro ter­ri­to­rio, men­tre la situ­azione com’è ora con­sente ai veneti «di fare solo i pro­pri inter­es­si». Per esem­pio, dimen­ti­ca­ta la promes­sa di uno sca­lo a Mon­tichiari di 24 char­ter estivi, «se li sono tenu­ti tut­ti loro, anche se scop­pi­ano». Ieri c’er­a­no Mas­si­mo Bres­ciani, Aldo Meni­ni ed Euge­nio Bertoglio delle seg­reterie di Cgil-Cisl-Uil con i rap­p­re­sen­tan­ti di cat­e­go­ria Ange­lo Andreoli e Clau­dio Lonati in una con­feren­za stam­pa che seg­na l’en­tra­ta di forza dei sin­da­cati nel­la vicen­da del­la soprav­viven­za del­l’aero­por­to bres­ciano. Pri­ma reazione la rot­tura delle relazioni indus­tri­ali da parte del pres­i­dente del­la Cat­ul­lo Spa Fer­nan­do Sanson.Dalle sedi sin­da­cali è par­ti­ta una let­tera per il min­is­tero dei trasporti con la richi­es­ta di una gara per la con­ces­sione che, provvi­so­ria al Cat­ul­lo, è scadu­ta da tem­po. Quat­tro i cri­teri indi­cati per tale gara: la ricer­ca di un gestore espres­sione del­la realtà bres­ciana, inves­ti­men­ti adeguati, prelazione sul­l’aero­por­to di Ghe­di una vol­ta smil­i­ta­riz­za­to, un canone sec­on­do le norme di legge. La pal­la insom­ma, nel caos che reg­na, tor­na alla cap­i­tale dove si deve tra poco decidere su un pac­chet­to di undi­ci aero­por­ti: Mon­tichiari spic­ca di sicuro per poten­zial­ità. Ha una pista per­fet­ta, può sop­portare oggi un mil­ione di passeg­geri, è in un’area abbas­tan­za lon­tana dalle case.