L’addio di «Alpieagles»? Si punta sempre sul Cargo center. Sì allo sviluppo, ma insieme a Comuni e imprese

Aeroporto, avanti piano

08/12/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Il grande rifi­u­to di «Alpiea­gles», che ha rin­un­ci­a­to a uti­liz­zare l’aeroporto di Mon­tichiari per i suoi voli, sta cre­an­do pre­oc­cu­pazione nelle isti­tuzioni; ma sen­za ecces­si. Nonos­tante la nuo­va tego­la che gli è cadu­ta addos­so, la Cat­ul­lo spa, soci­età di ges­tione del «D’Annunzio», non ha per­so di vista il pro­prio obi­et­ti­vo di espan­sione del­la strut­tura. «Sti­amo proce­den­do sec­on­do i piani — con­fer­ma Fer­di­nan­do San­son, pres­i­dente del­la soci­età — e ci muovi­amo su due linee: la ricer­ca di un buon sos­ti­tu­to sul­la rot­ta passeg­geri per Roma e lo svilup­po del piano per un grande Car­go cen­ter». Entrambe le indi­cazioni si trovano nel Piano ter­ri­to­ri­ale mes­so a pun­to da una con­ver­gen­za di pro­poste sca­tu­rite dal­la Regione e dal­la Provin­cia di Bres­cia, affi­an­cate, per ora, da tre comu­ni: Mon­tichiari, Cas­tenedo­lo e Ghe­di. «Ci incon­tr­ere­mo dopo le feste per iniziare insieme uno stu­dio di fat­tibil­ità — spie­ga l’assessore provin­ciale Vig­ilio Bet­tin­soli -, per poi val­utare la pos­si­bil­ità di coin­vol­gere altri comu­ni: questo aero­por­to avrà un grande svilup­po, e occorre stu­di­are bene i prob­le­mi col­le­gati a , piani rego­la­tori, trasporti e sal­va­guardia ambi­en­tale». Come dire che il caso Alpiea­gles può essere con­sid­er­a­to solo un inci­dente di per­cor­so, ed è questo che molti pen­sano. «Sono con­vin­to anche io del grande futuro che attende il D’Annunzio — con­fer­ma Gianan­to­nio Rosa, sin­da­co di Mon­tichiari -. Il fat­to che una com­pag­nia aerea arrivi e un’altra se ne vada è solo una ques­tione con­tin­gente. L’importante è avere un piano ter­ri­to­ri­ale pron­to ad accogliere gli svilup­pi che l’aeroporto avrà. E anche una nuo­va soci­età di ges­tione per la quale ricon­fer­mo l’interesse di parte­ci­pazione del­la nos­tra ammin­is­trazione comu­nale». Non è quin­di anda­ta per­sa la fidu­cia del Comune per il suo aero­por­to, ed è anco­ra pron­to il mil­iar­do mes­so a bilan­cio per una pri­ma oper­azione di emis­sione popo­lare di Boc, i buoni ordi­nari che servi­ran­no per un pri­mo acquis­to di quote. Pre­oc­cu­pa­to, ma non per questo da annover­are tra gli oppos­i­tori del­lo sca­lo, il sin­da­co di Cas­tenedo­lo, Gian­bat­tista Groli, il cui pen­siero è riv­olto «a risol­vere i futuri prob­le­mi di via­bil­ità e a stu­di­are meglio una trai­et­to­ria dei voli in decol­lo, che per ora ci penal­iz­zano, e che potran­no creare una situ­azione più grave con l’arrivo degli aerei car­go, più rumor­osi e forse in movi­men­to anche di notte». E se Groli si pre­oc­cu­pa dei decol­li c’è chi, più a Sud, si ribel­la alle trai­et­to­rie di atter­rag­gio; come gli abi­tan­ti di Carpenedo­lo, che han­no cre­ato un comi­ta­to cit­tadi­no dal nome molto sig­ni­fica­ti­vo, «Cam­bia rot­ta», e pre­siedu­to da Ser­gio Peri­ni. Del prob­le­ma par­la anche il sin­da­co Valenti­no Trec­ca­ni, che giu­di­ca «ini­qua l’attuale trai­et­to­ria dei voli; anche noi abbi­amo chiesto di far parte del comi­ta­to per la ges­tione del Piano ter­ri­to­ri­ale». Ma c’è chi si pre­oc­cu­pa, per altri motivi, anche tra i trasporta­tori. Gian­maria Rizzi, pres­i­dente dell’Unione provin­ciale arti­giani, ricor­da che in zona aero­por­tuale oper­a­no molte indus­trie e aziende di trasporto, «che sospet­tano il fat­to che lo svilup­po del Car­go cen­ter fac­cia la fine del trasporto passeg­geri. Avan­zan­do a singhioz­zo non si può che agevolare l’Hub di Malpen­sa o lo sca­lo di Berg­amo, già ben attrez­za­ti per le mer­ci». Rizzi ricor­da poi che per risol­vere il prob­le­ma occorre «una nuo­va soci­età di ges­tione dell’aeroporto, nel­la quale siano rap­p­re­sen­tate anche le gran­di aziende indus­tri­ali e il set­tore arti­gianale del Bresciano».